"...immergetevi in quest'Oceano nelle cui profondita sono
celate le perle della saggezza e della parola..."
Bahá’u’lláh
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IL KITÁB-I-ÍQAN Il Libro della Certezza


IL KITÁB-I-ÍQAN

IL LIBRO

DELLA CERTEZZA

Rivelato da Bahá’u’lláh

Casa Editrice Bahá’í

1994

2

Copyright 1994 – Casa Editrice Bahá’í – Italia

Titolo originale: “The Kitáb-i-Íqan – The Book of Certitude”

align=left>Revealed by Bahá’u’lláh – translated by Shoghi Effendi

1a edizione italiana 1955

2a edizione riveduta e corretta 1994

CASA EDITRICE BAHÁ’Í

Sede legale 00197 Roma – Via Stoppani, 10 – Tel. 06-8079647

Deposito e amm.ne 00040 Ariccia (Roma) – Via F.Turati ,9 – Tel.

06-9334334

ISBN 88 – 7214 – 022 - 6

3

Questo è il Giorno in cui la

testimonianza del Signore si è

compiuta, il Giorno in cui il

Verbo di Dio è stato manifestato

e la Sua prova fermamente

stabilita. La Sua voce v’invita a

ciò che vi sarà di giovamento e

vi comanda d’osservare ciò che

vi avvicinerà a Dio, il Signore

della Rivelazione.

Bahá’u’lláh

Questo è un ulteriore tentativo di

align=left>presentare all’occidente, sia pure

con parole inadeguate, questo

libro d’insuperata eccellenza fra

gli scritti dell’Autore della

Rivelazione Bahá’í. Si spera di

poter così aiutare altri nello

sforzo di accostarsi ad una mèta

che dovrà considerarsi per

sempre irraggiungibile: un’adeguata

traduzione dell’impareggiabile

parola di Bahá’u’lláh.

Shoghi Effendi

4

INDICE

Pag.

PREFAZIONE size=2>……………………………………………11

PARTE PRIMA…………………………………………..15

PARTE SECONDA………………………….…………...75

GLOSSARIO E NOTE………………………………….179

INDICE ANALITICO……………………….……..…...189

GUIDA ALLO STUDIO DEL LIBRO DELLA

CERTEZZA……………………………………………..198

5

PREFAZIONE

Scritto da Bahá’u’lláh nel 1862, originariamente

come apologia della missione profetica del Suo

Precursore, il Báb, il Kitáb-i-Íqan ( Il Libro della

Certezza ) è considerato il più importante “fra gli scritti

dottrinali” ( Shoghi Effendi, Dio Passa nel Mondo

142 ) di Bahá’u’lláh. Infatti nel breve spazio di 178

pagine, esso tratta fondamentali temi teologici come :

“l’esistenza e l’inconoscibilità di un Dio personale,

inconoscibile, inaccessibile, sorgente di tutte le

Rivelazioni, eterno, onnisciente, onnipresente e

onnipossente;…la relatività della verità religiosa e la

continuità della Rivelazione Divina;…l’unità dei

Profeti, l’universalità del loro Messaggio, l’identità dei

loro insegnamenti fondamentali, la santità delle loro

scritture e il duplice carattere della loro posizione…”

( Shoghi Effendi, Ibid., 141 ).

La magistrale traduzione inglese di Shoghi Effendi,

Custode della Fede Bahá’í, è apparsa nel 1931. Da

allora si sono succedute le versioni in altre lingue:

quella italiana risale al 1955. Da qualche anno fuori

stampa, l’editore presenta ora questa nuova edizione

riveduta e corretta, nella speranza di avvicinare

ulteriormente il lettore a questo fondamentale testo

originale di Bahá’u’lláh.

L’Editore

6

7

Citazioni dal Corano

La numerazione delle sure e dei versetti è quella di “Il

Corano” , introduzione, traduzione e commento di

Alessandro Bausani, Sansoni, Firenze, 1961 di cui si è

altresì quasi sempre seguito anche il testo.

8

9

align=left>PARTE PRIMA

10

11

NEL NOME DEL NOSTRO SIGNORE

L’ECCELSO, L’ALTISSIMO

1

Nessuno raggiungerà le rive dell'oceano della vera

comprensione tranne colui che si allontanerà da tutto ciò che è

in cielo e in terra. O popoli del mondo, purificate le vostre

anime, affinché possiate raggiungere lo stadio che Dio vi ha

destinato ed entrare così nel tabernacolo innalzato nel

firmamento del Bayán, secondo le dispensazioni della

Provvidenza.

2

L’essenza di tali parole è questa: coloro che percorrono

la via della fede, che sono assetati del vino della certezza,

devono purificarsi da tutto ciò che è terreno: gli

orecchi da discorsi fatui, la mente da immagini vane, il

cuore da affetti terreni, gli occhi da ciò che è perituro.

Devono confidare in Dio e, tenendosi saldamente a Lui,

seguire la Sua via. Saranno allora resi degni delle fulgide

glorie del sole della sapienza e della comprensione divina

e diverranno ricettacoli di una grazia infinita e invisibile,

poiché mai l'uomo potrà sperare di conseguire la conoscenza

del Gloriosissimo, o di dissetarsi al torrente della

sapienza e della saggezza divina, o d'entrare nella dimora

dell'immortalità, o di bere alla coppa della vicinanza e del

favore di Dio, a meno che e finché non cessi di prender

parole e atti di uomini mortali come norma per giungere

alla vera comprensione e al riconoscimento di Dio e dei

Suoi Profeti.

3

Considerate il passato. Quanti uomini, potenti e umili,

hanno in tutte le epoche trepidamente atteso l'avvento

4

12

delle Manifestazioni di Dio nelle persone benedette dei

Suoi Eletti! Quante volte hanno aspettato la Sua venuta,

hanno pregato perché spirasse la brezza della misericordia

divina e la Beltà promessa uscisse da dietro il velo

dell'occultamento, palesandosi al mondo intero. E ogni

qual volta le porte della grazia si sono aperte, e

sull'umanità dalle nubi della munificenza divina è caduta

la pioggia, e la luce dell'Invisibile ha brillato sull'orizzonte

della potenza celeste, tutti Lo hanno rinnegato e si sono

allontanati dal Suo volto, che è il volto di Dio. Per

accertare questa verità, esaminate ciò che è stato registrato

in ogni Libro Sacro.

Ponderate un momento e riflettete su ciò che è stato

causa di tale negazione da parte di coloro che hanno

cercato con tanta perseveranza e vivo desiderio. Il loro

assalto è stato più feroce di quanto lingua o penna possano

descrivere. Non apparve mai Manifestazione di Santità

che non sia stata afflitta dai dinieghi, dal ripudio e dalla

violenta opposizione di coloro che La attorniavano. Perciò

è stato rivelato: «Guai, guai pei miei servi! Nessun

Messagero viene a loro che non lo prendano a gabbo!»1.

Ancora dice: «...ed ogni nazione tramò malvagi disegni

contro il suo Messaggero Divino cercando d'impadronirsi

di Lui, e disputarono vanità per confutare la verità»2

5

Così le parole sgorgate dalla sorgente della potenza e

discese dal cielo della gloria sono innumerevoli e al di là

dell'ordinaria comprensione umana. Per coloro che

posseggono vera comprensione e penetrazione la Sura di

Húd basterà certamente. Soppesate per un momento nel

cuore quelle parole sante e, con profondo distacco, cercate

di afferrarne il significato. Esaminate il meraviglioso

6

1 Corano XXXVI, 30.

2 Corano XL, 5

13

comportamento dei Profeti e rammentate le diffamazioni e

i dinieghi pronunziati dai figli della negazione e della

falsità, forse riuscirete a far sì che l'uccello del cuore

umano dalle dimore della negligenza e del dubbio s'involi

verso il nido della fede e della certezza, e assapori le pure

acque dell'antica saggezza, e gusti i frutti dell'albero della

sapienza divina. Questa è per i puri di cuore la porzione

del pane disceso dai regni dell'eternità e della santità.

Se farete in modo di conoscere gl'insulti lanciati contro

i Profeti di Dio e di comprendere le vere cause delle

obiezioni sollevate dai loro oppressori, capirete

sicuramente il significato della loro posizione. Inoltre, più

attentamente osserverete le negazioni di coloro che si

sono opposti alle Manifestazioni degli attributi divini, più

salda diverrà la vostra fede nella Causa di Dio. Pertanto in

questa Tavola si farà brevemente cenno a diverse

narrazioni concernenti i Profeti di Dio, per dimostrare che

in ogni èra e in ogni secolo le Manifestazioni del potere e

della gloria furono soggette a tali nefande crudeltà che

nessuna penna osa descriverle. Ciò permetterà forse a

taluni di non esser più turbati da clamori e proteste dei

teologi e degli stolti di quest'epoca e di rafforzare la

propria fiducia e certezza.

7

Fra i Profeti vi fu Noè. Per 950 anni Egli esortò devotamente

la Sua gente invitandola al porto della sicurezza e

della pace. Ma nessuno ascoltò il Suo invito. Ogni giorno

furono inflitti alla Sua persona benedetta dolori e sofferenze

tali, che nessuno credeva potesse sopravvivere.

Quante volte fu rinnegato, con quanto malanimo

s'insinuarono sospetti contro di Lui! Così è stato rivelato:

«... e quando i capi del Suo popolo Gli passavano accanto

Lo schernivano. E disse loro: "Se voi ora ci schernite, poi

noi scherniremo voi come voi ora schernite noi! E presto

8

14

saprete..."»1. Molto tempo dopo, più volte promise ai Suoi

compagni la vittoria e ne fissò l'ora. Ma quando l'ora

scoccò, la promessa divina non si adempì. Ciò indusse

alcuni dei Suoi pochi seguaci ad abbandonarLo, come

attestano i racconti dei libri più famosi. Li avrete

certamente letti, altrimenti lo farete senza dubbio. Alla

fine, come affermano libri e tradizioni, rimasero con Lui

solo quaranta o settantadue dei Suoi seguaci. Finalmente

gridò dal profondo del Suo essere: «Signore! Non lasciar

sulla terra, dei negatori vivo nessuno»2.

E ora considerate e riflettete un momento sulla perversità

di quella gente. Quale può essere stata la ragione

della loro negazione e del loro allontanamento? Che cosa

può averli indotti a rifiutare di svestirsi dell'abito del

diniego e di abbigliarsi con la veste dell'accettazione?

Inoltre, che cosa può aver causato l'inadempienza della

promessa divina che portò i ricercatori a respingere ciò

che avevano accettato? Meditate profondamente acciocché

vi sia rivelato il segreto delle cose invisibili, e

possiate aspirare la dolcezza della fragranza spirituale e

imperitura e riconoscere la verità del fatto che da tempo

immemorabile, fin dall'eternità, l'Onnipotente ha messo e

continuerà a mettere alla prova i Suoi servi, perché si

distinguano la luce dalle tenebre, la verità dalla

menzogna, il bene dal male, la via retta dall'errore, la

felicità dal dolore, le rose dalle spine. Come appunto ha

rivelato: «Pensano gli uomini che si lascerà loro dire:

"Crediamo!" senza che siano messi alla prova?»3.

9

E dopo Noé, sull'orizzonte della creazione risplendette

la luce del sembiante di Húd. Per quasi settecento anni,

10

1 Corano XI, 38-9.

2 Corano LXXI, 26.

3 Corano XXIX, 2

15

secondo il dire degli uomini, Egli esortò la gente a volgere

il viso e ad avvicinarsi al Ridván della presenza divina.

Quale pioggia di afflizioni cadde su di Lui, finché, alfine,

le Sue implorazioni produssero frutti di crescente

ribellione e i Suoi assidui sforzi ebbero per risultato

l'ostinata cecità del Suo popolo. «... e non accrescerà ai

negatori il diniego altro che perdita!»1.

E dopo di Lui, dal Ridván del Sempiterno,

dell'Invisibile, apparve la santa persona di Sálih, il Quale

nuovamente invitò la gente al fiume della vita eterna. Per

oltre cent'anni li esortò a tenersi strettamente ai comandamenti

di Dio e a schivare ciò che è proibito. Ma i Suoi

moniti non produssero frutto e a nulla valse il Suo implorare.

Più volte Si ritirò a vivere in solitudine. E tutto ciò

avvenne benché quella Beltà eterna non invitasse la gente

se non alla città di Dio. Così appunto è stato rivelato: « E

alla tribù di Thamúd, mandammo il loro fratello, Sálih,

Che disse: " O popol mio! Adorate Iddio ! Non avrete

altro Dio che Lui ! “ ... Risposero: " O Sálih! tu fosti per

noi sinora oggetto di speranza. Vorrai vietarci ora di adorare

coloro che i nostri padri adoravano? Dubbiosi molto

noi siamo per questo tuo invito, dubbiosi!" »2. Tutto ciò si

dimostrò infruttuoso finché, alfine, si levò un gran grido e

tutti caddero in completa rovina.

11

align=left>Più tardi apparve da dietro il velo la bellezza del sembiante

dell'Amico di Dio3 e fu issato un altro stendardo

della guida divina. Egli invitò le genti della terra alla luce

della rettitudine. Quanto più appassionatamente li esortò,

tanto più s'inasprirono l'invidia e la perversione della

gente, eccetto per coloro che si distaccarono completa-

12

1 Corano XXXV, 39.

2 size=2>Corano XI, 61-2.

3 Abramo.

16

mente da tutto fuorché Dio e sulle ali della certezza si

sollevarono a quello stadio che Dio ha esaltato al di là

della comprensione umana. È risaputo quale esercito di

nemici Lo assediò, finché, infine, contro di Lui furono

accesi i fuochi dell'invidia e della ribellione. E dopo l'episodio

del fuoco, com'è narrato in tutti i libri e in tutte le

cronache, Egli, lampada di Dio fra gli uomini, fu espulso

dalla Sua città.

E quando il Suo giorno fu finito, venne il turno di

Mosè. Armato della verga del dominio celeste, adorno

della bianca mano della sapienza divina, procedendo dal

Párán dell'amore di Dio, brandendo il serpente della

potenza e della maestà eterna, Egli apparve sul mondo dal

Sinai della Luce. Convocò tutti i popoli e le tribù della

terra al regno dell'eternità e li invitò a gustare i frutti

dell'albero della fedeltà. Certamente sapete della feroce

opposizione di Faraone e del suo popolo e delle pietre di

vane fantasie che mani infedeli scagliarono contro

quell'Albero benedetto. Tanto che, alla fine, Faraone e il

suo popolo insorsero e fecero il massimo sforzo per smorzare

con le acque della menzogna e del diniego il fuoco di

quell'Albero sacro, dimentichi del fatto che acqua terrena

non può estinguere la fiamma della saggezza divina, o

soffio mortale spegnere la lampada del dominio sempiterno.

Anzi, quell'acqua non può che intensificare l'ardore

della fiamma, quei soffi non possono che assicurare la

conservazione della lampada, se osservaste con l'occhio

del discernimento e camminaste sulla via del santo volere

e del compiacimento di Dio. Come bene osservò un credente

della famiglia di Faraone, la cui storia è narrata dal

Gloriosissimo nel Suo Libro rivelato al Suo Beneamato:

«E disse un uomo credente della famiglia di Faraone, che

teneva nascosta la sua fede: "Ucciderete voi un uomo sol

perché dice: ‘Il mio Signore è Dio’ mentre vi ha portato

prove chiare dal vostro Signore? Se è un mendace, su lui

13

17

ricadrà la sua menzogna, se è sincero, vi colpirà parte di

quel che vi minaccia, poiché Iddio non dirige chi è

prevaricatore bugiardo!" »1. Infine, tanto grande fu la loro

iniquità che quel credente fu messo a ignominiosa morte.

« La maledizione di Dio cada sugli iniqui »2.

E ora ponderate queste cose. Che cosa può aver causato

tale contesa e tale conflitto? Perché l'avvento di ogni vera

Manifestazione di Dio è stato accompagnato da lotte e

tumulti, da tirannie e sommosse? E questo è accaduto,

sebbene tutti i Profeti di Dio, ogni qual volta si sono

manifestati ai popoli della terra, abbiano invariabilmente

preannunziato la venuta di un altro Profeta dopo di loro e

stabilito alcuni segni che avrebbero preannunziato l'avvento

della Dispensazione successiva. Lo testimoniano i

detti di tutti i Libri Sacri. Perché, dunque, ad onta dell'aspettativa

degli uomini nella loro ricerca delle

Manifestazioni della Santità e malgrado i segni menzionati

nei libri sacri, atti di violenza, oppressione e crudeltà

sono stati perpetrati in tutte le età e i cicli e contro tutti i

Profeti e gli Eletti di Dio? Come appunto ha rivelato: «...

ogni qual volta un Apostolo vi porta qualcosa che gli

animi vostri non desiderano, vi gonfiate d'orgoglio, e

alcuni li accusate di impostura e ne uccidete altri »3.

14

Riflettete, quale può essere stato il motivo di quegli

atti? Che cosa può aver provocato quel comportamento

verso i Rivelatori della beltà del Gloriosissimo?

Qualunque causa in giorni passati abbia portato la gente al

diniego e all'opposizione, ora induce alla perversità la

_____________________________________________

1 Corano XL. 28.

2 Cfr. Corano VII, 44 e XI, 18 ( n.d.e. )

3 Corano II, 87.

15

18

gente di quest'epoca. Sostenere che la testimonianza della

Provvidenza era incompleta e che ciò è stato causa del

diniego della gente, non è che esplicita bestemmia. Lungi

dalla grazia, dalla provvidenza amorosa e dalle tenere

misericordie del Munifico prescegliere un'anima fra tutti

gli uomini per guidare le Sue creature e poi, da un canto,

negarLe l'interezza della Sua testimonianza divina e,

dall'altro, infliggere punizioni severe a chi s'allontana dal

Suo Prescelto! No, le infinite grazie del Signore di tutti gli

esseri hanno sempre pervaso la terra e tutto ciò che vi

dimora, grazie alle Manifestazioni della Sua Essenza

divina. Neppure per un attimo la Sua grazia è stata negata

o le piogge della Sua amorosa premura hanno cessato di

cadere sull'umanità. Di conseguenza, quella condotta non

può essere attribuita ad altro che alla meschinità di anime

che percorrono la valle dell'arroganza e dell'orgoglio, che

si perdono nelle selve della lontananza, camminano su vie

di fantasie oziose e seguono i dettami dei capi della loro

fede. Loro principale interesse è l'opposizione, loro unico

desiderio ignorare la verità. A ogni osservatore perspicace

è evidente e chiaro che se nei giorni di ciascuna delle

Manifestazioni del Sole della Verità questa gente avesse

purificato occhi, orecchi e cuore da tutto ciò che aveva

veduto, udito e provato, certamente non le sarebbe stato

negato di contemplare le beltà di Dio, né si sarebbe

allontanata dalle dimore della gloria. Ma hanno pesato la

testimonianza di Dio con le norme del loro sapere,

raccolto dagli insegnamenti dei capi della loro fede e,

avendolo trovato in contrasto con la loro limitata

comprensione, si sono levati a perpetrare simili indegnità.

In tutte le età i capi della religione, tenendo nel loro

possente pugno le redini dell'autorità, hanno impedito

agli uomini di raggiungere la riva dell'eterna salvazione.

Chi per brama di primato, chi per mancanza di

16

19

conoscenza e comprensione sono stati per loro causa di

privazione. I Profeti di Dio hanno bevuto al calice del

sacrificio e Si sono involati verso le altezze della gloria,

con la sanzione della loro autorità. Quali indicibili

crudeltà sono state inflitte da coloro che occupavano i

seggi dell'autorità e della dottrina ai veri Monarchi del

mondo, quelle Gemme di virtù divina! Paghi di un

dominio transitorio, si sono privati di una sovranità eterna.

E così i loro occhi non contemplarono la luce del volto del

Beneamato e i loro orecchi non udirono le dolci melodie

dell'Uccello del Desìo. Per questo in tutti i libri sacri si è

parlato dei teologi di ogni epoca. Infatti Egli dice: « O

gente del Libro! Perché rifiutate fede nei segni di Dio, che

pur vi vedete davanti? »1. E anche: « O gente del Libro!

Perché rivestite la verità di veli d'errore e la verità la

celate, conoscendola? »2. E ancora: « Dì: O gente del

Libro! Perché distogliete coloro che credono dalla via di

Dio? »3. È evidente che con « gente del Libro » che ha

distolto gli altri dalla retta via di Dio, non si allude ad altri

che ai teologi dell'epoca, il cui nome e il cui carattere sono

stati rivelati nei libri sacri e citati nei versetti e nelle

tradizioni ivi riportate, se osservaste con l'occhio di Dio.

Con sguardo fisso e costante, generato dall'infallibile

occhio di Dio, scrutate per un momento l'orizzonte della

sapienza divina e contemplate le parole di perfezione che

l'Eterno ha rivelato, sicché vi siano palesati i misteri della

saggezza divina, finora nascosti dietro il velo della gloria

e custoditi entro il tabernacolo della Sua grazia. Le

negazioni e le proteste dei capi religiosi furono dovute

principalmente a mancanza di sapere e comprensione.

Essi non capirono né penetrarono le parole proferite dai

Rivelatori della beltà dell'unico vero Dio, che stabilivano i

17

1 Corano III, 70.

2 Corano III, 71.

3 Corano III, 99.

20

segni che avrebbero annunziato l'avvento della

Manifestazione successiva. Perciò alzarono lo stendardo

della rivolta e suscitarono malizia e sedizione. È chiaro e

manifesto che il vero significato delle parole degli Uccelli

dell'Eternità è rivelato solo a coloro che manifestano

l'Essere Eterno e che le melodie dell'Usignolo della

Santità non possono giungere che all'orecchio degli

abitatori del regno eterno. Il Copto 1 della tirannia non

potrà mai bere alla coppa toccata dalle labbra del Sept

della giustizia e il Faraone della miscredenza non potrà

mai sperare di riconoscere la mano del Mosè della verità.

Egli dice: «... la vera interpretazione di quei passi non la

conosce che Dio e gli uomini di solida scienza »2. Eppure,

hanno chiesto l'interpretazione del Libro a coloro che sono

avvolti da veli e si sono rifiutati di cercare lume presso la

sorgente del sapere.

E quando i giorni di Mosè furono finiti e la luce di

Gesù, irradiandosi dall'aurora dello Spirito, pervase il

mondo, tutto il popolo d'Israele si sollevò rumoreggiando

contro di Lui. Protestarono che Colui il Cui avvento era

stato predetto dalla Bibbia doveva promulgare e

adempiere le leggi di Mosè, mentre quel giovane

Nazzareno, che pretendeva la dignità di divino Messia,

aveva abrogato le leggi del divorzio e del sabato, le più

importanti di tutte le leggi mosaiche. Inoltre, dov'erano i

segni della Manifestazione avvenire? Ancor oggi il

popolo d'Israele aspetta la Manifestazione preannunciata

dalla Bibbia! Quante Manifestazioni di Santità, quanti

Rivelatori della luce eterna sono apparsi dal tempo di

Mosè, eppure Israele, avvolto in fitti veli di fantasia

satanica e false immaginazioni, aspetta ancora che l'idolo

creato dalle sue mani appaia con i segni da lui stesso

18

1 Qibt ( Copto ) è l’Egiziano tiranno in contrapposizione a

Sibt ( Sept ) abitante ebraico dell’Egitto.

2 Corano III, 7.

21

concepiti! Così Dio li ha ghermiti pei loro peccati, ha

estinto in loro lo spirito della fede e li ha tormentati con le

fiamme del fuoco dell'abisso. E questo per la sola ragione

che Israele si rifiutò di comprendere il significato delle

parole rivelate nella Bibbia a proposito dei segni della

Rivelazione successiva. Non ne afferrò mai il vero

significato e, poiché apparentemente quegli eventi non si

produssero mai, non poté riconoscere la beltà di Gesù né

contemplare il volto di Dio. E ancora Ne aspetta la venuta!

Da tempo immemorabile fino al giorno d'oggi, tutte le

tribù e i popoli della terra si sono attaccati a simili pensieri

fantastici e indegni, privandosi così delle limpide acque

sgorganti dalle sorgenti della purezza e della santità.

Svelando questi misteri, nelle Nostre precedenti

Tavole indirizzate a un amico nella melodiosa lingua del

Hijáz, abbiamo citato alcuni versetti rivelati dagli antichi

Profeti. E ora, aderendo alla vostra richiesta, li citeremo

ancora in queste pagine esprimendoli questa volta nei

meravigliosi accenti dell'`Iráq, affinché coloro che son

tormentati dalla sete nelle selve della lontananza

raggiungano l'oceano della presenza divina e chi langue

nei deserti della separazione sia guidato alla dimora

dell'eterno ricongiungimento. In tal guisa le nebbie

dell'errore potranno dissiparsi e la risplendente luce della

guida divina albeggerà sull'orizzonte dei cuori umani. In

Dio riponiamo la Nostra fiducia e a Lui chiediamo aiuto,

perché da questa penna scaturisca ciò che vivifichi le

anime degli uomini ed essi si levino dai loro giacigli di

negligenza e ascoltino il fruscio delle foglie del Paradiso

dall'albero che la mano della potenza divina ha piantato,

col permesso di Dio, nel Ridván del Gloriosissimo.

19

A coloro che sono dotati di comprensione è chiaro e

manifesto che quando il fuoco dell'amore di Gesù arse i

20

22

veli delle limitazioni giudaiche e la Sua autorità fu resa

manifesta e parzialmente fatta valere, Egli, Rivelatore

della Beltà invisibile, rivolgendoSi un giorno ai Suoi

discepoli accennò alla Sua dipartita e, accendendo nei loro

cuori il fuoco del cordoglio, disse: « Vado e tornerò a

voi »"1. Altrove disse: « Vado e verrà un altro, che vi dirà

tutto ciò che Io non vi ho detto e adempirà tutto ciò che

ho detto ». Queste due frasi hanno un unico significato,

se rifletterai con divina penetrazione sulle Manifestazioni

dell'Unità di Dio,

Ogni osservatore perspicace ammetterà che nella

Dispensazione del Corano furono confermati sia il Libro

sia la Causa di Gesù. Quanto ai nomi, Muhammad

dichiarò: « Io sono Gesù ». Egli riconobbe la verità dei

segni delle profezie e delle parole di Gesù e attestò che

erano tutte di Dio. In questo senso, né la persona né gli

scritti di Gesù erano diversi dalla persona e dal sacro

Libro di Muhammad, perché entrambi hanno propugnato

la Causa, cantato le lodi e rivelato i comandamenti di Dio.

E perciò Gesù dichiarò: « Vado e tornerò a voi ».

Considerate il sole. Dovesse ora dire: « Sono il sole di

ieri », direbbe il vero; e se, tenendo in mente la

successione del tempo, pretendesse di essere differente,

direbbe ancora il vero. In egual maniera se si dicesse che

tutti i giorni non sono che uno stesso giorno, si direbbe il

giusto e il vero. E se, in riferimento al nome e alla

designazione, si dicesse che sono differenti, anche questo

sarebbe vero. Poiché, sebbene siano gli stessi, pure si

riconoscono da una designazione differente, da un

attributo specifico, da un carattere particolare. Considera

allo stesso modo le caratteristiche di distinzione,

variazione e unità delle varie Manifestazioni di santità, sì

da comprendere le allusioni fatte dal creatore di tutti i

21

1 Cfr. Giovanni XVI, 16 e segg. ( n.d.e. )

23

nomi e attributi quanto ai misteri della distinzione e

dell'unità e scoprire la risposta al tuo quesito del perché

quella Beltà sempiterna Si sia data nomi e titoli differenti

in tempi differenti.

In seguito i compagni e i discepoli di Gesù Gli chiesero

quali segni avrebbero indicato il ritorno della Sua

Manifestazione. Gli domandarono: « Quando avverranno

queste cose? ».Più volte avevano interrogato quell'impareggiabile

Beltà e in ogni risposta Egli aveva indicato un

segno speciale che avrebbe annunciato l'avvento della

Dispensazione promessa. Lo testimoniano le parole dei

quattro Vangeli.

22

Questo Essere vilipeso ne citerà un solo esempio,

concedendo all'umanità, per amor di Dio, doni ancora

nascosti nel tesoro dell'Albero sacro e celato, sì che i

mortali non siano privati della loro parte del frutto

immortale e attingano una goccia di rugiada dalle acque di

vita eterna che da Baghdád, « Dimora della Pace », vengono

elargire all'umanità. Non chiediamo né premio né

ricompensa. « Noi cibiamo le vostre anime sol per amore

di Dio, e non vogliamo da voi compenso alcuno, gratitudine

non vogliamo »1. Questo è il cibo che conferisce vita

eterna al puro di cuore e all'illuminato nello spirito; è il

pane del quale è detto: « Signore! Fa discendere su di noi

il Tuo pane dal cielo »2. Questo pane non sarà mai negato

a chi lo merita, né avrà mai fine. Cresce perennemente

sull'albero della grazia e discende in tutte le stagioni dai

cieli della giustizia e della misericordia. Com'Egli dice:

« Non vedi come Dio assomiglia una buona parola a un

albero buono che ha radice salda e i rami alti nel cielo,

che dà i suoi frutti in ogni stagione...? »3.

23

1 Corano LXXVI, 9.

2 Corano V, 114.

3 Corano XIV, 24-5.

24

Peccato che l'uomo si privi di questo generoso dono, di

questa munificenza imperitura, di questa vita eterna. È suo

dovere apprezzare questo cibo che vien dal cielo, sì che,

grazie ai meravigliosi favori del Sole della Verità, i morti

siano richiamati in vita e le anime avvizzite siano

vivificate dallo Spirito infinito. Affrettati, fratello mio:

assaporino le nostre labbra l'immortale bevanda, finché

c'è ancora tempo, perché la brezza di vita che adesso

spira dalla città del Beneamato non potrà durare, e il

fluente fiume della santa parola dovrà fermarsi, e le porte

del Ridván non resteranno per sempre aperte. Verrà

sicuramente il giorno in cui l'Usignolo del Paradiso dalla

dimora terrena s'involerà verso il nido celeste. Allora non

se ne udrà più la melodia e la bellezza della rosa cesserà

di splendere. Profitta del momento, perciò, prima che la

gloria della primavera divina sia passata e l'Uccello

dell'Eternità abbia cessato di gorgheggiare la sua melodia,

sì che al tuo udito interiore non sia negato d'ascoltarne il

richiamo. Questo è il mio consiglio per te e per i diletti di

Dio. Chiunque lo desideri lo ascolti, chiunque non lo

desideri se ne allontani. In verità, Dio è indipendente da

lui e da ciò che egli può vedere e attestare.

24

Queste sono le melodie cantate, in accenti di potenza

maestosa nel Ridván del Vangelo, da Gesù, Figlio di

Maria, che rivelano i segni che devono annunciare

l'avvento della Manifestazione che Lo seguirà. Nel primo

Vangelo secondo Matteo si narra: E quando interrogarono

Gesù sui segni della Sua venuta, Egli disse loro: « Subito

dopo l'oppressione1 di quei giorni il sole si oscurerà, la

luna non darà più luce, le stelle cadranno dal cielo e le

potenze della terra saranno sconvolte. Allora comparirà

nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; allora tutte le

25

1 size=2>La parola greca qui usata, « Thlipsin », ha due significati :

pressione e oppressione.

25

nazioni della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figlio

dell'uomo venire sopra le nubi del cielo, con grande

potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con grande

suono di tromba »1. Resa in lingua persiana2 la sostanza di

queste parole è la seguente: Quando sopraggiungeranno le

oppressioni e le afflizioni che devono colpire l'umanità,

allora il sole cesserà di splendere, la luna di spandere luce,

le stelle del cielo cadranno sulla terra e le colonne della

terra tremeranno. In quell'epoca in cielo appariranno i

segni del Figlio dell'Uomo, cioè quando questi segni

saranno apparsi, la Beltà e la Sostanza della vita che sono

state promesse passeranno dal regno dell'invisibile al

mondo visibile. E dice: in quel tempo tutti i popoli e le

tribù che dimorano sulla terra gemeranno e si

lamenteranno e vedranno quella divina Beltà scendere dal

cielo sopra le nubi con potenza, grandiosità e

magnificenza inviando i Suoi angeli con forte squillo di

tromba. Anche negli altri tre Vangeli, secondo Luca,

Marco e Giovanni, si trovano le stesse affermazioni.

Avendone dati lunghi ragguagli nelle nostre Tavole

rivelate in arabo, non Ce ne siamo occupati in queste

align=left>pagine, limitandoCi a una sola citazione.

I teologi cristiani, non essendo riusciti a capire il

significato di queste parole, non avendone riconosciuto il

fine e lo scopo ed essendosi attenuti all'interpretazione

letterale delle parole di Gesù, sono stati privati della

grazia fluente della Rivelazione di Muhammad e della

pioggia delle sue munificenze. Anche agli ignoranti fra i

membri della comunità cristiana, che seguirono l'esempio

dei capi della loro fede, fu impedito di contemplare la

beltà del Re della gloria, dato che i segni che dovevano

26

1 Matteo XXIV, 29-31.

2 Il passo è citato da Bahá’u’lláh in arabo e poi tradotto in

persiano

26

accompagnare il sorger del Sole della Dispensazione di

Muhammad non si manifestarono realmente. E così

epoche sono passate e secoli sono trascorsi e quel

purissimo Spirito si è rifugiato nei luoghi più remoti della

sua antica sovranità. Ancora una volta l'eterno Spirito ha

soffiato nella mistica tromba e ha resuscitato i morti da

sepolcri d'accidia e d'errore al regno della guida e della

grazia. Eppure quella comunità in attesa seguita a gridare:

Quando accadranno queste cose? Quando sarà manifestato

il Promesso, oggetto della nostra attesa, sì che possiamo

levarci pel trionfo della Sua Causa, sacrificare le nostre

sostanze per amor Suo, offrire le nostre vite sul Suo

sentiero? Similmente quelle false immaginazioni hanno

portato altre comunità a deviare dal Kawthar dell'infinita

grazia della Provvidenza e ad occuparsi di futili pensieri.

Oltre a questo passo ve n'è un altro nel Vangelo che

dice: « Il cielo e la terra passeranno; ma le Mie parole non

passeranno »1. È per questo che i seguaci di Gesù

sostennero che la legge del Vangelo non sarà mai abolita e

che in qualsiasi momento la Beltà promessa Si manifesti e

tutti i segni siano rivelati, Egli dovrà confermare e

ratificare la legge proclamata nel Vangelo, così che oltre

la Sua non rimanga altra fede nel mondo. Questo è il loro

credo fondamentale. E la loro convinzione è tale che, se si

manifestasse qualcuno con tutti i segni promessi e

promulgasse cose contrarie alla lettera della legge del

Vangelo, lo rinnegherebbero sicuramente, si

rifiuterebbero di sottomettersi alla sua legge, lo

dichiarerebbero infedele e lo schernirebbero. Ciò è

provato da quanto avvenne quando si palesò il sole della

Rivelazione di Muhammad. Se avessero umilmente

cercato nelle Manifestazioni di Dio di tutte le

Dispensazioni il vero significato di queste parole rivelate

27

1 Luca XXI, 33.

27

nei libri sacri - l'incomprensione delle quali ha impedito

agli uomini di riconoscere il Sadratu'l-Muntahá, il Fine

ultimo - sarebbero stati certamente guidati verso la luce

del Sole della Verità e avrebbero scoperto i misteri della

sapienza e della saggezza divine.

Questo servo vuole adesso condividere con te una

gocciola dell'oceano insondabile delle verità racchiuse in

queste sante parole, sì che, forse, cuori perspicaci

capiscano tutte le allusioni e i significati impliciti delle

parole delle Manifestazioni di Santità, in modo che

l'irresistibile maestà del Verbo di Dio non impedisca loro

di attingere all'oceano dei Suoi nomi e attributi, o di

riconoscere la lampada di Dio, seggio della rivelazione

della Sua glorificata Essenza.

28

Quanto alle parole « subito dopo l'oppressione di quei

giorni », si riferiscono al tempo in cui gli uomini saranno

oppressi e addolorati, al tempo in cui le ultime tracce del

Sole della Verità e il frutto dell'Albero della sapienza e

della saggezza saranno svaniti fra gli uomini, quando le

redini dell'umanità saranno cadute in mani stolte e

ignoranti, quando le porte dell'unione e della

comprensione divine - essenziale e supremo scopo della

creazione - si saranno chiuse, quando la vera sapienza

avrà ceduto il passo alla vana fantasia e la corruzione avrà

usurpato il posto della rettitudine. Tali condizioni si

osservano nei nostri giorni in cui le redini di tutte le

comunità sono cadute nelle mani di stolti capi che le

guidano secondo i loro capricci e desideri. Sulle loro

lingue la menzione di Dio è divenuta un nome vuoto e fra

loro la Sua santa Parola è lettera morta. Tale è la tirannia

dei loro desideri che la fiaccola della coscienza e della

ragione s'è spenta nei loro cuori, e ciò benché le dita del

potere divino abbiano dischiuso le porte della conoscenza

di Dio, e la luce della sapienza divina e della grazia

29

28

celeste abbia illuminato e ispirato l'essenza di tutte le cose

create, in tal guisa che in ogni cosa s'è aperta una porta di

sapienza ed entro ogni atomo si sono palesate tracce di

sole. Eppure, malgrado tutte queste molteplici rivelazioni

di sapienza divina che hanno pervaso il mondo, essi

ancora vanamente immaginano che la porta della sapienza

sia chiusa e che le piogge della misericordia siano cessate.

Attaccandosi a una vana fantasia, si sono allontanati

dall'`Urvatu'l-Vuthqá della sapienza divina. I loro cuori

non sembrano inclini alla sapienza e alla porta che

conduce ad essa, né pensano alle sue manifestazioni,

poiché nella loro vana fantasia hanno trovato la porta

verso le ricchezze terrene, mentre nella manifestazione del

Rivelatore della sapienza non trovano altro che l'invito al

sacrificio. Perciò naturalmente si attaccano alla prima e

rifuggono dalla seconda. Quantunque riconoscano in cuor

loro che la legge di Dio è una sola, pure in ogni luogo

impartiscono un nuovo ordine e in ogni istante

proclamano un nuovo decreto. Non si trovano nemmeno

due persone d'accordo sulla stessa legge, perché non

cercano Dio ma il loro piacere e non percorrono altro

sentiero che quello dell'errore. Nel primato hanno

riconosciuto l'obiettivo finale dei loro sforzi e

considerano orgoglio e superbia la suprema conquista del

desiderio dei loro cuori. Hanno anteposto sordide trame

alla legge divina, hanno rinunciato ad affidarsi al volere di

Dio, si sono affaccendati in calcoli egoistici, hanno

percorso le vie degli ipocriti. Con tutto il loro potere e la

loro forza s'ingegnano di mettersi al sicuro nelle loro

meschine occupazioni, timorosi che il più lieve discredito

insidi la loro autorità o menomi lo sfarzo della loro

magnificenza. Ogni occhio rinfrescato e illuminato dal

lavacro della conoscenza di Dio scoprirebbe certamente

che molte bestie voraci si sono radunate per dilaniare i

miseri brandelli delle anime degli uomini.

29

Quale « oppressione » più grande di quella che si è

descritta? Quale « oppressione » più atroce di quella di

un'anima che cerca la verità e, desiderando pervenire alla

conoscenza di Dio, non sappia dove trovarla e presso chi

cercarla? Poiché le opinioni sono molto contraddittorie e

le vie per arrivare a Dio si sono moltiplicate. Questa

« oppressione » è la caratteristica essenziale di tutte le

Rivelazioni. Se ciò non fosse, il Sole della Verità non si

manifesterebbe. Poiché il sorgere dell'aurora della guida

divina deve necessariamente seguire alle tenebre della

notte dell'errore. Per questa ragione in tutte le cronache e

le tradizioni si fa riferimento a queste cose, cioè che

l'iniquità ricoprirà la superficie della terra e le tenebre

avvolgeranno l'umanità. Dato che queste tradizioni sono

ben note, questo Servo, proponendoSi d'esser breve, Si

asterrà dal citarne il testo.

30

Se questa « oppressione » ( che letteralmente significa

« pressione » ) dovesse interpretarsi nel senso che la terra

si contrarrà, o se vana fantasia umana concepisse l'idea

che simili calamità si riverseranno sull'umanità, è ben

chiaro e manifesto che tali avvenimenti non potranno mai

accadere. Sicuramente protesteranno che questa

condizione preliminare della rivelazione divina non si è

manifestata. Questa è stata ed è ancora la loro posizione.

E invece per « oppressione » s'intende l'incapacità di

acquisire la conoscenza spirituale e di comprendere il

Verbo di Dio. Con ciò s'intende che, tramontato l'Astro

della Verità e scomparsi gli specchi che Ne riflettono la

luce, l'umanità sarà afflitta da « oppressione » e difficoltà,

non sapendo dove rivolgersi per trovare una guida. In tal

modo t'insegnamo l'interpretazione delle tradizioni e ti

riveliamo i misteri della saggezza divina, perché tu possa

così comprenderne il significato ed esser fra coloro che

hanno bevuto alla coppa della sapienza e della

comprensione divine.

31

30

E ora riguardo alle Sue parole « Il sole si oscurerà, la

luna non darà più luce e le stelle cadranno dal cielo », coi

termini « sole » e « luna » menzionati nelle Scritture dei

Profeti di Dio non s'intendono solo il sole e la luna

dell'universo visibile, anzi, molteplici significati sono stati

attribuiti a questi termini. In ogni occasione vi è stato

annesso un significato speciale. Così per « sole » qualche

volta s'intendono quei Soli di Verità che, sorti dall'oriente

dell'antica gloria, riempiono il mondo di una munifica

effusione di grazia superna. Questi Soli di Verità sono le

Manifestazioni universali di Dio nei mondi dei Suoi

attributi e dei Suoi nomi. Come per decreto di Dio,

l'Unico Vero, l'Adorato, il sole visibile presiede allo

sviluppo di tutte le cose terrestri, quali alberi, frutti e loro

colori, minerali della terra e tutto ciò che si può osservare

nel mondo della creazione, così i Luminari divini, con la

loro amorevole assistenza e influenza educatrice, fanno sì

che esistano e si manifestino gli alberi dell'unità divina, i

frutti della Sua unicità, le foglie del distacco, i fiori della

sapienza e della certezza e i mirti della saggezza e dei

santi detti. Così accade che al sorgere di questi Luminari

di Dio il mondo si rinnova, le acque della vita eterna

fluiscono, ondate di gentilezza amorosa si sollevano, si

addensano nubi di grazia e la brezza della munificenza

spira su tutto il creato. Grazie al calore generato da questi

Luminari di Dio e agli inestinguibili fuochi da essi accesi,

la luce dell'amore di Dio arde veemente nel cuore

dell'umanità. Per l'abbondante grazia di questi Simboli di

Distacco lo Spirito della vita eterna è alitato nel corpo dei

morti. Sicuramente il sole visibile non è che un segno

dello splendore di quell'Astro di Verità, quel Sole Che non

avrà mai eguale, simile o rivale. Per Lui tutte le cose

vivono, si muovono ed esistono. Per grazia Sua si

manifestano e tutte a Lui ritornano. Da Lui sono scaturite

tutte le cose e tutte si sono rifugiate sotto la custodia dei

tesori della Sua rivelazione. Da Lui procedono tutte le

32

31

cose create e ai depositari della Sua legge hanno fatto

ritorno.

Che questi Luminari divini sembrino talvolta limitati a

specifiche designazioni e attributi, come avete già veduto

e vedete ora, dipende soltanto dall'imperfetta e limitata

comprensione di certe menti. Altrimenti essi sono sempre

stati, e per tutta l'eternità continueranno a essere, esaltati

al di sopra di ogni nome di lode e santificati al di là di

ogni attributo descrittivo. La quintessenza d'ogni nome

non può sperare accesso alla loro corte di santità e il più

alto e puro di tutti gli attributi non potrà mai avvicinarsi al

loro regno di gloria. Immensamente elevati sono i Profeti

di Dio, eccelsi al di sopra della comprensione degli

uomini, i quali non potranno mai conoscerli eccetto che

dal loro Essere. Lungi dalla Sua gloria che i Suoi Eletti

possano essere magnificati da altri che da loro stessi. Sono

glorificati al disopra della lode degli uomini, esaltati al di

là della comprensione umana!

33

Negli scritti delle « Anime Immacolate », il termine

« soli » è stato spesso applicato ai Profeti di Dio,

luminosi Emblemi di Distacco. Fra questi scritti si trovano

le seguenti parole riportate nella « Preghiera di Nudbih »1:

« Dove sono andati quei Soli risplendenti? Dove sono

scomparse quelle Lune luminose, quelle Stelle scintillanti?

». È pertanto evidente che i termini « sole »,

« luna », « stelle » significano, innanzi tutto, i Profeti di

Dio, i santi e i loro compagni, quei Luminari Che con la

luce della Loro sapienza hanno rischiarato i mondi del

visibile e dell'invisibile.

34

In un altro senso, con quei termini si vuole alludere ai

teologi della Dispensazione precedente che vivono al

35

1 « Lamentazioni » scritte dall’Imám ‘Alí.

32

tempo della nuova Rivelazione e che tengono in pugno le

redini della religione. Se sono illuminati dalla luce della

Rivelazione più recente, questi teologi sono accetti a Dio

e brillano di luce eterna. Altrimenti sono da considerarsi

ottenebrati, anche se all'apparenza superficiale appaiano

condottieri d'uomini, poiché credenza e miscredenza, retta

guida ed errore, felicità e tristezza, luce e tenebre

dipendono tutte dall'approvazione di Colui Che è l'Astro

della Verità. In verità, in ogni epoca, quei teologi che, nel

Giorno del Giudizio, ricevono testimonianza di fede dalla

Sorgente della vera sapienza divengono ricettacoli di

sapere, favore divino e luce di vera comprensione.

Altrimenti sono tacciati di stoltezza, negazione, empietà e

oppressione.

È chiaro ed evidente a qualsiasi osservatore acuto che,

come dinanzi al fulgido splendore del sole la luce della

stella si dilegua, così, posto faccia a faccia con le glorie

risplendenti del Sole della Verità, Astro dell'illuminazione

divina, ogni luminare di sapienza terrena, saggezza

e comprensione svanisce nel nulla.

36

Che il termine « sole » sia stato applicato ai capi della

religione, dipende dalla loro alta posizione, fama e

celebrità. Tali sono i teologi universalmente riconosciuti

di tutte le epoche, che parlano con autorità, la cui fama è

saldamente radicata. Se somigliano al Sole della Verità,

sono sicuramente annoverati fra i più eccelsi luminari;

altrimenti sono da considerare focolai di fiamme infernali.

Così Egli dice: « In verità, il sole e la luna sono entrambi

condannati al tormento del fuoco infernale »1.

Indubbiamente conoscete bene l'interpretazione dei

termini « sole » e « luna » adoperati in questo versetto,

non è perciò necessario farvi riferimento. E chiunque

37

1 Corano LV, 5.

33

appartiene all'elemento di questo « sole » e di questa

« luna », cioè segue l'esempio di questi capi volgendosi

verso la falsità e allontanandosi dalla verità, sicuramente

proviene dalla tenebra infernale e ivi tornerà.

E ora, o ricercatore, è necessario aggrapparci

all'`Urvatu'l-Vuthqá, sì da poter, forse, lasciarci alle spalle

l'oscura notte dell'errore e abbracciare la luce albeggiante

della guida divina. Non dobbiamo rifuggire dal

volto della negazione e cercare l'ombra protettrice della

certezza? Non dobbiamo liberarci dall'orrore della tenebra

satanica e correre incontro alla luce nascente della Beltà

paradisiaca? Vi concediamo così il frutto dell'Albero della

conoscenza divina, affinché possiate felicemente e

gioiosamente dimorare nel Ridván della saggezza divina.

38

In un altro senso, con i termini « sole », « luna »

e « stelle », si sono intese leggi e insegnamenti affermati e

proclamati in ogni Dispensazione, come i comandamenti

della preghiera e del digiuno. Quando la bellezza del

Profeta Muhammad passò al di là del velo, queste sono

state ritenute secondo il Corano le leggi più fondamentali

e obbligatorie della Sua Dispensazione. Ne fanno

testimonianza i testi di tradizioni e cronache così

ampiamente conosciuti, che non occorre farne menzione

qui. Anzi, il comandamento riguardante la preghiera è

stato posto in evidenza e universalmente applicato in tutte

le Dispensazioni. Lo attestano le tradizioni registrate,

attribuite alle luci emanate dall'Astro della Verità,

l'essenza del Profeta Muhammad.

39

Le tradizioni dimostrano che in tutte le Dispensazioni

la legge della preghiera è stata elemento fondamentale

della Rivelazione di tutti i Profeti di Dio: legge le cui

forme e maniere sono state adattate alle mutevoli esigenze

40

34

delle varie epoche. Dato che ogni nuova Rivelazione ha

abolito usi, abitudini e insegnamenti chiaramente,

specificamente e saldamente stabiliti dalla Dispensazione

precedente, di conseguenza essi sono stati espressi

simbolicamente coi termini « sole » e « luna ». « Per

provarvi, e sperimentar chi fra voi meglio opera »1.

Inoltre, nelle tradizioni, i termini « sole » e « luna »

sono stati applicati alla preghiera e al digiuno, così com'è

stato detto: « Il digiuno è illuminazione e la preghiera è

luce ». Un giorno venne a trovarCi un ben noto teologo.

Mentre conversavamo con lui, citò la summenzionata

tradizione e disse: « Poiché il digiuno aumenta il calore

del corpo, è stato paragonato alla luce del sole; e la

preghiera della sera, che rinfresca l'uomo, è stata

paragonata alla radiosità della luna ». Da ciò Ci

rendemmo conto che quel pover uomo non aveva

beneficiato d'una sola goccia dell'oceano della vera

align=left>comprensione e si trovava lontano dal Roveto ardente

della saggezza divina. Allora gli facemmo gentilmente

notare: « L'interpretazione che vostra signoria ha dato a

questa tradizione è quella corrente fra la gente. Non si

potrebbe dargliene una diversa? ». Allora Ci chiese: « E

quale? ». Gli rispondemmo: « Muhammad, Suggello dei

Profeti, il più insigne degli Eletti di Dio, ha paragonato la

Dispensazione del Corano al cielo per la sua elevatezza,

l'influenza dominatrice, la maestà e perché comprende

tutte le religioni. E come il sole e la luna sono gli astri più

radiosi e importanti del cielo, così nel cielo della religione

di Dio sono stati creati due globi risplendenti: il digiuno e

la preghiera. « L'Islam è il cielo, il digiuno il suo sole, la

preghiera la sua luna ».

41

Questo è lo scopo fondamentale delle parole

42

1 Corano LXVII, 2.

35

simboliche delle Manifestazioni di Dio. Pertanto è stato

dimostrato e giustificato, secondo il testo dei sacri versetti

e delle tradizioni registrate, che i termini « sole » e

« luna » sono applicati alle cose già menzionate. Così, è

chiaro ed evidente che con le parole « il sole si oscurerà,

la luna non darà più luce e le stelle cadranno dal cielo »,

s'intende la perversità dei teologi e l'abrogazione di leggi

saldamente stabilite per Rivelazione divina, e tutto ciò è

stato presagito dalla Manifestazione di Dio in linguaggio

simbolico. Nessuno tranne i giusti può gustare questa

coppa; nessuno fuorché i pii può averne parte. « E

berranno i pii da una coppa, il cui licore sarà miscelato di

canfora »1.

È indiscutibile che in ogni Rivelazione successiva il

« sole » e la « luna » degli insegnamenti, delle leggi, dei

comandamenti e delle proibizioni che sono stati istituiti

nella Dispensazione precedente e hanno protetto la gente

di quel tempo, si oscurano, cioè si esauriscono e cessano

di esercitare la loro influenza. Considera ora che se i

seguaci del Vangelo avessero riconosciuto il significato

dei termini simbolici « sole » e « luna », se al contrario

dei caparbi e dei perversi avessero cercato lume presso

Colui Che è il Rivelatore della sapienza divina, avrebbero

certamente compreso la ragione di questi termini e non

sarebbero stati afflitti e oppressi dalle tenebre dei desideri

egoistici. Ma non essendo riusciti ad attingere la vera

sapienza alla sua Sorgente, sono periti nella perigliosa

valle della perversità e della miscredenza. Non si sono

ancora risvegliati per vedere che tutti i segni preannunziati

sono stati palesati, che il Sole promesso è sorto

all'orizzonte della Rivelazione divina e che il « sole » e la

43

1 Corano LXXVI, 5. Secondo alcuni commentatori del

Corano, Káfúr, ossia canfora, è il nome di una fonte del

paradiso, così chiamata perché simile a canfora per odore e

bianchezza

36

"luna" degl'insegnamenti, delle leggi e del sapere della

Dispensazione precedente si sono oscurati e sono

tramontati.

E ora, con sguardo fermo e salde ali, entra nella via

della certezza e della verità. « Dì: "È Dio!", e poi lasciali

gingillarsi nelle loro discussioni »1. Così sarai annoverato

fra quei compagni dei quali dice: « In verità coloro che

dicono: "Il nostro Signore è Dio!" e su retta via

camminano, su loro scenderanno gli angeli »2. Allora

vedrai tutti questi misteri coi tuoi stessi occhi.

44

Fratello mio! Prendi la via dello spirito, affinché,

rapido come un batter d'occhio, tu possa traversare in un

baleno i deserti della lontananza e della privazione e

giungere al Ridván dell'eterno ricongiungimento e in un

sol respiro unirti agli Spiriti celesti. Poiché con piedi

umani non potrai mai sperare di percorrere queste distanze

smisurate o di raggiungere la mèta. La pace sia su colui

che è guidato dalla luce della verità a tutta la verità e che,

nel nome di Dio, persevera sulla via della Sua Causa, nei

lidi della vera comprensione.

45

Questo è il significato del sacro versetto « Ma no! Lo

giuro pel Signore degli orienti e degli occidenti »3, poiché

ciascuno dei « Soli » che abbiamo menzionato ha il

proprio particolare luogo di nascita e di tramonto. E i

commentatori del Corano, non avendo afferrato il

significato simbolico di questi « Soli », si sono trovati in

difficoltà nell'interpretare il versetto sopra citato. Alcuni

hanno affermato che è stato usato il plurale « orienti » e

« occidenti » perché il sole sorge ogni giorno da un punto

46

1 Corano VI, 91.

2 Corano XLI, 30.

3 Corano LXX, 40.

37

diverso. Altri hanno scritto che con questo versetto

align=left>s'intendono le quattro stagioni dell'anno, dato che il punto

dove il sole sorge e tramonta cambia col mutare delle

stagioni. Tanta è la profondità della loro comprensione! E

tuttavia persistono nell'accusare di errore e follia quelle

Gemme di sapienza, quegli irreprensibili e purissimi

Simboli di saggezza.

In egual modo, sforzati di comprendere da queste

limpide, potenti, decisive e inequivocabili affermazioni, il

significato di « spaccarsi del cielo » - uno dei segni che

devono annunziare il sopraggiungere dell'ultima Ora, il

Giorno della Resurrezione. Come ha detto: « Quando il

cielo si spaccherà »1. Per « cielo » s'intende il cielo della

Rivelazione divina, innalzato da ogni Manifestazione e

squarciato alla venuta di quella successiva. Con « si

spaccherà » s'intende che la Dispensazione precedente è

sostituita e abrogata. Giuro in nome di Dio che - per chi

rifletta - lo spaccarsi di questo cielo è un atto più potente

dello spaccarsi del firmamento! Ponderate un momento:

quale atto è più straordinario di quello che, per il potere di

Dio, una Rivelazione divina - che per anni è rimasta

solidamente insediata, alla cui ombra tutti coloro che

l'hanno abbracciata sono stati allevati e nutriti, dalla luce

della cui legge intere generazioni sono state disciplinate,

l'eccellenza della cui parola gli uomini hanno sentito

narrare dai loro padri, in modo tale che occhio umano non

ha contemplato altro che l'influenza penetrante della sua

grazia e orecchio mortale non ha udito altro che la

risonante maestà del suo comando - « sia spaccata » e

abolita all'apparire d'una sola anima? Rifletti, non è questo

un atto più straordinario di quello che queste abiette e

stolte persone hanno immaginato significasse lo

« spaccarsi del cielo »?

47

1 Corano LXXXII, 1.

38

Considera inoltre le difficoltà e le amarezze della vita

dei Rivelatori della Beltà divina. Rifletti come, soli e

senza aiuto, abbiano affrontato il mondo e tutte le sue

genti e promulgata la Legge di Dio! Per quanto gravi

fossero le persecuzioni loro inflitte, queste Anime sante,

preziose e compassionevoli, pur nella pienezza del loro

potere, rimasero pazienti e, malgrado il loro ascendente,

soffrirono con sopportazione.

48

Nello stesso modo, cerca di comprendere il significato

di « la terra sarà cambiata ». Sappi che su qualsiasi cuore

sia caduta la generosa pioggia della misericordia dal

« cielo » della Rivelazione divina, in verità, la terra di

quel cuore è stata trasformata in terra di sapienza e

saggezza divine. Quali mirti di unità ha prodotto il suolo

di quei cuori! Che fioritura di vera sapienza e saggezza

hanno dato i loro petti illuminati! Se la terra dei cuori

fosse rimasta immutata, come avrebbero potuto anime cui

non fu insegnata una sola lettera, che non hanno

conosciuto maestro né frequentato scuola, pronunciare

parole e mostrare una sapienza, tali che nessuno riesce a

comprendere? V'è da credere che siano stati modellati con

align=left>la creta della sapienza infinita e impastati con l'acqua

della saggezza divina. Perciò è stato detto: « La sapienza è

una luce che Dio getta nel cuore di chi vuole ». Questa

specie di sapienza è sempre stata degna di lode; non

quella limitata, uscita da menti velate e ottenebrate. E

align=left>quella essi mutuano furtivamente l'uno dall'altro e

vanamente se ne inorgogliscono.

49

Oh, se i cuori umani si purificassero da queste

limitazioni umane e questi astrusi pensieri loro imposti!

Potrebbero, forse, essere rischiarati dalla luce del Sole

della vera conoscenza e comprendere i misteri della

50

39

saggezza divina. Considera ora, se lo sterile e arido suolo

di questi cuori resterà immutato, come potranno mai

divenire Ricettacoli della rivelazione dei misteri di Dio e

Rivelatori dell'Essenza divina? Egli ha detto: « Il giorno

in cui la terra sarà cambiata in un'altra terra »1.

Il soffio della misericordia del Re della creazione ha

trasformato la terra persino fisicamente, se ponderaste nel

vostro cuore sui misteri della Rivelazione divina.

51

E ora intendi il significato di questo versetto: « e la

terra tutta starà nel Suo pugno il dì della Resurrezione, e i

cieli staran ripiegati nella Sua destra. Sia glorificato ed

esaltato oltre i compagni che Gli associano! »2. E ora sii

equo nel tuo giudizio. Se questo versetto avesse il

align=left>significato che gli uomini suppongono, ci potremmo

chiedere: quale vantaggio ne deriverebbe all'uomo? Per di

più è chiaro ed evidente che nessuna mano visibile a

occhio umano potrebbe compiere tali gesta, che potrebbero

essere attribuite soltanto all'eccelsa Essenza

dell'unico vero Dio. Anzi, ammettere una simile cosa è

mera bestemmia e assoluto travisamento della verità. E se

si supponesse che con questo versetto s'intendono le

Manifestazioni di Dio Che, il Giorno del Giudizio,

sarebbero chiamate a compiere tali gesta, anche questo

apparirebbe lontano dal vero e non sarebbe certamente di

alcun giovamento. Al contrario, col termine « terra »

s'intende la terra della comprensione e della sapienza e,

per « cieli », i cieli della Rivelazione divina. Rifletti

come da una parte, con la Sua potente stretta, Egli abbia

trasformato la terra della sapienza e della comprensione,

non ancora dispiegata, in una semplice manciata e,

dall'altra, abbia sparso una nuova sublime terra nei cuori

umani, facendo così germogliare dal petto illuminato

52

1 Corano XIV, 48.

2 Corano XXXIX, 67.

40

align=left>dell'uomo i fiori più freschi e più belli e gli alberi più

imponenti e più alti.

In egual modo, rifletti come gli alti cieli delle

Dispensazioni del passato siano stati ripiegati nella mano

destra della potenza, come i cieli della rivelazione divina,

innalzati per ordine di Dio, siano stati ornati del sole, della

luna e delle stelle dei Suoi meravigliosi comandamenti.

Questi sono i misteri del Verbo di Dio, svelati e

manifestati perché tu possa scorgere la luce mattutina

della guida divina e, con la forza della fiducia e della

rinuncia, spegnere la lampada della fatua fantasia e delle

vane immaginazioni, dell'incertezza e del dubbio e

accendere nell'intimo recesso del cuore la luce appena

nata della sapienza e della certezza divine.

53

Sappi, invero, che lo scopo fondamentale di tutti questi

termini simbolici e oscure allusioni che provengono dai

Rivelatori della santa Causa di Dio è stato quello di

provare e saggiare i popoli del mondo, affinché in tal

modo la terra dei cuori puri e illuminati si possa

distinguere da quella del suolo perituro e arido. Da tempo

immemorabile Dio ha operato così fra le Sue creature, ne

fanno fede i testi dei libri sacri.

54

Ed egualmente rifletti sul versetto rivelato riguardo

alla « Qiblih »1. Dopo essere fuggito a Yathrib2 dall'aurora

di Bathá3 Muhammad, Sole della Missione Profetica,

continuò a volgere il volto, mentre pregava, verso

Gerusalemme, la città santa, sino al giorno in cui gli Ebrei

incominciarono a pronunziare contro di Lui parole

sconvenienti, parole che, riportate, non s'addirebbero a

55

1 La direzione verso la quale bisogna rivolgere il viso mentre

si prega.

2 Medina.

3 La Mecca.

41

queste pagine e tedierebbero il lettore. Muhammad Se ne

risentì molto. Mentre rapìto in meditazione e in estasi,

fissava il cielo, udì la Voce gentile di Gabriele dire:

« Vediamo dall'alto che Tu volgi la faccia verso il cielo;

ma Ti doneremo ora una Qiblih che Ti piacerà »1. Qualche

giorno dopo, mentre il Profeta recitava con i compagni la

preghiera di mezzogiorno e già aveva compiuto due delle

« Rik`at »2 prescritte, nuovamente si udì la voce di Gabriele:

« Volgi dunque il volto verso il Tempio sacro »3.

Improvvisamente, nel bel mezzo della preghiera, Muhammad

distolse il viso da Gerusalemme e Si voltò verso la

Caaba. Allora un profondo sgomento s'impossessò subitamente

dei Suoi compagni. La loro fede fu gravemente

scossa. Così forte fu il timore che molti, interrotta la preghiera,

rinnegarono la fede. In verità Dio aveva voluto

questo scompiglio soltanto per cimentare e provare i Suoi

servi. Altrimenti Egli, il Re ideale, avrebbe potuto facilmente

lasciare immutata la Qiblih e mantenere

Gerusalemme quale Punto di Adorazione nella Sua

Dispensazione, senza togliere alla città santa il segno di

distinzione accordatole.

Nessuno dei numerosi Profeti inviati dopo la

manifestazione di Mosè quali Messaggeri del Verbo di

align=left>Dio, come Davide, Gesù e altri fra le più eccelse

Manifestazioni apparse nel periodo che va dalla

Rivelazione di Mosè a quella di Muhammad, modificò

mai la legge della Qiblih. Tutti questi Messaggeri del

Signore della creazione hanno ordinato ai loro popoli di

volgersi nella stessa direzione. Agli occhi di Dio, il Re

ideale, i luoghi della terra sono tutti uguali, eccetto quello

che, nei giorni delle Sue Manifestazioni, destina a uno

scopo particolare. Com'Egli ha rivelato: « A Dio

56

1 size=2>Corano II, 144.

2 Prostrazioni.

3 Cioè La Mecca ( Corano II, 144 ).

42

appartiene l'Oriente e l'Occidente, e ovunque vi volgiate

ivi è il volto di Dio »1. Se tutto questo è vero, perché

cambiare la Qiblih generando inquietudine fra la gente,

spargendo il dubbio fra i compagni del Profeta e

suscitando fra loro tanta confusione? Ebbene, queste cose

che gettano la costernazione in tutti i cuori avvengono

soltanto perché ogni anima possa essere saggiata con la

pietra di paragone di Dio, perché il vero possa essere

riconosciuto e distinto dal falso. Così ha rivelato dopo la

scissione della Sua gente: « Fissammo quella che Tu

vorresti fosse la Qiblih solo per distinguere chi seguiva

l'Apostolo da chi se ne allontanava »2. « Asini pavidi che

da leone possente fuggono »3.

Se soltanto per un momento rifletteste in cuor vostro

su queste frasi, trovereste, certamente, le porte della

comprensione aperte dinanzi a voi e vedreste tutta la

sapienza e i suoi misteri svelati ai vostri occhi. Queste

cose avvengono soltanto perché le anime degli uomini

crescano e si liberino dalla prigionia dell'io e dei desideri.

Altrimenti per tutta l'eternità quel Re ideale è stato

indipendente, nella Sua Essenza, dalla comprensione di

tutti gli esseri e continuerà per sempre a essere eccelso,

nella Sua Essenza, al di sopra dell'adorazione di ogni

anima. Un solo alito della Sua opulenza basta ad

abbigliare tutta l'umanità in vesti di ricchezza e una goccia

dell'oceano della Sua munifica grazia è sufficiente a

conferire a tutti gli esseri la gloria della vita eterna. Ma

poiché l'Intento divino ha decretato che il vero sia distinto

dal falso e il sole dall'ombra, così, in tutte le stagioni,

Egli, dal Suo regno di gloria, ha inviato all'umanità le

piogge delle prove.

align=left>57

____________________________________________

1 Corano II, 115.

2 Corano II, 143.

3 Corano LXXIV, 50-1.

43

Se gli uomini meditassero sulla vita degli antichi

Profeti arriverebbero facilmente a conoscere e

comprendere il loro modo d'agire, sì che finirebbero

d'essere ottenebrati da azioni e parole contrastanti con i

loro desideri terreni, e distruggerebbero ogni interposto

velo col fuoco che arde nel Roveto della sapienza divina,

e dimorerebbero sicuri sul trono della pace e della

certezza. Per esempio, considerate Mosè figlio di Imrán,

eccelso Profeta e Autore di un Libro divinamente rivelato.

Un giorno, nei Suoi verdi anni e prima che fosse

proclamata la Sua missione, mentre attraversava il

mercato, vide due uomini che si battevano. Uno di loro

Gli chiese aiuto contro l'avversario. Mosè intervenne e

l'uccise. Lo testimonia il testo del Libro sacro. Se ne

align=left>citassimo i dettagli, allungherebbero il discorso e ne

interromperebbero il filo. La notizia dell'incidente si

sparse per la città e, come afferma il testo del Libro, Mosè

ne fu terrorizzato. E quando l'avvertimento « Mosè! in

verità, i capi stanno deliberando di ucciderTi »1 giunse al

Suo orecchio, abbandonò la città e soggiornò a Midian al

servizio di Shoeb. Al ritorno, entrò nella valle santa

situata nel deserto del Sinai, dove contemplò la visione

del Re della gloria dall' « Albero che non appartiene né

all'Oriente né all'Occidente »2. Là udì la trascinante Voce

dello Spirito parlare dal Fuoco ardente e comandarGli di

effondere sulle anime faraoniche la luce della guida

divina, in modo che, liberandole dalle ombre della valle

dell'io e del desiderio, le mettesse in grado di pervenire

nei prati della delizia paradisiaca e, affrancandole dallo

smarrimento della lontananza con il Salsabíl della

rinunzia, le facesse entrare nella pacifica città della

presenza divina. Quando Mosè Si presentò a Faraone e,

come Dio Gli aveva comandato, gli porse il Messaggio

58

1 Corano XXVIII, 20.

2 Cfr. Corano XXIV, 35.

44

divino, questi Lo insultò dicendo: « Non sei Tu colui che

commise assassinio e divenne infedele? ». Così il Signore

della maestà narra che Faraone abbia detto a Mosè:

« "Quale azione hai mai commesso! E sei un ingrato". Rispose

Mosè: "Sì, commisi quell'errore quand'ero dei traviati

e fuggii da voi, di voi timoroso, ma ora M'ha dato il

Signore la sapienza e M'ha fatto uno de' Suoi Apostoli" »1.

E ora pondera in cuor tuo lo sconvolgimento che Dio

provoca. Rifletti sulle strane e molteplici prove con le

quali Egli saggia i Suoi servi. Considera come abbia

improvvisamente scelto fra i Suoi servi, affidandoGli

l'eccelsa missione di guida divina, Uno Che era

riconosciuto colpevole di omicidio, Che aveva confessato

la Propria crudeltà e Che, sotto gli occhi del mondo, per

ben trent'anni era stato allevato nella casa di Faraone e

nutrito alla sua mensa. Non avrebbe potuto Dio, Re

onnipotente, trattenere la mano di Mosè dall'assassinio,

così che non Gli fosse attribuito un omicidio, provocando

sbigottimento e avversione tra la gente?

59

Allo stesso modo, rifletti sullo stato e sulle condizioni

di Maria. Il suo smarrimento era così profondo, così angoscioso

il suo caso, che quella leggiadra creatura si rammaricò

amaramente d'esser nata. Lo afferma il testo del

sacro versetto in cui è detto che Maria, dopo aver dato alla

luce Gesù, deplorò il proprio triste stato dicendo: « Oh

fossi morta prima, oh fossi ora una cosa dimenticata e

obliata! »2. Giuro per Iddio che questi lamenti consumano

il cuore, fanno tremare l'anima. Una simile costernazione

dello spirito, un tale abbattimento non potevano essere

stati causati che dal biasimo dei nemici e dai cavilli

60

1 Corano XXVI, 19-20.

2 Corano XIX, 23.

45

degl'infedeli e dei perversi. Pensate: quale risposta

avrebbe potuto dare Maria alla gente che la circondava?

Come avrebbe potuto sostenere che quel Bambino di

padre sconosciuto era stato concepito per opera dello

Spirito Santo? Perciò Maria, quella casta e immortale

Creatura, prese il Bambino e ritornò a casa. Appena lo

sguardo della gente cadde su di lei, costoro alzarono la

voce per dire: « O sorella di Aronne! Non era tuo padre un

uomo malvagio né fu peccatrice tua madre! »1.

E ora meditate su questo grandissimo affanno, su

questa dura prova. Malgrado tutto, Dio conferì a

quell'Essenza dello Spirito, noto fra la gente come uno

senza padre, la gloria della Missione Profetica e Lo fece

Suo testimone per tutti coloro che sono in cielo e in terra.

61

Guarda come sono diverse le vie delle Manifestazioni

di Dio, stabilite dal Re della creazione, dalle vie e dai

desideri degli uomini! Quando arriverai a capire l'essenza

di questi misteri divini, comprenderai il disegno di Dio, il

divino Incantatore, il Prediletto. Considererai allora le

parole e gli atti di quel Sovrano onnipotente come

un'unica realtà e qualsiasi cosa osserverai nei Suoi atti, la

ritroverai nei Suoi detti; e qualsiasi cosa leggerai ne' Suoi

detti, la riconoscerai ne' Suoi atti. Così è che

esteriormente quegli atti e quelle parole sono fuoco di

vendetta pei malvagi, ma interiormente sono acque di

misericordia pei giusti. Se l'occhio del cuore si schiudesse,

percepirebbe di sicuro che le parole rivelate dal cielo della

volontà di Dio concordano e coincidono perfettamente

con i fatti emanati dal Regno della potenza divina.

62

__________________

1 Corano XIX, 28.

46

E ora bada, fratello! Se quelle cose fossero rivelate in

questa Dispensazione e avvenimenti simili accadessero in

quest'epoca, cosa farebbe la gente? Per Colui Che è vero

Educatore dell'umanità e Rivelatore del Verbo di Dio,

giuro che immediatamente e sicuramente la gente Lo

giudicherebbe infedele e Lo condannerebbe a morte.

Come sono lontani dall'ascoltare la voce che dichiara:

Guarda! Dall'alito dello Spirito Santo è apparso un Gesù,

e un Mosè è stato chiamato a còmpito divinamente

designato. S'innalzino pure miriadi di voci, nessun

orecchio Ci ascolterebbe se dicessimo che a un Fanciullo

senza padre è stata conferita la Missione Profetica, o che

dalla fiamma del Roveto ardente un assassino ha recato il

messaggio: « In verità, in verità Io sono Dio! ».

63

Se gli occhi della giustizia si aprissero, riconoscerebbero

prontamente, alla luce di ciò che è stato esposto, che

Colui Che è Causa e Scopo finale di tutte queste cose è

stato manifestato in questo giorno. Benché in questa Dispensazione

non siano accaduti avvenimenti simili a quelli,

pure la gente s'attacca ancora alle stesse vane fantasie,

gradite ai reprobi. Quali pesanti accuse Gli son state mosse!

Quali dure persecuzioni Gli sono state inflitte! Accuse

e persecuzioni quali uomo ha giammai veduto o udito.

64

Grande Iddio! Giunto a questo punto il torrente della

Parola divina, guardammo, ed ecco, la dolce fragranza di

Dio alitava dall'aurora della Rivelazione e la brezza

mattutina spirava dalla Saba dell'Eterno. Le Sue buone

novelle conferivano al cuore nuova gioia, e all'anima

contentezza infinita. Essa rinnovava ogni cosa e recava

innumerevoli e preziosissimi doni dall'inconoscibile

Amico. Veste di lode umana non potrà mai sperare di

addirsi alla Sua nobile statura o manto di espressione

confarsi alla Sua forma risplendente. Senza parole spiega

65

47

gl'intimi misteri, senza discorsi palesa i segreti dei detti

divini. Agli usignoli gorgheggianti sul ramo della

lontananza e della separazione insegna lamenti e gemiti,

align=left>impartisce l'arte delle vie dell'amore, mostra il segreto

della dedizione del cuore. Ai fiori del Ridván del celeste

ricongiungimento rivela le carezze dell'amante

appassionato e svela il fascino della bella. Agli anemoni

del giardino d'amore conferisce i misteri della verità e

affida al seno degli amanti i simboli delle sottigliezze più

segrete. In quest'ora, così copioso è il fiotto della Sua

grazia, che anche lo Spirito Santo ne è invidioso. Alla

goccia ha donato onde di mare e all'atomo splendore di

sole. Così impetuoso è il traboccare della Sua munificenza

che il più immondo scarafaggio ha cercato il profumo del

muschio e il pipistrello la luce del sole. Ha ridestato i

morti con l'alito della vita e li ha fatti erompere dai

sepolcri dei corpi mortali. Ha posto l'ignorante su seggio

di sapere e ha innalzato l'oppressore a trono di giustizia.

L'universo è pregno di queste infinite grazie e attende

l'ora in cui gli effetti de' Suoi invisibili doni si paleseranno

in questo mondo, allorché coloro che languono e muoiono

di sete arriveranno al vivente Kawthar del Beneamato e

l'errante, perduto nei deserti della lontananza e del nulla,

entrerà nel tabernacolo della vita e si congiungerà con

l'oggetto del desiderio del suo cuore. Nel suolo di quale

cuore germineranno questi sacri semi? Dal giardino di

quale anima sbocceranno i fiori delle realtà invisibili? In

verità vi dico, così violenta è la fiamma del Roveto

dell'amore che arde nel Sinai del cuore, che le acque

fluenti della sacra parola non potranno mai spegnerne il

fuoco. Gli oceani non potranno mai placare la sete ardente

di questo Leviathan e questa Fenice dell'inestinguibile

fuoco non potrà dimorare altrove che nello splendore del

sembiante del Beneamato. Pertanto, o fratello, alimenta

con l'olio della saggezza la lampada dello spirito nel più

66

48

recondito recesso del cuore e proteggila col globo della

comprensione, acciocché alito d'infedele non ne smorzi la

fiamma, non ne affievolisca il chiarore. Così abbiamo

rischiarato i cieli della parola con gli splendori del Sole

della saggezza e della comprensione divine, perché il tuo

cuore trovi pace e tu sia tra coloro che, sulle ali della

certezza, sono assurti al cielo dell'amore del Signore, il

Misericordiosissimo.

E ora, riguardo alle Sue parole: « Allora comparirà nel

cielo il segno del Figlio dell'uomo ». Con queste parole

s'intende dire che quando il sole degli insegnamenti celesti

si sarà eclissato, le stelle delle leggi divinamente istituite

saranno cadute, la luna della vera sapienza - educatrice

dell'umanità - si sarà oscurata; quando i vessilli della retta

guida e della felicità saranno stati ammainati e l'alba della

verità e della rettitudine si sarà immersa nella notte, allora

in cielo apparirà il segno del Figlio dell'uomo. Con

« cielo » s'intende parlare del cielo visibile, poiché quando

sarà vicina l'ora in cui l'Astro del cielo della giustizia si

manifesterà e l'Arca della guida divina navigherà sul mare

della gloria, nel cielo apparirà una stella ad annunziare

alle genti l'avvento di quella grandissima luce. Anche nel

cielo invisibile si manifesterà una stella, che per i popoli

della terra sarà foriera dello spuntare di quell'Alba vera e

sublime. Questo duplice segno, nel cielo visibile e in

quello invisibile, ha annunciato la Rivelazione di tutti i

Profeti di Dio, come comunemente si crede.

67

Fra i Profeti vi fu Abramo, l'Amico di Dio. Prima che

Egli Si manifestasse, Nimrod fece un sogno, in seguito al

quale chiamò gli indovini che lo informarono che nel

cielo sarebbe sorta una stella. Contemporaneamente

comparve un araldo che annunziò in tutto il paese la

venuta di Abramo.

68

49

Dopo di Lui venne Mosè, Colui Che conversò con Dio.

Gli indovini dell'epoca così avvertirono Faraone: « È sorta

una stella nel cielo, ed ecco, essa preannunzia il

concepimento di un Bambino nelle Cui mani è il destino

tuo e del tuo popolo ». Apparve inoltre un saggio che,

nelle tenebre della notte, recò al popolo d'Israele buone

novelle di gioia, impartendo consolazione alle anime e

sicurezza ai cuori. Ne fanno fede i sacri testi. Se se ne

riportassero i particolari quest'epistola diverrebbe un libro.

Per di più, non è Nostro desiderio narrare le storie dei

tempi passati. Dio Ci è testimone che anche quello che

diciamo ora si deve solamente al Nostro tenero affetto per

te, sì che forse i poveri della terra giungano alle sponde

del mare della ricchezza, gl'ignoranti siano guidati

all'oceano della sapienza divina e coloro che sono bramosi

di comprendere gustino il Salsabíl della saggezza divina.

Altrimenti, questo servo ritiene che tenere in

considerazione quei testi sia un grave errore e una

deplorevole infrazione.

69

In egual modo, all'avvicinarsi della Rivelazione di

Gesù, alcuni Magi, sapendo che in cielo era apparsa la

stella di Gesù, la cercarono e la seguirono finché

arrivarono alla città che era sede del Regno di Erode. In

quel tempo il dominio della sua sovranità si estendeva a

tutto il paese.

70

I Magi dissero: « Dov'è Colui Che è nato Re degli

Ebrei? Poiché abbiamo visto la Sua stella in oriente e

siamo venuti ad adorarLo! »1.Dopo aver cercato scoprirono

che a Betlemme, in terra di Giudea, era nato il Bambino.

Questo fu il segno manifestato nel cielo visibile.

Quanto al segno nel cielo invisibile - il cielo della sapienza

e della scienza divina - fu Yahyá, figlio di Zaccaria, il

71

1 Matteo II, 2.

50

quale annunziò al popolo la buona novella della Manifestazione

di Gesù. Com'Egli appunto ha rivelato: « Dio ti

annunzia Yahyá che confermerà il Verbo di Dio, sarà

illustre e casto »1. Col termine « Verbo » s'intende Gesù,

la Cui venuta fu predetta da Yahyá. Inoltre nelle celesti

Scritture è scritto: « Giovanni il Battista predicava nel

deserto della Giudea dicendo: Pentitevi, perché il Regno

dei cieli è vicino »2. Con Giovanni s'intende Yahyá.

Egualmente, prima che fosse svelata la Bellezza di

Muhammad, si manifestarono i segni del cielo visibile.

Quanto ai segni del cielo invisibile, apparvero quattro

uomini che l'uno dopo l'altro annunziarono al popolo la

gioiosa novella che sarebbe sorto quel Luminare divino.

Rúz-bih, poi chiamato Salmán, ebbe l'onore di essere al

loro servizio. All'avvicinarsi della fine, ciascuno di loro

inviò Rúz-bih all'altro, finché il quarto, sentendosi vicino

a morire, si rivolse a Rúz-bih dicendo: « O Rúz-bih!

quando avrai sepolto il mio corpo, va nel Hijáz, poiché là

apparirà l'Astro di Muhammad. Felice te, che

contemplerai il Suo volto! ».

72

E ora ecco ciò che concerne questa Causa meravigliosa

e sublime. Sappi in verità che molti astronomi hanno

annunziato l'apparizione della sua stella nel cielo visibile.

Egualmente, sono apparsi sulla terra Ahmad e Kázim,3

risplendenti luci gemelle. Iddio santifichi il loro luogo di

riposo!

73

Da tutto quel che abbiamo esposto è dunque chiaro e

manifesto che, prima della rivelazione degli Specchi che

74

size=1>

1 Corano III, 39.

2 Matteo III, 1-2.

3 Shaykh Ahmad-i-Ahsá’í e Siyyid Kázim-i-Rashtí.

51

riflettono l'Essenza divina, i presagi del loro avvento si

devono rivelare tanto nel cielo visibile quanto in quello

invisibile, dov'è la sede del sole della sapienza, della luna

della saggezza e delle stelle della comprensione e della

favella. Il segno del cielo invisibile deve rivelarsi nella

persona d'un uomo perfetto il quale, prima dell'apparire di

ciascuna Manifestazione, educa e prepara le anime degli

uomini all'avvento del Luminare divino, Luce dell'unità di

Dio fra gli uomini.

E ora, quanto alle Sue parole: « Allora tutte le nazioni

della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio

dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande

potenza e gloria ». Esse significano che in quei giorni gli

uomini lamenteranno la perdita del Sole della bellezza

divina, della Luna della sapienza e delle stelle della

saggezza divina. Allora vedranno il volto del Promesso, la

Bellezza adorata, discendere dal cielo sopra le nubi. Con

ciò si vuol dire che la Bellezza divina si manifesterà dal

cielo della volontà di Dio e apparirà nella forma del

tempio umano. Il termine « cielo » denota elevazione e

sublimità, poiché esso è sede della rivelazione delle

Manifestazioni di santità, Albe d'antica gloria. Questi

Esseri antichi, pur usciti dal seno della propria madre, in

realtà, sono discesi dal cielo della volontà di Dio.

Quantunque dimorino su questa terra, pure loro vera

abitazione sono gli asili della gloria nei regni superni. Pur

muovendosi fra i mortali, si librano nel cielo della

presenza divina. Senza piedi calcano il sentiero dello

spirito e senz'ali s'innalzano alle altezze eccelse dell'unità

divina. A ogni attimo fuggente coprono l'immensità dello

spazio e in ogni istante traversano i regni del visibile e

dell'invisibile. Sui loro troni è scritto: « Nulla mai Gli

impedisce di attendere ad altra cosa »; sui loro seggi

si legge: « In verità le Sue vie cambiano ogni

75

52

giorno »1. Sono inviati dal potere trascendente dell'Antico

dei Giorni e suscitati dalla volontà eccelsa di Dio, il più

potente Re. Questo è che s'intende con le parole:

« venire sopra le nubi del cielo ».

Nel linguaggio dei Luminari divini il termine « cielo »

è stato applicato a molte cose diverse, come « cielo del

Comando », « cielo della Volontà », « cielo dell'Intento

divino », « cielo della Sapienza divina », « cielo della

Certezza », « cielo della Favella », « cielo della

Rivelazione », « cielo dell'Occultazione » e così via. Ogni

volta Egli ha dato al termine « cielo » un significato

speciale, rivelato soltanto agli iniziati ai misteri divini e a

coloro che hanno bevuto al calice della vita immortale.

Per esempio dice: « e nel cielo v'è il vostro sostentamento

e ciò che v'è promesso »2, mentre è la terra che produce

tale sostentamento. Così pure è stato detto: « I nomi

discendono dal cielo », mentre procedono dalla bocca

degli uomini. Se purificassi lo specchio del cuore dalla

polvere della malizia, comprenderesti il significato dei

termini simbolici rivelati dall'universale Verbo di Dio

manifestato in ogni Dispensazione e scopriresti i misteri

della sapienza divina. Però, finché non avrai consumato,

con la fiamma dell'assoluto distacco, quei veli di sapienza

effimera, che sono comuni fra gli uomini, non potrai

mirare il fulgido mattino della vera sapienza.

76

Sappi, invero, che la sapienza è di due specie: divina e

satanica. L'una sgorga dalla fonte dell'ispirazione divina;

l'altra non è che un riflesso di pensieri vani e oscuri.

Sorgente della prima è Dio; forza motrice della seconda è

il soffio del desiderio egoistico. L'una è guidata dal

1 Corano LV, 29.

2 Corano LI, 22.

77

53

principio « Abbiate timor di Dio; Dio vi istruirà »1; l'altra

è una conferma della verità: « Il sapere è il velo più

pernicioso fra l'uomo e il suo Creatore ». La prima reca

frutti di pazienza, desiderio ardente, vera comprensione e

align=left>amore; mentre l'altra non produce che arroganza,

vanagloria e presunzione. Nei detti di quei Maestri della

santa parola che hanno spiegato il significato della vera

sapienza, non s'avverte traccia di queste oscure dottrine

che hanno ottenebrato il mondo. L'albero di tali

insegnamenti non può dare altro risultato che iniquità e

ribellione e non produce altro frutto che odio e invidia. Il

suo frutto è veleno mortale e la sua ombra fuoco

divoratore. Quanto bene fu detto: « Aggrappati al manto

del Desìo del tuo cuore e tralascia ogni vergogna;

congedati dai saggi del mondo, per quanto grande sia il

loro nome ».

Il cuore ha perciò bisogno di purificarsi dagli oziosi

discorsi degli uomini e di liberarsi da ogni affetto terreno

per scoprire il significato recondito dell'ispirazione divina

e divenire scrigno dei misteri della sapienza divina.

Perciò è stato detto: « Colui che calca il niveo Sentiero e

segue le orme della Colonna Cremisi, non raggiungerà

mai la propria dimora a meno che non abbia le mani

monde delle cose terrene amate dagli uomini ». Questo è

il primo requisito di chiunque calchi questo sentiero.

Rifletti, adunque, sì che con occhi senza velo tu scorga la

verità di queste parole.

78

Ma Ci siamo allontanati dallo scopo del Nostro

argomento, benché qualsiasi cosa si dica non serva che a

rafforzarlo. In nome di Dio! Grande che sia il Nostro

desiderio di brevità, pure sentiamo di non poter trattenere

la penna. Nonostante tutto quello che abbiamo ricordato,

__________________________________

1 Corano II, 282 ( n.d.e. )

79

54

quante perle sono rimaste intatte nella conchiglia del

align=left>Nostro cuore! Quante húrí d'intimo significato rimangono

ancora celate negli asili della saggezza divina! Nessuno le

ha ancora avvicinate - húrí « mai prima toccate da uomini

o spiriti »1. Nonostante tutto quel che s'è detto, sembra che

neppure una lettera del Nostro argomento sia stata

pronunciata, né palesato un solo segno che riguardi il

Nostro tema. Quando si troverà un indagatore fedele che,

indossato il saio del pellegrino, raggiunga la Caaba del

desiderio del cuore e, senza orecchi e senza lingua,

scopra i misteri dei detti divini?

Con queste luminose, conclusive e lucide affermazioni,

il significato di « cielo » nel summenzionato versetto è

stato così reso chiaro ed evidente. E ora, consideriamo le

Sue parole, che il Figlio dell'uomo « verrà sopra le nubi

del cielo ». Col termine « nubi » s'intendono cose

contrarie alle vie e ai desideri degli uomini. Così

com'Egli ha appunto rivelato nel versetto già citato:

«... ogni qual volta un Apostolo vi porta qualcosa che gli

animi vostri non desiderano, vi gonfiate d'orgoglio, e

alcuni li accusate di menzogna e ne uccidete altri »2.

Queste « nubi » significano, in un senso, l'annullamento

delle leggi, l'abrogazione delle precedenti Dispensazioni,

l'abolizione dei riti e degli usi correnti fra gli uomini,

l'esaltazione di fedeli illetterati su dotti avversari della

Fede. In un altro senso, significano l'apparizione della

Beltà immortale in immagine d'uomo mortale con

limitazioni umane quali mangiare e bere, povertà e

ricchezza, gloria e umiliazione, sonno e veglia e altre

simili che gettano il dubbio nelle menti degli uomini e li

spingono ad allontanarsi. Tutti questi veli sono chiamati

simbolicamente « nubi ».

80

_____________________________________

1 Corano LV, 56.

2 Corano II, 87.

55

Queste sono le « nubi » che spaccano i cieli della

sapienza e della comprensione di tutti coloro che

dimorano sulla terra. Così com'Egli ha pure rivelato:

« Quel giorno il cielo sarà spaccato dalle nubi »1. Come le

nubi impediscono agli occhi degli uomini di vedere il

sole, così queste cose impediscono alle loro anime di

riconoscere la luce del Luminare divino. Ne fa fede quello

che è uscito dalla bocca dei miscredenti, com'è rivelato

nel Libro sacro: « E hanno detto: "che Apostolo è mai

questo, che mangia cibo e cammina per le strade?

Ammenoché non sia fatto scendere un angelo che sia con

Lui ammonitore, non crederemo" »2. Anche altri Profeti

sono stati esposti a povertà e afflizioni, fame, malattie e

vicissitudini di questo mondo. E poiché queste sante

Persone furono soggette a tali necessità e bisogni, di

conseguenza la gente si smarrì nei deserti del sospetto e

del dubbio, colta da disorientamento e perplessità. Si

domandavano: come può costui essere inviato da Dio,

asserire la propria supremazia su tutti i popoli e le tribù

della terra, pretendere d'essere lo scopo di tutto il creato -

come appunto Egli disse: « Se non fosse stato per Te non

avrei creato tutti coloro che sono in cielo e in terra » -

eppure essere soggetto a tali meschinità? Conosci

certamente le tribolazioni, la miseria, i mali e

l'umiliazione che hanno colpito i Profeti di Dio e i Loro

compagni. Devi aver sentito dire che le teste dei loro

seguaci furono mandate in dono a diverse città e che fu

loro crudelmente impedito di eseguire ciò che era stato

comandato. Essi caddero in mano a nemici della Sua

Causa e dovettero sopportare tutto ciò che costoro

decretarono.

81

1 Corano XXV, 25.

2 Corano XXV, 7.

56

È evidente che i cambiamenti apportati in ogni

Dispensazione costituiscono le nubi oscure che si

frappongono tra l'occhio della comprensione umana e il

divino Luminare che risplende dall'alba dell' Essenza

divina. Considerate come, per generazioni, gli uomini

abbiano ciecamente imitato i loro padri e siano stati

educati secondo le regole e i principi stabiliti dai dettami

della loro Fede. Perciò se improvvisamente scoprissero

che un Uomo vissuto fra loro, il Quale, rispetto a ogni

limitazione umana, è stato loro eguale, Si è levato ad

abolire tutti i principi tradizionali imposti dalla loro Fede -

principi che li avevano disciplinati per secoli, ogni

avversario e negatore dei quali s'erano abituati a

considerare infedele, scellerato e malvagio - sarebbero

certamente ottenebrati e ostacolati nel riconoscere la Sua

verità. Queste cose sono come « nubi » che velano gli occhi

di coloro il cui intimo essere non ha assaporato il Salsabíl

del distacco, né bevuto dal Kawthar della conoscenza

di Dio. Costoro, quando ne vengono informati, sono

così accecati che senza la minima esitazione dichiarano la

Manifestazione di Dio infedele e Lo condannano a morte.

Devi aver sentito dire che simili cose sono accadute in

tutte le epoche e le vedi anche in questi giorni.

82

Ci conviene perciò compiere il massimo sforzo perché

con l'invisibile aiuto di Dio questi oscuri veli, queste nubi

di prove mandate dal Cielo, non c'impediscano di mirare

la beltà del Suo Sembiante luminoso e possiamo

riconoscerLo solo dal Suo Essere. E se dovessimo

chiedere una prova della Sua verità, dovremmo

contentarci di una soltanto, onde raggiungere Colui Che è

la Sorgente prima della grazia infinita, Colui alla Cui

presenza tutta la dovizia del mondo svanisce nel nulla;

smetteremmo così di cavillare ogni giorno su di Lui e di

essere attaccati alle nostre vane immaginazioni.

83

57

Dio Misericordioso! Nonostante l'ammonimento

proferito in giorni passati in linguaggio

meravigliosamente simbolico e in sottili allusioni,

nell'intento di risvegliare i popoli del mondo e di impedire

che fossero privati della loro parte del travolgente oceano

della grazia di Dio, pure, com'è già stato testimoniato,

tutto ciò è accaduto! Se ne trova un riferimento anche nel

Corano, come attesta questo versetto: « Stanno forse

attendendo altra cosa che un sopravvenire di Dio in ombre

di nubi? »1. Alcuni teologi che si attengono strettamente

alla lettera della Parola di Dio son giunti a considerare

questo versetto come uno dei segni di un'attesa

resurrezione, nata dalla loro vana immaginazione. E

questo sebbene simili riferimenti si ritrovino nella

maggior parte dei Libri celestiali e siano registrati in tutti i

passi riguardanti i segni della Manifestazione a venire.

84

Così pure Egli disse: « il giorno nel quale il cielo

produrrà un fumo visibile che avvolgerà gli uomini. Sarà

questo castigo cocente »2. Il Gloriosissimo ha decretato

proprio queste cose, contrarie ai desideri dei malvagi,

come pietra di paragone e norma con cui saggiare i Suoi

servi, per riconoscere i giusti dai malvagi e distinguere i

fedeli dagli infedeli. Il termine simbolico di « fumo »

denota gravi dissensi, abrogazioni e demolizioni di norme

riconosciute e completa distruzione dei loro gretti

sostenitori. Quale fumo più denso e più opprimente di

quello che ha ora avviluppato tutti i popoli del mondo, che

è divenuto per loro un tormento dal quale, per quanto

disperatamente lottino, non riescono a liberarsi? Tanto

violento è questo fuoco d'egoismo che arde entro di loro

che ad ogni istante sembrano afflitti da nuovi tormenti.

Quanto più si dice loro che questa meravigliosa Causa di

85

1 Corano II, 210.

2 Corano XLIV, 10-1.

58

Dio, questa Rivelazione dell'Altissimo è stata manifestata

a tutta l'umanità e che ogni giorno si afferma sempre più

grande e più forte, tanto più il fuoco divampa nei loro

cuori. Quanto più vedono la forza indomabile, la rinunzia

sublime, la costanza incrollabile dei santi compagni di

Dio che, col Suo aiuto, divengono ogni giorno più degni e

più gloriosi, tanto più profonda si fa l'inquietudine che

devasta le loro anime. Oggigiorno, sia lode a Dio, il

potere del Suo Verbo ha conseguito un tale ascendente

sugli uomini che nessuno osa proferir parola. Se

incontrassero uno dei compagni di Dio che - potendolo -

sacrificherebbe, spontaneamente e gioiosamente,

diecimila vite per il Beneamato, tanta sarebbe la loro

paura, che immediatamente professerebbero fede in Lui

mentre, in segreto, diffamerebbero ed esecrerebbero il

Suo nome! Com'Egli ha appunto rivelato: « Quando

v'incontrano dicono: "Crediamo!", ma poi quando son soli

si mordon le dita per la rabbia che han contro di voi. Dì

loro: "Morite nella vostra rabbia, ché certo Dio conosce il

fondo dei cuori" »1.

Ben presto i tuoi occhi mireranno gli stendardi della

potenza divina dispiegati su tutte le regioni e i segni della

Sua forza trionfante e della Sua sovranità palesati in tutti i

paesi. La maggior parte dei teologi, non essendo riusciti

ad afferrare il significato di questi versetti e non avendo

colto il senso di Giorno della Resurrezione, li hanno

stoltamente interpretati secondo la propria vana e fallace

concezione. L'unico vero Dio Mi è testimone! Basterebbe

loro una pur scarsa comprensione per capire, dal

linguaggio simbolico di questi due versetti, tutto ciò che

abbiamo voluto esporre e raggiungere così, per grazia del

Misericordiosissimo, il fulgido mattino della certezza. I

86

1 Corano III, 119.

59

concenti di melodia celeste che l'immortale Uccello del

Cielo effonde su di te, gorgheggiando sul Sadrih di Bahá,

son tali, che, a Dio piacendo, potresti calcare la via della

sapienza e della saggezza divine.

E ora riguardo alle Sue parole: « E manderà i Suoi

angeli... ». Per « angeli » s'intendono coloro che, fortificati

dal potere dello spirito, hanno consumato nel fuoco

dell'amore di Dio tutte le caratteristiche e le limitazioni

umane e si sono rivestiti degli attributi degli Esseri più

eccelsi e dei Cherubini. Quel sant'uomo, Sádiq1, nel suo

panegirico dei Cherubini, dice: « Ecco, dietro il trono v'è

una schiera dei nostri compagni sciiti ». Differenti e molteplici

sono le interpretazioni delle parole « dietro il Trono

». In un senso indicano che non esiste alcun vero Sciita.

Come appunto ha detto in un altro passo: « Il vero

credente è simile alla pietra filosofale ». Rivolgendosi,

poi, al suo ascoltatore dice: « Hai mai visto la pietra

filosofale? ». Riflettete come questo linguaggio simbolico,

più eloquente di qualsiasi discorso realistico, affermi

l'inesistenza del vero credente. Questa è la testimonianza

di Sádiq. E ora considera quanto sono ingiusti e numerosi

coloro che, pur non essendo riusciti ad aspirare la

fragranza della fede, hanno condannato come infedeli

coloro per la cui parola la fede è riconosciuta e affermata.

87

E ora, dato che questi santi esseri si sono purificati da

ogni limitazione umana e hanno avuto il dono degli

attributi concessi agli esseri spirituali e l'ornamento dei

nobili tratti dei beati, per questo sono stati chiamati « angeli

». Ecco il significato di questi versetti, ogni parola dei

quali è stata spiegata con l'aiuto dei testi più chiari, degli

argomenti più convincenti e delle prove più sicure.

88

1 Il sesto Imám degli Sciiti.

60

I seguaci di Gesù non hanno mai capito il senso

recondito di queste parole e, non essendo apparsi i segni

che essi e i capi della loro Fede attendevano, si sono

rifiutati di riconoscere, pur sino ad ora, la verità delle

Manifestazioni di Santità che sono apparse dai tempi di

Gesù. Così si sono privati degli effluvi della santa grazia

di Dio e delle meraviglie della Sua parola divina. Tale è il

loro infimo stato in questo Giorno, il Giorno della

Resurrezione! Non hanno neppure capito che, se in ogni

epoca i segni della Manifestazione di Dio apparissero nel

regno visibile secondo il testo delle tradizioni

comunemente accettate, nessuno potrebbe in alcun modo

negarli o allontanarsene e perciò non si potrebbero

distinguere i beati dai miserabili e i peccatori dai timorati

di Dio. Giudica equamente: se le profezie registrate nel

Vangelo dovessero avverarsi letteralmente, se Gesù,

Figlio di Maria, dovesse discendere dal cielo visibile

sopra le nubi accompagnato dagli angeli, chi si

attenterebbe di non credere, chi oserebbe negare la verità

e mostrare disdegno? Anzi, un tale sgomento coglierebbe

immediatamente tutti gli abitanti della terra, che

nessun'anima si sentirebbe capace di pronunciare parola e,

tanto meno, di respingere o accettare la verità. Fu perché

non avevano capito queste verità che molti teologi

cristiani si opposero a Muhammad, protestando con

align=left>queste parole: « Se sei veramente il Profeta promesso,

perché non sei accompagnato dagli angeli preannunziati

dai nostri Libri sacri, che devono discendere con la Beltà

promessa per assisterLa nella Sua Rivelazione e fare da

ammonitori alla Sua gente? ». Così appunto il

Gloriosissimo ha menzionato le loro dichiarazioni :

« Perché non è stato fatto scendere a Lui un angelo che

fosse con Lui ammonitore? »1

89

________________________________

1 Corano XXV, 7.

61

Tali obiezioni e contraddizioni si sono ripetute in ogni

epoca e in ogni secolo. La gente si è sempre occupata di

simili discorsi speciosi, protestando vanamente: « Per

quale ragione non è apparso questo o quel segno? ». Quelle

sciagure si abbatterono su di loro unicamente perché si

sono attenuti alle norme dei teologi dell'età in cui vivevano

e li hanno imitati ciecamente accettando o negando le

Essenze del Distacco, gli Esseri santi e divini. I capi religiosi

- immersi in desideri egoistici, perseguendo cose

sordide e transitorie - hanno considerato questi divini Luminari

oppositori dei modelli della loro conoscenza e

comprensione e ostili ai loro usi e giudizi. Hanno interpretato

testualmente le Parole di Dio e i detti e le tradizioni

delle Lettere dell'Unità, spiegandoli secondo la loro deficiente

comprensione, e perciò hanno privato se stessi e

tutta la loro gente delle munifiche piogge della grazia e

dei favori di Dio. Eppure danno credito a questa ben nota

tradizione: « In verità la Nostra parola è oscura, sbalorditivamente

oscura ». In un'altra occasione è detto: « La Nostra

Causa mette a dura prova, è altamente inquietante:

nessuno può sopportarla eccetto un favorito del cielo, o un

Profeta ispirato, o colui la cui fede Iddio ha provata ».

Questi capi delle religioni ammettono che nessuna di queste

tre specifiche condizioni è applicabile a loro. Le prime

due sono palesemente al di là della loro portata; quanto

alla terza è evidente che non hanno mai saputo resistere

alle prove inviate da Dio e, quando la divina Pietra di Paragone

è apparsa, si sono dimostrati nulla più che scorie.

90

align=left>Grande Iddio! Sebbene abbiano accettato la verità di

questa tradizione, i teologi sono ancora dubbiosi sui punti

oscuri della loro fede e ne discutono, e ciononostante

pretendono di essere rappresentanti della legge di Dio in

tutte le sue sottigliezze, e interpreti dei misteri essenziali

align=left>del Suo santo Verbo. Asseriscono con convinzione che le

tradizioni che indicano l'avvento dell'atteso Qá'im non si

91

62

sono ancora realizzate, mentre sono loro che non sono

stati capaci di aspirare la fragranza del significato delle

tradizioni e ancora non sanno che tutti i segni

preannunziati si sono adempiuti, che la via della santa

Causa di Dio è stata rivelata e che proprio ora, rapide

come la folgore, le schiere dei fedeli la percorrono,

mentre gli stolti teologi aspettano di vedere i segni

preannunziati. Di': O stolti! Attendete pure, come

attendono ancora i vostri predecessori!

Se fossero interrogati riguardo ai segni che dovevano

annunciare il rivelarsi e il sorgere del sole della

Dispensazione di Muhammad, di cui abbiamo già riferito

e nessuno dei quali si è realizzato letteralmente, e se fosse

loro detto: « Per qual motivo avete respinto le

rivendicazioni avanzate dai Cristiani e dai popoli di altre

fedi e li considerate infedeli? », non sapendo che cosa

rispondere, replicherebbero: « Quei Libri sono stati

contraffatti e non sono, né mai sono stati, di Dio ».

Rifletti: le parole dei versetti sono eloquente

testimonianza del fatto che essi sono di Dio. Un versetto

analogo è stato rivelato anche nel Corano, se foste di

coloro che comprendono. In verità Io dico che in tutto

questo periodo nessuno è riuscito a comprendere ciò che

s'intende per contraffazione del Testo.

92

Sì, negli scritti e nei detti degli Specchi che riflettono il

sole della Dispensazione di Muhammad è stata fatta

menzione di « modifiche apportate da esseri eccelsi » e di

« contraffazioni operate da sprezzanti ». Questi passi,

però, si riferiscono soltanto a casi particolari. Fra questi

v'è la storia di Ibn-i-Súríyá. Quando la gente di Khaybar

chiese al punto focale della Rivelazione Muhammadica

quale fosse la punizione da infliggere in casi di adulterio

commesso da un uomo sposato con una donna sposata,

93

63

Muhammad rispose: « La legge di Dio ordina la morte per

lapidazione ». Al che protestarono dicendo: « Nessuna

legge del genere è stata rivelata nel Pentateuco ».

align=left>Muhammad replicò: « Fra i vostri rabbini, chi considerate

autorità riconosciuta che abbia una conoscenza sicura

della verità? ». Si trovarono d'accordo nell'indicare Ibn-i-

Súríyá. Allora Muhammad lo chiamò e gli disse: « Ti

scongiuro per Iddio, Che per voi divise le acque del mare,

Che fece piovere la manna, Che mandò la nuvola a

ripararvi con la sua ombra, Che vi liberò da Faraone e dal

suo popolo e Che vi esaltò su tutti gli esseri umani, di

dirci che cosa Mosè ha decretato a proposito dell'adulterio

di un uomo sposato con una donna sposata ». E lui di

rimando: "O Muhammad! La legge comanda la morte per

lapidazione ». Muhammad osservò: « Com'è allora che

questa legge è abrogata e ha cessato di essere applicata fra

gli Ebrei? ». Rispose: « Quando Nabucodonosor dette alle

fiamme Gerusalemme e mise a morte gli Ebrei, soltanto

pochi sopravvissero. I teologi di quel tempo, considerando

il limitatissimo numero degli Ebrei e la moltitudine degli

Amaleciti, si riunirono a consiglio e vennero alla

conclusione che se avessero applicata la legge del

Pentateuco, secondo il verdetto del Libro, ogni superstite

scampato alla mano di Nabucodonosor avrebbe dovuto

esser messo a morte. In base a queste considerazioni la

pena capitale fu completamente revocata ». Nel frattempo

Gabriele ispirò all'illuminato cuore di Muhammad queste

parole: « Storpiano il testo della Parola di Dio »1.

Questo è uno degli esempi ai quali si è fatto

riferimento. In verità, per « contraffazione » del testo, non

s'intende ciò che quelle anime stolte e abiette hanno

immaginato, come chi sostiene che i teologi ebrei e

cristiani hanno cancellato dal Libro i versetti che esaltano

94

1 Corano IV, 46.

64

e magnificano il sembiante di Muhammad inserendovene

altri che esprimono il contrario. Totalmente vuote e false

sono queste parole! Chi crede in un libro e lo stima

ispirato da Dio, può mutilarlo? Inoltre, il Pentateuco era

stato divulgato su tutta la superficie della terra e non era

confinato alla Mecca e a Medina, così che si potesse, in

segreto, contraffarne e corromperne il testo. No, per

alterazione del testo s'intende quello che stanno facendo

oggi tutti i teologi musulmani, cioè interpretare il santo

Libro di Dio secondo fatue immaginazioni e vani desideri.

E poiché gli Ebrei, al tempo di Muhammad,

interpretarono i versetti del Pentateuco relativi alla Sua

Manifestazione secondo la loro fantasia e si rifiutarono

d'accettare la Sua santa parola, per questo contro di loro fu

formulata l'accusa di « contraffare » il testo. È altresì

chiaro che i seguaci del Corano hanno oggi alterato il

testo del sacro Libro di Dio per quel che riguarda i segni

dell'attesa Manifestazione e lo hanno interpretato secondo

le loro inclinazioni e i loro desideri.

Ancora in un altro esempio Egli dice: « vi sono fra loro

alcuni che ascoltano la Parola di Dio per poi alterarla

scientemente, dopo averla ben compresa »1. Anche questo

versetto indica che è stato alterato il significato della

Parola di Dio, non che ne siano state veramente soppresse

le parole. Di questa verità fanno testimonianza coloro che

hanno mente sana.

95

In un'altra occasione, ancora Egli dice: « Guai a coloro

che trascrivono il Libro con le proprie mani alterandolo e

poi dicono: " Questo è da Dio " per barattarlo a vil prezzo

»"2. Questo versetto fu rivelato a proposito dei teologi

e dei capi della religione ebraica. Costoro, per compiacere

i ricchi, per acquistare onori terreni e sfogare la propria

96

1 Corano II, 75.

2 Corano II, 79.

65

invidia e incredulità, scrissero una quantità di trattati

contestando i diritti di Muhammad e basarono le loro

argomentazioni su prove che sarebbe indegno

rammentare, con la pretesa che esse derivassero dal testo

del Pentateuco.

Lo stesso si può osservare oggigiorno. Considerate

come abbondino le accuse scritte dagli stolti teologi della

nostra età contro questa meravigliosa Causa! Com'è vano

il loro immaginare che queste calunnie siano conformi ai

versetti del sacro Libro di Dio e consone alle parole degli

uomini di discernimento!

97

Il Nostro scopo nel riferirvi queste cose è di avvertirvi

che se dovessero sostenere che i versetti che citano i

segni riferiti nel Vangelo sono stati alterati, e li negassero

per attaccarsi invece ad altri versetti e altre tradizioni, voi

sappiate che le loro parole sarebbero assoluta falsità e

mera calunnia. Sì: « contraffazioni » del testo nel senso da

Noi riferito sono state realmente operate in casi

particolari. Ne abbiamo ricordate alcune perché fosse

chiaro a ogni osservatore perspicace che ad alcuni Santi

illetterati è stata data la padronanza del sapere umano,

così che l'avversario malevolo cessi di affermare che un

certo versetto denota « contraffazione » del testo e

d'insinuare che abbiamo menzionato queste cose per

mancanza di cognizioni. Inoltre la maggior parte dei

versetti che accennano alla « contraffazione » del testo è

stata rivelata a proposito degli Ebrei, come vedreste se

esploraste le isole della Rivelazione Coranica.

98

Abbiamo anche sentito asserire da un certo numero di

stolti della terra che il testo autentico del Vangelo

celestiale non esiste fra i Cristiani, ma che è asceso al

cielo. Che grave errore! Hanno dimenticato che

99

66

un'asserzione simile attribuisce la più grave ingiustizia e

tirannia a una Provvidenza tenera e misericordiosa! Come

avrebbe potuto Dio, una volta che l'Astro della beltà di

Gesù era scomparso dalla vista del Suo popolo per

ascendere al quarto cielo, far scomparire anche il Suo

santo Libro, la Sua più grande testimonianza fra le Sue

creature? A quella gente cosa sarebbe rimasto cui

attenersi, dal tramonto dell'Astro di Gesù fino al sorgere

del sole della Dispensazione di Muhammad? Quale legge

sarebbe stata loro sostegno e guida? Come avrebbero

potuto esser sottoposti alla collera vendicatrice di Dio,

l'onnipotente Vendicatore? O essere afflitti dal flagello

del castigo del Re dei cieli? Soprattutto com'è possibile

che l'effluvio della grazia del Munifico s'arresti? O che

l'oceano delle Sue dolci misericordie si fermi? Cerchiamo

rifugio in Dio da quello che le Sue creature hanno

fantasticato su di Lui! Egli è eccelso al di sopra della loro

comprensione

Caro amico! Ora che spunta la luce dell'eterno Mattino di

Dio, che la radiosità delle Sue sante parole: « Dio è la luce

dei cieli e della terra »1 sparge il suo splendore su tutta

l'umanità; ora che l'inviolabilità del Suo tabernacolo è

proclamata dalla Sua sacra parola « Dio ha voluto render

perfetta la Sua luce »2, e che la Mano dell'Onnipotenza,

testimoniante « Egli tiene in pugno il regno di tutte le cose

», è stata tesa a tutti i popoli e le tribù della terra, ora, è

necessario accingersi a un supremo sforzo, sì che forse, per

grazia e munificenza di Dio, possiamo entrare nella Città

celeste « Invero, noi siamo di Dio » e dimorare nella

sublime abitazione « E a Lui ritorniamo »3. T'incombe il

dovere di purificare l'occhio del cuore, col permesso di

100

1 Corano XXIV, 35.

2 Corano IX, 32.

3 Corano II, 156 ( n.d.e. ).

67

Dio, dalle cose terrene per poterti render conto dell'infinità

della sapienza divina e per vedere così chiaramente la

Verità da non aver bisogno di prove per dimostrarNe la

realtà, né di segni per affermarNe la testimonianza.

O indagatore affettuoso! Se ti librassi nel santo regno

dello spirito, riconosceresti Dio palese ed esaltato su tutte

le cose, in tal guisa che i tuoi occhi non contemplerebbero

altro che Lui. « Dio era solo; e null'altro v'era all'infuori

di Lui ». Così eccelso è questo stadio che nessun

testimone può testimoniarlo, nessuna prova render

giustizia alla sua verità. Se esplorassi il sacro dominio

della verità, scopriresti che tutte le cose sono conosciute

soltanto per la luce del Suo riconoscimento, poiché Egli è

sempre stato e continuerà per sempre a esser conosciuto

per Se Stesso. E se dimori nella terra della testimonianza,

contentati di ciò ch'Egli ha rivelato: « O non basta loro

dunque che Noi Ti abbiam mandato il Libro? »1. Questa è

la prova da Lui Stesso stabilita; più grande di questa, altra

non v'è né mai vi sarà: « Questa prova è la Sua Parola; il

Suo Essere è la testimonianza della Sua verità ».

101

E ora supplichiamo la gente del Bayán, tutti i dotti, i

saggi, i teologi e i testimoni che sono fra loro, di non

dimenticare gli auspici e gli ammonimenti rivelati nel loro

Libro. Tengano sempre lo sguardo fisso sulle cose

essenziali della Sua Causa, affinché quando Colui Che è

Quintessenza della verità, intima Realtà di tutte le cose,

Sorgente d'ogni luce, Si manifesti, non si attengano a certi

passi del Libro e Gli infliggano ciò che fu inflitto nella

Dispensazione del Corano. Poiché invero Egli, Re della

forza divina, ha il potere di spegnere con una lettera delle

Sue parole meravigliose il soffio della vita nell'intero

102

1 Corano XXIX, 51.

68

corpo del Bayán e dei suoi seguaci, e con una lettera può

conceder loro nuova ed eterna vita e farli risorgere ed

erompere dai sepolcri dei desideri vani ed egoistici. State

attenti, e siate guardinghi, e ricordate che tutto ha

consumazione nel credere in Lui, nel giungere al Suo

giorno e nel riconoscere la Sua presenza divina. « La pietà

non consiste nel volger la faccia verso l'Oriente o verso

l'Occidente, bensì la vera pietà è quella di chi crede in Dio

e nell'Ultimo Giorno »1. O genti del Bayán, ascoltate la

verità della quale vi abbiamo avvertiti, sì che, forse,

possiate cercare il rifugio dell'ombra protesa, nel Giorno

di Dio, sull'intera umanità.

1 Corano II, 177.

69

PARTE SECONDA

70

71

Invero, Colui Che è Astro della Verità e Rivelatore

dell'Essere Supremo, mantiene nel tempo incontestata sovranità

su tutto ciò che è in cielo e in terra, ancorché sulla terra non si

trovi alcuno che Gli ubbidisca. In verità, Egli è indipendente da

ogni dominio terreno, quantunque nulla possieda. In tal guisa ti

riveliamo i misteri della Causa di Dio e ti doniamo le gemme

della saggezza divina affinché, sulle ali della rinuncia, tu possa

librarti ad altezze celate a occhi umani.

103

Il significato recondito e lo scopo essenziale di queste

parole è di rivelare e dimostrare ai puri di cuore e agli

eletti dello spirito che Coloro Che sono Luminari della

verità e Specchi che riflettono la luce dell'Unità divina, in

qualsiasi epoca e in qualunque ciclo discendano in questo

mondo dalle loro invisibili dimore d'antica gloria, per

educare le anime degli uomini e vestire di grazia tutte le

cose create, sono invariabilmente dotati d'irresistibile

potenza e investiti d'invincibile sovranità. Perché queste

Gemme celate, questi Tesori nascosti e invisibili mostrano

e rivendicano in sé la realtà delle sacre parole « In verità,

Dio fa qualsiasi cosa voglia e ordina qualunque cosa Gli

piaccia »1.

104

A ogni cuore sottile e illuminato è evidente che Dio,

Essenza inconoscibile, Essere divino, è immensamente

eccelso al di là d'ogni attributo umano, come esistenza

corporea, ascesa e discesa, egresso e regresso. Lungi dalla

Sua gloria qualsiasi cosa lingua umana possa

adeguatamente cantare in Sua lode, o cuore umano

comprendere del Suo insondabile mistero! Egli è, ed è

sempre stato, celato nell'eternità antica della Sua Essenza

105

1 Cfr. Corano III, 40 ( n.d.e. )

72

e resterà eternamente nascosto, nella Sua Realtà, alla vista

degli uomini. « Non L'afferrano gli sguardi ed Egli tutti

gli sguardi afferra. È di sguardo sottile e di tutto ha notizia

»1.Nessun legame di diretto contatto può in alcun

modo legarLo alle Sue creature. Rimane sublime, al di

e al di sopra d'ogni separazione e unione, vicinanza e

lontananza. Nessun segno può indicarNe la presenza o

l'assenza, poiché, a una Sua parola di comando, tutti

coloro che sono in cielo e in terra son venuti alla vita, e

per Suo desiderio, che è la Volontà Primeva, tutti son

emersi dall'assoluto nulla per entrare nel regno dell'essere,

il mondo visibile.

Dio Misericordioso! Come si potrebbe concepire che

align=left>esista una relazione o sia possibile un legame fra il Suo

Verbo e coloro che Ne sono stati creati? Il versetto « Ma

Dio Stesso vuol mettervi in guardia contro Se Stesso »2

attesta indubbiamente la realtà del Nostro argomento, e le

parole « Dio era solo e null'altro v'era all'infuori di Lui »

testimoniano con certezza questa verità. Tutti i Profeti di

Dio e i Loro Eletti, tutti i teologi, i sapienti e i saggi di

ogni generazione, si riconoscono unanimemente incapaci

d'arrivare a capire quella Quintessenza d'ogni verità e

confessano la loro impotenza di comprendere Colui Che è

la più intima Realtà di tutte le cose.

106

E poiché la porta della sapienza dell'Antico dei Giorni

è chiusa a tutti gli esseri, la Sorgente della grazia infinita,

secondo il Suo detto: « La Sua grazia ha trasceso tutte le

cose; la Mia le ha abbracciate tutte », ha fatto sì che dal

regno dello spirito apparissero, nella nobile forma del

tempio umano, le luminose Gemme della Santità e,

manifestate a tutti gli uomini, impartissero al mondo i

_____________________

1 Corano VI, 103.

2 Corano III, 28.

107

73

misteri dell'Essere immutabile e narrassero gli arcani della

Sua Essenza imperitura. Tutti questi Specchi purissimi,

queste Aurore di antica gloria sono Esponenti sulla terra

di Colui Che è l'Orbe centrale dell'universo, sua Essenza e

suo Fine ultimo. Da Lui scaturiscono la loro sapienza e il

loro potere; da Lui deriva la loro sovranità. La bellezza

del loro sembiante non è che un riflesso della Sua

immagine; la loro rivelazione un segno della Sua gloria

immortale. Essi sono Miniere della sapienza divina,

Depositari della saggezza celestiale. Tramite loro fluisce

una grazia che è infinita e da loro vien rivelata la luce che

non può spegnersi. Com'Egli ha detto: « Non v'è alcuna

differenza fra Te e loro, eccetto che essi sono Tuoi servi e

da Te creati ». È questo il significato della tradizione: « Io

son Lui, Lui Stesso, ed Egli è me, me stesso ».

Le tradizioni e i detti che si riferiscono direttamente al

Nostro tema sono diversi e multiformi; Ci siamo astenuti

dal citarli per amore di brevità. Anzi, ogni cosa che è nei

cieli e sulla terra non è che una diretta prova della

Rivelazione in essa degli attributi e dei nomi di Dio,

poiché entro ogni atomo sono racchiusi segni che

attestano eloquentemente la rivelazione di quella

grandissima Luce. Si pensi che senza la forza di quella

rivelazione nessun essere esisterebbe. Come brillano le

luci di sapienza che splendono in un atomo e che vasti

oceani di saggezza fluttuano in una goccia! Ciò è vero in

grado supremo per l'uomo, che fra tutte le cose create è

stato ricoperto del manto di questi doni e prescelto per la

gloria di questa distinzione. Poiché in lui sono

potenzialmente rivelati tutti gli attributi e i nomi di Dio a

un grado tale, che nessun altro essere creato poté mai

superare o sorpassare. Tutti questi nomi e attributi sono a

lui applicabili. Così com'Egli ha detto: « L'Uomo è il Mio

mistero e Io il mistero suo ». Molti versetti, ripetutamente

108

74

size=3>

rivelati in tutti i Libri celesti e le Sacre Scritture, trattano

questo tema sottilissimo e sublime. Così Egli ha rivelato:

« Mostreremo loro i segni Nostri nel mondo e fra di essi

»1. Ancora dice: « E dentro voi stessi ancora: non

scorgete i segni di Dio? »2. E ancora rivela: « E non siate

come coloro che dimenticano Dio e ai quali Iddio ha fatto

dimenticare se stessi"3. A questo riguardo, Colui Che è il

Re eterno - le anime di tutti coloro che dimorano entro il

mistico Tabernacolo Gli siano offerte in sacrificio - ha

detto: « Ha conosciuto Dio chi ha conosciuto se stesso ».

Giuro in nome di Dio, o stimato e onorato amico! Se

ponderassi queste parole in cuor tuo, vedresti certamente

le porte della saggezza divina e della sapienza infinita

spalancarsi davanti a te.

109

Da quello che si è detto appare evidente che tutte le

cose nella loro realtà intima fanno fede della rivelazione

dei nomi e degli attributi di Dio in loro. Ognuna indica

ed esprime la sapienza di Dio secondo la propria capacità.

Questa rivelazione è così potente e universale che ha

abbracciato tutte le cose visibili e invisibili. Così Egli ha

rivelato: « Altri che Te potrebbe mai avere un potere di

rivelazione che non sia da Te posseduto e che avrebbe

potuto farTi rivelare? Cieco è l'occhio che non Ti vede ».

Così pure ha parlato il Re eterno: « Nulla ho visto senza

scorgervi Dio dentro, davanti o dietro ». Inoltre è scritto

nella tradizione di Kumayl: « Guarda! Una luce ha brillato

dall'Alba dell'eternità, ed ecco, le sue onde hanno pervaso

l'intima realtà di tutti gli uomini! ». L'uomo, la più nobile

e la più perfetta di tutte le cose create, le supera tutte

nell'intensità di questa rivelazione ed è una più completa

espressione della sua gloria. E fra tutti gli uomini, i più

110

1 Corano XLI, 53.

2 Corano LI, 21.

3 Corano LIX, 19.

75

perfetti, i più eminenti ed eccelsi sono le Manifestazioni

del Sole della Verità. Anzi, fuorché queste Manifestazioni

tutto il resto vive per opera della loro Volontà e agisce ed

esiste per effusione della loro grazia: « Se non fosse stato

per Te non avrei creato i cieli ». Anzi, alla loro santa

presenza tutto svanisce nel nulla ed è cosa dimenticata.

Lingua umana non può cantarne adeguatamente le lodi, né

parola umana svelarne il mistero. Questi Tabernacoli di

santità, questi Specchi Primevi che riflettono la luce

d'inestinguibile gloria, non sono altro che espressioni di

Colui Che è l'Invisibile degli Invisibili. Mediante la

rivelazione di queste gemme di virtù divina si manifestano

tutti i nomi e gli attributi di Dio quali sapienza e potere,

sovranità e dominio, misericordia e saggezza, gloria,

generosità e grazia.

Questi attributi di Dio non sono e non sono mai stati

concessi specialmente a certi Profeti e negati ad altri.

Anzi tutti i Profeti, gli eletti, i santi e i Messaggeri

prescelti di Dio sono senza eccezione portatori dei Suoi

nomi e personificazioni dei Suoi attributi. Differiscono

soltanto nell'intensità della rivelazione e nella relativa

potenza della luce. Così come Egli ha rivelato: « Di tali

Apostoli alcuni li abbiam resi superiori agli altri »1. È

perciò dimostrato in modo chiaro ed evidente che

nell'intimo Tempio di questi Profeti ed Eletti di Dio è

rispecchiata la luce dei Suoi nomi infiniti e dei Suoi

eccelsi attributi, anche se la luce di alcuni di loro può

apparentemente non essere rivelata agli occhi degli

uomini da questi Templi luminosi. Se un certo attributo di

Dio in apparenza non è stato manifestato esteriormente da

queste Essenze del Distacco, ciò non implica affatto che

Coloro Che sono Albe degli attributi di Dio e Tesori dei

111

1 Corano II, 253.

76

Suoi santi nomi, effettivamente non lo posseggano.

Dunque queste Anime illuminate, questi Volti leggiadri,

sono stati tutti dotati di tutti gli attributi di Dio, quali

sovranità, dominio e simili, anche se esteriormente

sembrano privi di ogni maestà terrena. Ciò è chiaro ed

evidente a ogni occhio perspicace e non abbisogna di

prove o testimonianze.

Sì, i popoli del mondo, non avendo cercato presso le

sorgenti luminose e cristalline della sapienza divina

l'intimo significato delle sacre parole di Dio, languono

afflitti e assetati nella valle delle vane immaginazioni e

della perversità. Si sono allontanati dalle fresche acque

dissetanti e si sono radunati attorno al sale che brucia

amaramente. A tal riguardo la Colomba dell'Eternità ha

detto: « e se anche vedranno la via della rettitudine non la

sceglieranno a loro via, e se vedranno la via

dell'aberrazione, quella per loro via sceglieranno. Questo

perché hanno trattato i Nostri segni come bugiardi e i

nostri segni hanno trascurato »1.

112

Ne fa fede ciò che è accaduto in questa Dispensazione

meravigliosa ed eccelsa. Miriadi di sacri versetti sono

discesi dal cielo della potenza e della grazia, eppure

nessuno vi ha fatto attenzione, nessuno ha smesso

d'attenersi a parole di uomini delle quali neppure una

lettera vien compresa da chi le proferisce. Per questa

ragione gli uomini hanno dubitato di verità incontestabili

come queste, privandosi così del Ridván della sapienza

divina e dei pascoli eterni della saggezza celestiale.

113

E ora per riassumere il Nostro argomento a proposito

della domanda: come mai la sovranità del Qá'im,

affermata nei testi delle tradizioni scritte e trasmesse dalle

114

1 Corano VII, 146.

77

stelle splendenti della Dispensazione di Muhammad, non

si è minimamente palesata? Anzi, è avvenuto il contrario.

Non sono stati perseguitati dagli uomini i Suoi discepoli e

compagni? Non sono ancora vittime della feroce ostilità

dei loro nemici? Non conducono oggidì la vita di mortali

umiliati e impotenti? Sì, la sovranità attribuita al Qá'im

della quale si parla nelle scritture, è una realtà della cui

veridicità nessuno può dubitare. Questa sovranità però

non è la sovranità che le menti umane hanno

erroneamente immaginata. Inoltre tutti gli antichi Profeti,

ogni qual volta hanno annunziato agli uomini della loro

epoca l'avvento della Rivelazione successiva, si sono

invariabilmente e particolarmente riferiti a quella

sovranità di cui la Manifestazione promessa dovrà essere

investita. Questo è attestato dagli scritti sacri del passato.

Questa sovranità non è stata solamente ed esclusivamente

attribuita al Qá'im. Anzi, l'attributo della sovranità e tutti

gli altri nomi e attributi di Dio son stati e sempre saranno

concessi a tutte le Manifestazioni di Dio, prima e dopo di

Lui, poiché, com'è già stato spiegato, queste

Manifestazioni sono le personificazioni degli attributi di

Dio, l'Invisibile, e i Rivelatori dei misteri divini.

Inoltre per sovranità s'intende il potere che tutto

abbraccia e pervade, intrinsecamente esercitato dal Qá'im,

Egli appaia o non appaia al mondo ammantato della

maestà del dominio terreno. Ciò dipende soltanto dalla

Sua volontà e dal Suo desiderio. Riconoscerai facilmente

che i termini sovranità, opulenza, vita, morte, giudizio e

resurrezione, di cui si parla nelle antiche scritture, non

sono ciò che questa generazione ha pensato e vanamente

immaginato. No, per sovranità s'intende la sovranità insita

in ogni Dispensazione ed esercitata dalla persona della

Manifestazione, l'Astro della Verità. Questa sovranità è

l'ascendente spirituale ch'Egli esercita al più alto grado su

tutto ciò che è in cielo e sulla terra e che a tempo debito si

115

78

rivela al mondo in diretta proporzione alla sua capacità e

ricettività spirituale, così come la sovranità di

Muhammad, il Messaggero di Dio, è oggi chiara ed

evidente fra le genti. Sai bene che cosa accadde alla Sua

Fede al principio della Sua dispensazione. Quali

tormentose sofferenze la mano degl'infedeli e dei traviati,

dei teologi del tempo e dei loro accoliti, inflisse a

quell'Essenza spirituale, a quel purissimo e santo Essere.

Che abbondanza di spine e rovi sparsero sul Suo sentiero!

È evidente che quella miserabile generazione, nella sua

immaginazione perfida e satanica, considerava ogni colpo

inferto a quell'Essere immortale come un mezzo per

raggiungere una felicità duratura, poiché i teologi

riconosciuti di quel tempo come ‘Abdu'lláh-i-Ubayy, Abú

‘Ámir, l'eremita, Ka’b-Ibn-i-Ashraf e Nadr-Ibn-i-Hárith,

Lo trattarono tutti da impostore e Lo dichiararono pazzo e

calunniatore. Gli mossero accuse così atroci che, se le

riferissi, Dio impedirebbe all'inchiostro di scorrere, alla

penna di muoversi e alla pagina di sopportarle. Queste

accuse maligne incitarono il popolo a sollevarsi e a

tormentarLo. E quanto son fieri i tormenti, se i teologi

dell'epoca ne sono i capi istigatori, se Lo denunziano ai

loro seguaci, Lo scacciano di fra loro e Lo dichiarano

miscredente! Non è accaduto lo stesso a questo Servo,

come tutti hanno potuto constatare?

Per questa ragione Muhammad esclamò: « Nessun

Profeta di Dio ha sofferto quello che ho sofferto Io ». E

nel Corano sono registrate tutte le calunnie e i rimproveri

mossi contro di Lui e anche tutte le pene che soffrì.

align=left>Consultatelo, sì da apprendere, forse, ciò che è avvenuto

alla Sua Rivelazione. Si trovò in frangenti tali che per un

certo tempo tutti troncarono ogni rapporto con Lui e con i

Suoi compagni. Chiunque Lo avvicinasse diventava

vittima dell'implacabile crudeltà dei Suoi nemici.

116

79

Citeremo a questo riguardo soltanto un versetto di quel

align=left>Libro. Se lo esaminerai con occhio acuto, per tutto il resto

della vita gemerai e piangerai sui torti inflitti a

Muhammad, maltrattato e oppresso Messaggero di Dio.

Questo versetto fu rivelato in un momento in cui

Muhammad languiva stanco e addolorato sotto il peso

dell'ostilità del popolo e della sua incessante tortura.

Durante quell'agonia, dal Sadratu'l-Muntahá si udì la voce

di Gabriele che così diceva: « Ma se la loro avversione Ti

pesa, cerca - se puoi - una fossa in terra o una scala per

salire al cielo »1 size=3>. Il senso implicito della frase è che per il

Suo caso non v'era rimedio e che non avrebbero cessato di

tormentarLo a meno che non Si fosse nascosto nelle

profondità della terra o non fosse volato in cielo.

117

Considera che grande cambiamento oggi! Osserva quanti

Sovrani s'inginocchiano al Suo nome! Quante nazioni e

regni hanno cercato l'asilo della Sua ombra e sono fedeli

alla Sua Fede e ne sono orgogliosi! Dall'alto dei pulpiti

salgono oggi parole di lode che con profonda umiltà

glorificano il Suo nome benedetto e dalla cima dei

minareti risuona l'appello che invita le schiere della Sua

gente ad adorarLo. Persino i Re della terra che si sono

rifiutati di abbracciare la Sua Fede e di abbandonare

l'abito della miscredenza confessano e riconoscono la

grandezza e la maestà irresistibile di quell'Astro di tenero

amore. Tale è la Sua sovranità terrena che ne puoi trovare

testimonianza in ogni luogo. Questa sovranità deve

rivelarsi e affermarsi o durante la vita della

Manifestazione di Dio o dopo la Sua ascensione alla Sua

vera dimora nel regno supremo. Ciò che vedi oggi non è

che la conferma di questa verità. Ma l'ascendente

118

1 Corano VI, 35.

80

spirituale, che ne è il significato primario, è in Loro e

rotea attorno a Loro dall'eternità fino all'eternità. Non può

align=left>separarsi da Loro neppure per un momento. Il suo

dominio ha pervaso tutto ciò che è in cielo e sulla terra.

La seguente è una dimostrazione della sovranità esercitata

da Muhammad, l'Astro della Verità. Non hai sentito come

con un solo versetto Egli abbia separato la luce dalle

tenebre, il giusto dall'empio e il credente dall'infedele?

Tutti i segni e le allusioni concernenti il Giorno del

Giudizio, dei quali hai udito parlare, come la Resurrezione

dei morti, il Giorno del Rendiconto, il Giudizio finale e

altri, sono stati resi manifesti con la rivelazione di quel

versetto. Queste parole rivelate furono una benedizione

pei giusti che, udendole, esclamarono: « O Dio Signore

nostro, abbiamo udito e obbedito »1 e una maledizione pei

perversi che udendole affermarono: « Abbiamo udito e ci

siamo ribellati »2. Queste parole taglienti come la spada di

Dio hanno separato il fedele dall'infedele e diviso il padre

dal figlio. Hai certamente constatato come coloro che

hanno professato fede in Lui e coloro che L'hanno

align=left>rinnegato abbiano combattuto l'uno contro l'altro e si

siano contesi i loro averi. Quanti padri si sono allontanati

dai figli; quanti amanti hanno sfuggito l'amato! Così

spietatamente affilata era questa meravigliosa spada di

Dio che recideva ogni parentela! D'altra parte considera la

forza unificatrice della Sua parola. Osserva come coloro

fra i quali il Satana dell'egoismo aveva per anni sparso

semi di malignità e di odio si fusero e si riunirono nella

lealtà a questa meravigliosa e trascendente Rivelazione,

tanto che sembrò fossero nati dagli stessi lombi. Così è la

forza di coesione esercitata dalla Parola di Dio, che unisce

119

1 Cfr. Corano II, 285 ( n.d.e. ).

2 Cfr. Corano II, 93 ( n.d.e. ).

81

i cuori di coloro che hanno rinunziato a tutto fuorché a

Lui, che hanno creduto nei Suoi segni e bevuto il Kawthar

align=left>della santa grazia di Dio, offerto loro dalla Mano della

gloria. Inoltre, quanti popoli di religioni diverse, di credi

contrastanti e di temperamenti opposti hanno indossato il

nuovo abito dell'Unità divina e bevuto alla coppa della

Sua Unicità, grazie alla fragranza vivificatrice della

align=left>primavera divina che spira dal Ridván di Dio!

Questo è il significato del ben noto detto: « Il lupo e

l'agnello pasceranno insieme »1. Osservate l'ignoranza e la

stoltezza di chi, come le nazioni antiche, aspetta ancora di

align=left>vedere queste bestie pascere allo stesso pascolo! Tale è il

loro infimo stato. Si direbbe che le loro labbra non

abbiano mai lambito la coppa della comprensione, né i

loro piedi calcato la via della giustizia. Inoltre, che

beneficio avrebbe il mondo se ciò avvenisse? Come ha

ben detto a loro riguardo: « Hanno cuori con i quali non

comprendono, hanno occhi con i quali non vedono! »2.

120

Considera come con questo unico versetto disceso dal

cielo della Volontà di Dio, il mondo, e tutto quello che

contiene, sia stato chiamato a renderGli conto. Chiunque

Ne riconobbe la verità e si volse a Lui, le sue opere buone

superarono le sue colpe e i peccati gli furono rimessi e

perdonati. Da ciò appare la verità di queste parole che Lo

riguardano: « Egli è rapido al conto »3. In tal guisa Dio

tramuta l'iniquità in giustizia, se esploraste i regni della

sapienza divina e sondaste i misteri della Sua saggezza.

Allo stesso modo chiunque abbia libato alla coppa

121

1 Isaia LXV, 25.

2 Corano VII, 179.

3 Cfr. Corano V, 4 ; II, 199 ( n.d.e. ).

82

dell'amore ha ottenuto la propria parte dell'oceano della

grazia eterna e delle piogge d'eterna misericordia ed è entrato

nella vita della fede: vita paradisiaca ed eterna. Ma

colui che si allontanò da quella coppa fu condannato ad

eterna morte. Coi termini « vita » e « morte » menzionati

nelle Scritture s'intende la vita della fede e la morte della

miscredenza. La gente, in genere, incapace di afferrare il

senso di queste parole, respinse e disprezzò la persona

della Manifestazione, si privò della luce della Sua guida

divina e si rifiutò di seguire l'esempio di quella Beltà

immortale.

Allorché la luce della Rivelazione Coranica fu accesa

nell'intimo del cuore santo di Muhammad, Egli proclamò

alle genti la sentenza dell'Ultimo Giorno, della

resurrezione, del giudizio, della vita e della morte. Allora

furono issate le insegne della rivolta e aperte le porte della

derisione. Egli, lo Spirito di Dio, l'ha riportato come fu

detto dagli infedeli: « Ma se Tu dici loro: "Voi sarete,

dopo la morte, resuscitati" diranno quelli che rifiutaron la

fede: "Non è questa che evidente magia!" »1. Egli dice

ancora: « A ragione Ti meravigli di loro, ché davvero

meraviglioso è questo lor dire: "Quando saremo terra,

sarem forse ricreati a nuovo"? »2. Così, in un altro passo,

con veemenza esclama: « Ci siam forse Noi esauriti con la

prima creazione? Eppure costoro dubitano della creazione

nuova »3.

122

I commentatori del Corano e coloro che lo seguono

alla lettera, avendo travisato l'intimo significato delle

parole di Dio, delle quali non riuscirono a cogliere

l'intenzione essenziale, cercarono di dimostrare che,

123

1 Corano XI, 7.

2 Corano XIII, 5.

3 Corano L, 15.

83

secondo le regole grammaticali, la parola « idhá » (che

significa « se » o « quando »), ogni qual volta precede il

tempo passato, si riferisce invariabilmente al futuro. Più

tardi si trovarono in grande imbarazzo quando tentarono

di spiegare i versetti del Corano nei quali quella parola

effettivamente non appariva. Così come ha rivelato: « E

sarà dato fiato alla tromba: ecco il Giorno promesso! E

ogni anima è chiamata alla resa dei conti, insieme con

uno che la spinge, e uno che testimonia »1. Nello spiegare

questo versetto e altri simili, in alcuni casi hanno

sostenuto che la parola « idhá » è sottintesa. In altri casi

hanno futilmente preteso che, essendo il Giorno del

Giudizio inevitabile, non se ne è parlato come di un

avvenimento futuro, ma passato. Quali vani sofismi! Che

deplorevole cecità! Si rifiutano di riconoscere lo squillo di

tromba che risuonò così chiaramente in questo testo per

mezzo della rivelazione di Muhammad. Si privano dello

Spirito rigeneratore di Dio che vi alita e stoltamente

attendono di udire lo squillo di tromba del Serafino di Dio

che è solo uno dei Suoi servi. Il Serafino, angelo del

Giorno del Giudizio, e i suoi simili non sono stati forse

creati dalla parola di Muhammad? Dite: Volete dunque

barattare ciò che è per il vostro bene in cambio di ciò che

è male? Meschino è ciò che avete ingiustamente preso in

baratto! In verità, siete gente malvagia in grave rovina.

No: per « tromba » s'intende lo squillo di tromba della

Rivelazione di Muhammad che risuonò nel cuore

dell'universo e per « resurrezione » la Sua ascesa a

proclamare la Causa di Dio. Egli comandò ai traviati e ai

perversi di levarsi e di erompere dai sepolcri dei loro

corpi, li abbigliò della vaga veste della fede e li vivificò

con il soffio di una nuova vita meravigliosa. Così,

allorché Muhammad, divina Beltà, decise di svelare uno

124

1 Corano L, 20-1.

84

dei misteri celati nei termini simbolici di « resurrezione »,

« giudizio », « paradiso » e « inferno », si udì Gabriele, la

Voce dell'Ispirazione, dire: « E scuoteran la testa e ti

diranno: "E quando?" Rispondi: "Può darsi fra poco!" »1. I

significati di questo solo versetto basterebbero ai popoli

della terra, solo che lo considerassero nei loro cuori.

Dio Misericordioso! Come si è allontanata questa

gente dalla via di Dio! Benché il Giorno della

Resurrezione avesse avuto inizio con la Rivelazione di

Muhammad, sebbene la Sua luce e i Suoi pegni avessero

pervaso la terra e tutto quello che contiene, pure quella

gente Lo derise e si diede agl'idoli che i teologi dell'epoca

avevano concepito nelle loro fantasie futili e vane,

privandosi così della luce della grazia celeste e delle

piogge della misericordia divina. Sì, l'immondo scarabeo

non potrà mai aspirare la fragranza della santità e il

pipistrello delle tenebre non potrà mai affrontare lo

splendore del sole.

align=left>125

Cose simili sono avvenute al tempo di ogni

Manifestazione di Dio. Come pure Gesù disse: « Dovete

rinascere »2. Ancora disse: « Se uno non nasce da acqua e

da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è

nato dalla carne è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è

Spirito »3. Il senso di queste parole è che, in ogni Dispensazione,

chiunque sia generato dallo Spirito e vivificato

dall'alito della Manifestazione di Santità è veramente fra

coloro che hanno conseguito la « vita » e la « resurrezione

» e sono entrati nel « paradiso » dell'amore di Dio. E

chiunque non sia di loro è condannato a « morte » e

_______________________

1 Corano XVII, 51.

2 Giovanni III, 7.

3 Giovanni III, 5-6.

126

align=left>85

« privazione », al « fuoco » della miscredenza e alla

« collera » di Dio. In tutte le Scritture, nei libri e nelle

cronache la sentenza di morte, fuoco, cecità, stoltezza e

sordità è stata pronunziata contro coloro le cui labbra non

align=left>hanno gustato l'eterea coppa della vera sapienza e il cui

cuore è stato orbato della grazia dello Spirito Santo nel

loro giorno. Come è già stato asserito: « Hanno cuori con

i quali non comprendono »1.

In un altro passo del Vangelo è scritto: E avvenne che

un giorno il padre di uno dei discepoli di Gesù morisse.

Quel discepolo, informando Gesù della morte del padre,

Gli chiese il permesso di andare a seppellirlo. Al che

Gesù, quell'Essenza del Distacco, rispose dicendo :

« Lascia che i morti seppelliscano i loro morti »2.

127

Nello stesso modo due abitanti di Kúfih andarono da

‘Alí, il Principe dei Credenti. Uno possedeva una casa e

desiderava venderla; l'altro doveva esserne il compratore.

Erano d'accordo di redigere l'atto e di stendere il contratto

con l'approvazione di `Alí. L'esponente della legge di

Dio, rivolgendosi allo scriba, disse: « Scrivi: "Un morto

ha comprato una casa da un altro morto. Questa casa è

delimitata da quattro confini. Uno si estende verso la

tomba, l'altro verso la volta del sepolcro, il terzo verso il

Sirát, il quarto verso il Paradiso o l'Inferno" ». Rifletti: se

queste due anime si fossero svegliate allo squillo di

tromba di `Alí, se si fossero levate dal sepolcro dell'errore

in forza del suo amore, la sentenza di morte non sarebbe

stata certamente pronunziata contro di loro.

128

In ogni epoca e in ogni secolo lo scopo dei Profeti di

Dio e dei Loro eletti non è stato che quello di affermare il

________________________

1 Corano VII, 179.

2 Luca IX, 60.

129

86

significato spirituale dei termini « vita », « resurrezione »

e « giudizio ». Chi riflettesse per un solo attimo in cuor

suo su queste parole di `Alí, scoprirebbe sicuramente tutti

i misteri celati nei termini « sepolcro », « tomba », « sirát

», « paradiso » e « inferno ». Ma ahimè! com'è strano e

penoso! Osserva come tutti sono imprigionati nella tomba

dell'io e come giacciono sepolti nelle ime profondità dei

desiderî mondani! Se ti riuscisse di libare una sola

gocciola delle acque cristalline della sapienza divina, ti

renderesti subito conto che la vera vita non è della carne

ma dello spirito. Poiché la vita della carne è comune agli

uomini e agli animali, mentre la vita dello spirito è

posseduta soltanto dai puri di cuore che hanno bevuto

abbondantemente all'oceano della fede e mangiato il frutto

della certezza. Questa vita non conosce morte e tale

esistenza è coronata dall'immortalità. Com'è stato detto:

« Il vero credente vive sia in questo mondo sia nel mondo

a venire ». Se per « vita » s'intende questa vita terrena

è chiaro che la morte deve necessariamente sopraffarla.

I testi di tutte le scritture fanno analogamente fede di

questa sublime verità e di queste eccelse parole. Inoltre,

questo versetto del Corano rivelato a proposito di Hamzih,

il « Principe dei Martiri »1, e di Abú-Jahl, è luminosa

prova e sicura testimonianza della verità del Nostro dire:

« E che forse colui che era morto e che Noi abbiam

suscitato a vita e a cui abbiam dato una luce con la quale

incede fra gli uomini, è da considerar simile a chi sta nelle

tenebre senza che possa uscirne? »2. Questo versetto

discese dal cielo della Volontà Primeva quando Hamzih

era già stato rivestito del sacro manto della fede e Abú-

Jahl era divenuto implacabile nell'ostilità e nella

miscredenza. Dalla Sorgente dell'onnipotenza e dalla

Fonte della santità eterna venne la sentenza che conferì

130

1 Titolo dello zio di Muhammad.

2 Corano VI, 122.

87

vita eterna a Hamzih e condannò Abú-Jahl a eterna

dannazione. Questo fu il segnale che fece divampare il

fuoco della miscredenza con fiamme più ardenti nel cuore

degli infedeli e li condusse a rinnegare apertamente la Sua

align=left>verità. Gridarono a gran voce: « Quand'è morto Hamzih?

Quand'è risorto? A che ora gli fu conferita tale vita? ».

Siccome non capirono il significato di queste nobili

espressioni e non chiesero lume agli interpreti autorevoli

della Fede, i quali avrebbero potuto aspergerli del

Kawthar della sapienza divina, i fuochi del dissenso

furono attizzati fra gli uomini.

Puoi constatare oggi che, malgrado il radioso

splendore del Sole della sapienza divina, tutti gli uomini,

umili e potenti, si sono attenuti ai modi delle abiette

manifestazioni del Principe delle Tenebre. Ricorrono a

loro continuamente per essere aiutati a districare le

difficoltà della loro Fede e quelli, per mancanza di sapere,

danno risposte tali che non nuocciano minimamente alla

fama e alla fortuna proprie. È evidente che quelle anime

spregevoli e miserabili, come scarabei, nulla hanno

aspirato della brezza muschiata dell'eternità e mai sono

entrate nel Ridván della delizia paradisiaca. Come

possono, dunque, porgere agli altri l'imperitura fragranza

della santità? Tali sono i loro modi e tali resteranno per

sempre. Soltanto coloro che si sono volti a Lui rinnegando

le manifestazioni di Satana arriveranno a conoscere il

Verbo di Dio. Così Dio ha riaffermato la legge del giorno

della Sua Rivelazione e l'ha vergata con la penna del

potere sulla mistica Tavola celata sotto il velo di gloria

celestiale. Se ascoltassi queste parole, se ne meditassi in

cuor tuo il significato palese e recondito, afferreresti il

senso di tutti gli oscuri problemi che in quest'epoca sono

divenuti barriere insormontabili fra gli uomini e la

conoscenza del Giorno del Giudizio. Allora non avresti

altri interrogativi a renderti perplesso. E vogliamo sperare

131

88

che, a Dio piacendo, tu non ritorni a mani vuote e ancora

align=left>assetato dalle rive dell'oceano della misericordia divina, o

impoverito dal Santuario imperituro del desiderio del tuo

cuore. Vediamo adesso che cosa otterranno la tua ricerca e

i tuoi sforzi.

Riassumendo: il Nostro scopo nel prospettare queste

verità è stato di dimostrare la sovranità di Colui Che è il

Re dei re. Giudica rettamente: è superiore questa sovranità

che, con una sola Parola proferita, ha manifestato

un'influenza così penetrante, un tale ascendente e una

maestà così soggiogante, oppure il dominio mondano dei

re della terra i quali, malgrado le premure pei sudditi e gli

aiuti ai poveri, possono contare soltanto su una fedeltà

esteriore e passeggera, mentre nei cuori degli uomini non

ispirano né affetto né rispetto? Questa sovranità non ha

soggiogato, vivificato e rinvigorito il mondo intero con la

potenza di una parola? Come! può forse l'infima polvere

confrontarsi con Colui Che è il Signore dei Signori?

Quale lingua osa esprimere l'immensa differenza che

corre fra loro? Anzi, ogni confronto cade non appena si

arrivi al consacrato Santuario della Sua sovranità. Se gli

uomini riflettessero si accorgerebbero sicuramente che

persino il servo della Sua soglia impera su tutte le cose

create! Ciò è già stato attestato ed in avvenire sarà reso

manifesto.

132

Questo è soltanto uno dei significati della sovranità

spirituale che abbiamo esposto secondo la capacità e la

align=left>comprensione della gente. Poiché Egli, Impulso di tutte le

cose, Sembiante glorificato, è la sorgente di tali forze, che

né questo Essere Vilipeso può rivelare, né questa gente

indegna comprendere. Egli è immensamente eccelso al di

sopra di ogni umana lode della Sua sovranità; glorificato

al di là di ciò che Gli si possa attribuire.

133

89

E ora rifletti in cuor tuo: se per sovranità s'intendesse

sovranità terrena e dominio mondano, e ciò significasse

soggezione e fedeltà esteriore di tutti i popoli e le tribù

della terra - per cui i Suoi amati sarebbero esaltati e

lasciati vivere in pace e i Suoi nemici umiliati e tormentati

- tale forma di sovranità non sarebbe quella vera di Dio,

Sorgente d'ogni dominio, la Cui maestà e potenza sono

attestate da tutte le cose. Non vedi che la maggior parte

dell'umanità è sotto l'imperio dei Suoi nemici? Che si è

allontanata dal sentiero del Suo compiacimento? Che ha

fatto ciò ch'Egli aveva proibito e lasciato incompiuto, anzi

negato e avversato, ciò che aveva comandato? Che i Suoi

amici sono sempre stati vittime de' Suoi nemici? Tutte

queste cose sono più chiare dello splendore del sole

meridiano.

134

Sappi, perciò, o indagatore della verità, che la

sovranità terrena non ha né mai avrà alcun pregio agli

occhi di Dio e dei Suoi Eletti. Inoltre, se l'autorità e il

dominio sono interpretati nel senso di supremazia terrena

e potere temporale, ti sarà impossibile spiegare questi

versetti : « E invero i Nostri eserciti vinceranno »1.

« Vorrebbero spegnere la luce di Dio con gli aliti della

loro bocca, ma Dio non lo consente: Egli vuole render

perfetta la sua luce, anche se vi ripugnino gli empi »2.

« Egli domina tutte le cose ». Con espressioni simili la

maggior parte del Corano attesta questa verità.

align=left>135

Se l'infondato assunto di queste anime stolte e spregevoli

fosse vero, essi non avrebbero altra alternativa che

ricusare tutti questi sacri detti e queste allusioni celestiali.

Poiché non si potrebbe trovare sulla terra guerriero più

eccellente e vicino a Dio di Husayn, figlio di ‘Alí, tant'era

impareggiabile e incomparabile. « Non v’era alcuno che

136

1 Corano XXXVII, 173.

2 Corano IX, 32.

90

lo eguagliasse e potesse stargli a confronto ». Pure, devi

aver sentito dire ciò che gli accadde! « La maledizione di

Dio cada sugli iniqui! »1.

Se si dovesse interpretare letteralmente il versetto « E

invero i Nostri eserciti vinceranno », evidentemente non

vi sarebbe modo di applicarlo agli Eletti e agli eserciti di

Dio, giacché Husayn, il cui eroismo fu chiaro come il

sole, schiacciato e vinto, vuotò infine la coppa del

martirio a Karbilá, la terra di Taff. Come pure il versetto

sacro « Vorrebbero spegnere la luce di Dio con gli aliti

della loro bocca, ma Dio non lo consente: Egli vuole

render perfetta la sua luce, anche se vi ripugnino gli

empi »2, se si dovesse interpretarlo letteralmente, non

corrisponderebbe affatto alla verità. Poiché in ogni epoca

la luce di Dio, apparentemente, è stata spenta dai popoli

della terra e così pure sono state estinte le Sue Lampade.

Come potrebbe, dunque, spiegarsi l'influenza della Loro

sovranità? Cosa significherebbe la potenza della volontà

di Dio di « render perfetta la Sua luce? ». Com’è già stato

attestato, tanta è stata l'inimicizia degli infedeli, che

nessuno di questi Luminari divini ha trovato asilo o potuto

assaporare la coppa della tranquillità. Tanto duramente

sono stati oppressi che l'ultimo degli uomini ha potuto

infliggere a quelle Essenze dell'essere qualsiasi cosa

volesse. Le loro sofferenze sono state osservate e valutate

dalla gente. Come può dunque questa gente esser capace

di comprendere e interpretare queste parole di Dio, questi

versetti d'eterna gloria?

137

Ma lo scopo di questi versetti non è quello che hanno

immaginato. No, i termini « ascendente », « potenza »,

« autorità » implicano uno stadio e un significato del tutto

________________

1 Corano XI, 18.

2 Corano IX, 32 (n.d.e. ).

138

91

diversi. Per esempio, considera il potere penetrante delle

align=left>gocce di sangue di Husayn che aspersero la terra. Che

ascendente e che influenza la stessa polvere ha esercitato

sui corpi e sulle anime degli uomini, per la santità e la potenza

di quel sangue! Tanto che chi voleva liberarsi dai

propri malanni guariva toccando la terra di quel sacro luogo

align=left>e chiunque desiderasse proteggere i proprî beni custodiva

in casa con assoluta fiducia e convinzione un po' di

quella santa terra e aveva salvi i proprî averi. Queste sono

le manifestazioni esteriori della sua potenza. E se parlassimo

delle sue virtù celate, direbbero certamente: « In verità,

ha considerato che la polvere sia il Signore dei Signori

e ha completamente abbandonato la Fede di Dio ».

Inoltre, ricorda le circostanze vergognose che

accompagnarono il martirio di Husayn. Considera la sua

solitudine, e come, apparentemente, non vi fosse nessuno

a soccorrerlo, nessuno a raccogliere il suo corpo e

seppellirlo. Eppure, vedi quanti sono adesso coloro che

dagli angoli più remoti della terra, indossato il saio del

pellegrino, si recano sul luogo del suo martirio, per

appoggiare la testa sulla soglia della sua tomba! Questa è

l'influenza e la potenza di Dio! Questa, la gloria del Suo

dominio e della Sua maestà!

139

Non pensare che, essendo tutto ciò avvenuto dopo il

martirio di Husayn, questa gloria non gli sia giovata.

Quella santa anima è immortale, vive la vita di Dio e

dimora negli eremi della gloria paradisiaca sul Sadrih del

celeste ricongiungimento. Queste Essenze dell'essere

sono luminosi Modelli di sacrificio. Hanno offerto e

continueranno a offrire la vita, le sostanze, l'anima, lo

spirito e tutto quel che hanno, sulla via del Beneamato.

Per loro nessuno stadio, per quanto eccelso, potrebbe

essere più intensamente agognato di questo. Poiché gli

140

92

amanti non hanno altro desiderio che il compiacimento

del Beneamato e nessun altro scopo se non quello di

ricongiungersi con Lui.

Se volessimo offrirti una fugace visione dei misteri del

martirio di Husayn e rivelartene i frutti, queste pagine non

basterebbero né potrebbero esaurirne il significato. La

Nostra speranza è che, a Dio piacendo, spiri la brezza

della misericordia e che la divina Primavera adorni

l'albero dell'essere col manto di una nuova vita, così che ci

sia dato di scoprire i misteri della Saggezza divina e, con

la Sua provvidenza, renderci indipendenti dalla

conoscenza di tutte le cose. Finora abbiamo scorto

soltanto un manipolo di anime, del tutto prive di fama, che

hanno raggiunto questo stadio. Che il futuro sveli ciò che

il Giudizio di Dio ordinerà e ciò che il Tabernacolo del

Suo decreto rivelerà. Così, ti narriamo le meraviglie della

Causa di Dio e ti versiamo nell'orecchio le note della

melodia celeste perché tu possa raggiungere lo stadio

della vera sapienza e gustarne i frutti. Abbi dunque la

certezza che questi Luminari di celeste maestà, sebbene

dimorino nella polvere, in verità risiedono sul seggio della

gloria nei regni superni; benché privi di ogni bene terreno,

pure si librano in dominî d'incommensurabile ricchezza. E

mentre sono duramente provati nella stretta del nemico,

stanno assisi alla destra del potere e del dominio celeste.

Fra le tenebre dell'umiliazione, su di loro risplende la luce

della gloria inestinguibile e sulla loro impotenza si

riversano i pegni di un'invincibile sovranità.

141

Fu così che un giorno Gesù, Figlio di Maria, mentre

assiso parlava nelle melodie dello Spirito Santo, disse

parole come queste: « O gente! Mio cibo è l'erba del

campo con la quale soddisfo la fame. Mio letto è la polvere,

mia lampada di notte la luce della luna e mio destriero

i piedi. Ecco, chi c'è sulla terra più ricco di me? ».

142

93

Per la giustizia di Dio! Migliaia di tesori circolano attorno

a questa povertà e miriadi di Regni di gloria anelano a

questa umiliazione. Se ottenessi una sola goccia dell'oceano

dell’intimo significato di queste parole, rinunzieresti

certamente al mondo e a tutto quello che racchiude e,

come la Fenice, ti lasceresti consumare dalle fiamme del

Fuoco imperituro.

Si racconta pure che un giorno uno dei compagni di

Sádiq si lamentasse con lui della propria povertà. Al che

Sádiq, quella Beltà immortale, rispose:« In verità sei ricco

e hai bevuto il nettare della dovizia ». Il poverello rimase

perplesso alle parole pronunziate da quel sembiante luminoso

e disse: « Dove sono le mie ricchezze, io che non ho

align=left>neppure un soldo? ». Sádiq allora osservò: « Non possiedi

il nostro amore? ». Ed egli rispose: « Sì, lo posseggo, o discendente

del Profeta di Dio! ». E Sádiq gli chiese: « Baratteresti

quest'amore per mille denari? ». Rispose: « No,

non lo baratterei neppure se mi si desse il mondo e tutto

quello che contiene! ». Allora Sádiq osservò: « Come può

chiamarsi povero chi possiede un simile tesoro? ».

143

Questa povertà e questa ricchezza, quest'umiliazione e

questa gloria, questo dominio, questo potere e simili cose,

verso le quali sono rivolti gli occhi e il cuore di queste

anime fatue e stolte, tutto questo svanisce nel nulla più

completo in quella Corte! Com'Egli ha detto: « O uomini!

Voi siete poveri e avete bisogno di Dio; ma Dio è il

Ricco, Colui Che basta a Se Stesso »1. Per « ricchezza »,

perciò, s'intende l'indipendenza da tutto fuorché da Dio e

per « povertà » la mancanza di ciò che è di Dio.

144

E similmente ricorda il giorno in cui gli Ebrei, circondato

Gesù, Figlio di Maria, Lo spingevano a confessare di

145

1 Corano XXXV, 15.

94

esserSi proclamato Messia e Profeta di Dio, per poterLo

così dichiarare infedele e condannare a morte. Poi Lo

condussero - Egli Ch'era l'Astro del cielo della

Rivelazione divina - da Pilato e da Caifa, il sommo

teologo dell'epoca. I grandi sacerdoti si erano riuniti tutti

nel palazzo e una folla di gente si era adunata per assistere

alle Sue sofferenze, deriderLo e oltraggiarLo. Benché Lo

interrogassero reiteratamente sperando che confessasse la

Sua asserzione, pure, Gesù restò in silenzio e non parlò.

Finalmente un dannato da Dio si alzò e avvicinandosi a

Gesù Lo scongiurò dicendo: « Non hai preteso di essere il

Divino Messia? Non hai detto: "Sono il Re dei Re, la mia

parola è il Verbo di Dio, sono Colui Che viola il Sabato?"

». Al che Gesù alzò la testa e disse: « Non vedi il

Figlio dell'uomo assiso alla destra del potere e della forza?

». Le Sue parole furono queste; eppure considera

come, in apparenza, Egli fosse privo d'ogni potere eccetto

quel potere interiore che Gli veniva da Dio e che aveva

pervaso tutto ciò che è in cielo e in terra. Come posso

ripetere tutto ciò che Gli accadde dopo ch'ebbe

pronunziate queste parole? Come posso descrivere il loro

nefando comportamento verso di Lui? Infine, riempirono

la Sua sacra persona di tali tormenti, ch'Egli volò al quarto

cielo.

È anche detto nel Vangelo secondo san Luca che un

giorno Gesù passò accanto a un Ebreo paralitico disteso

sul letto. L'Ebreo vedendoLo Lo riconobbe e implorò il

Suo aiuto. Gesù gli disse: « Alzati dal letto; i tuoi peccati

ti sono rimessi ». Alcuni Ebrei presenti protestarono

dicendo: « Chi può rimettere i peccati se non Dio? ». Ma

immediatamente a conoscenza dei loro pensieri, Gesù

rispose così: « Cos'è più facile: dire al paralitico: Alzati,

prendi il tuo letto e cammina, o dire: I peccati ti sono

146

95

rimessi? Sappiate che il Figlio dell'uomo ha potere sulla

terra di rimettere i peccati » size=1>1. Questa è la vera sovranità e

tale è la potenza degli Eletti di Dio! Tutte queste cose che

abbiamo ripetutamente menzionate e i particolari che

abbiamo citati da diverse fonti non hanno altro scopo che

di porti in grado di afferrare il significato delle allusioni

nei detti degli Eletti di Dio, affinché alcuni di questi detti

non facciano incespicare i tuoi piedi e disperare il tuo

cuore.

Potremo così calcare con passo sicuro la via della

certezza, sì che la brezza che spira dai prati del

compiacimento di Dio possa alitare su di noi i dolci

effluvi dell'accettazione divina e permetterci, effimeri

mortali quali siamo, di giungere al Regno della gloria

eterna. Allora comprenderai l'intimo significato della

parola sovranità e di altre simili nelle tradizioni e nelle

scritture. Inoltre è già evidente e a te noto che ciò cui si

sono attenuti gli Ebrei e i Cristiani e i cavilli sollevati

contro la Beltà di Muhammad, gli stessi sono stati in

questi giorni sostenuti dai seguaci del Corano e sono stati

notati nelle accuse contro il « Punto del Bayán » - Gli

siano sacrificate le anime di tutti coloro che dimorano nel

regno delle Rivelazioni divine! Guarda la loro follia!

Pronunziano le stesse, identiche parole dette dagli antichi

Ebrei e non lo sanno! Come sono giuste e vere le Sue

parole a loro riguardo: « Lasciali gingillarsi nelle loro

discussioni! »2 « Per la vita Tua, Muhammad! sono presi

dalla frenesia delle loro futili fantasie » size=1>3.

147

Allorché l'Invisibile, l'Eterno, l'Essenza divina, fece sì

che sorgesse sull'orizzonte della sapienza l'Astro di

148

1 Luca V, 17-24 ( n.d.e. ) e Cfr. Marco II, 3-12.

2 Corano VI, 91.

3 Corano XV, 72.

96

Muhammad, uno dei cavilli che i teologi ebrei Gli

opposero fu che dopo Mosè Dio non avrebbe inviato

nessun altro Profeta. Nelle Sacre Scritture era stato detto

di un'Anima Che Si sarebbe manifestata per far progredire

la Fede di Mosè e favorire gli interessi dei Suoi seguaci,

acciocché la Legge della Sua Dispensazione si

diffondesse in tutto il mondo. Così si è espresso il Re

della gloria eterna nel Suo Libro riguardo alle parole

pronunziate da coloro che erravano nella valle della

lontananza e dell'errore: « Dicono i giudei: "La mano di

Dio è ora chiusa ". Siano le loro mani chiuse e incatenate

e siano maledetti per quel che hanno detto! Che anzi ambo

le mani di Dio sono aperte! »1. « La mano di Dio sta sopra

le loro mani »2.

Quantunque i commentatori del Corano abbiano

riferito in diverse maniere le circostanze relative alla

rivelazione di questo versetto, pure, devi sforzarti di

align=left>comprenderne il senso. Egli dice: Com'è falso ciò che

hanno immaginato gli Ebrei! Come può la mano di Colui

Che è il Re della Verità, Che fece sì che si manifestasse il

sembiante di Mosè cui conferì il manto della Missione

Profetica, come può la mano di un Essere simile essere

incatenata o vincolata? Come si può concepire ch'Egli non

possa suscitare un altro Messaggero dopo Mosè? Osserva

l'assurdità del loro dire: com'è fuorviato e lontano dalla

via della sapienza e della comprensione! Osserva come

tutti costoro si occupano, anche oggi, di tali stolte

assurdità. Per più di mille anni hanno recitato questo

versetto e inconsciamente hanno criticato gli Ebrei senza

rendersi conto che loro stessi, apertamente e in segreto, ne

ripetono le opinioni e le credenze! Sei certamente a

conoscenza del loro vano assunto che tutte le Rivelazioni

sono finite, che le porte della misericordia divina sono

149

1 Corano V, 64.

2 Corano XLVIII, 10.

97

align=left>chiuse, che dall'alba della santità eterna, non sorgerà più

altro sole, che l'Oceano della munificenza sempiterna si è

placato per sempre e che dal Tabernacolo dell'antica

Gloria hanno cessato di manifestarsi i Messaggeri di Dio.

Tale è la portata della comprensione di questa gente

align=left>meschina e spregevole. Hanno immaginato che il flusso

dell'onnipresente grazia e dell'abbondante misericordia di

Dio, la cui fine nessuna mente può prevedere, si sia

arrestato. Dappertutto si sono levati e hanno indossato la

veste della tirannia facendo ogni sforzo per spegnere la

fiamma del Roveto ardente di Dio con l'acqua amara

della loro fatua immaginazione, dimentichi che il globo

del Potere proteggerà la Lampada di Dio entro la Sua

possente fortezza. Ma a loro sicuramente basta la

profonda miseria in cui sono caduti, giacché sono stati

privati del riconoscimento dello Scopo essenziale della

Causa di Dio e della conoscenza del suo Mistero e della

sua Sostanza. Poiché la grazia più alta e sublime concessa

agli uomini è quella, promessa a tutte le genti, di « giungere

alla Presenza di Dio » e di riconoscerLo. È questo il

più alto grado di grazia che il Munifico, l'Antico dei

Giorni, ha concesso all'uomo, la pienezza della Sua

assoluta munificenza verso le Sue creature. Nessuno di

costoro ha beneficiato di questa grazia e munificenza, o è

stato onorato con questa eccelsa distinzione. Quanti

versetti rivelati attestano esplicitamente questa ponderosa

verità, quest'eccelso Tema! Eppure l'hanno respinta,

interpretandola erroneamente secondo il loro desiderio.

Com'Egli ha anche rivelato: « E coloro che non credono

nei segni di Dio o che mai Lo incontreranno, dispereranno

della Mia misericordia, e avranno castigo cocente »1. Ha

detto pure: « Coloro i quali pensano che giungeranno

1 Corano XXIX, 23.

98

alla Presenza del Signore e che a Lui ritorneranno »1.

Anche in un altro caso dice: « Ma quei che pensavano che

un giorno avrebbero incontrato Dio dissero invece:

"Quanti piccoli eserciti non han vinto un esercito

numeroso, col permesso di Dio!" »2 E ancora in un altro

caso rivela: « Chi dunque spera d'incontrare il Signore,

align=left>operi opera buona... »
3. E ancora dice: « Egli governa ogni

cosa, Egli precisa i Suoi segni, a che possiate con ferma

certezza credere che un dì L'incontrerete »4.

Questa gente ha rinnegato tutti i versetti che affermano

infallibilmente la realtà del « giungere alla Presenza

divina ». Nessun tema è stato più energicamente affermato

nelle sacre Scritture. Cionondimeno, si sono privati di

questa condizione sublime ed eccelsa, di questo stadio

supremo e glorioso. Alcuni hanno sostenuto che per

« giungere alla Presenza di Dio » s'intende la « Rivelazione

» di Dio nel Giorno della Resurrezione. Se affermassero

che « Rivelazione » di Dio significa « Rivelazione

Universale », è chiaro ed evidente che tale rivelazione

esiste già in tutte le cose. Ne abbiamo già dimostrato la

verità, perché abbiamo dimostrato che tutte le cose sono

ricettacoli e rivelatori dello splendore di quel Re ideale e

che i segni della rivelazione di quel Sole, Sorgente di ogni

splendore, esistono e sono manifesti negli specchi degli

esseri. Anzi, se l'uomo osservasse con l'occhio dell'intelletto

divino e spirituale, riconoscerebbe subito che niente

può esistere senza la rivelazione dello splendore di Dio, il

Re ideale. Considera come tutte le cose create attestino

eloquentemente il rivelarsi di quell'intima luce entro di

loro. Osserva come in tutte le cose siano aperte le porte

________________________

1 Corano II, 46.

2 Corano II, 249.

3 Corano XVIII, 110.

4 Corano XIII, 2.

150

99

del Ridván di Dio, perché i ricercatori possano giungere

alla città della comprensione e della saggezza ed entrare

nei giardini della sapienza e del potere. In ogni giardino

contempleranno la sposa mistica dell'intimo significato,

racchiusa nei reliquari della parola, in perfettissima grazia

e nel più completo ornamento. La maggior parte dei

versetti del Corano tratta e attesta questo tema spirituale.

Il versetto « E non c'è cosa alcuna che non canti le Sue

lodi »1 ne è eloquente attestato e « scritta, contata,

align=left>abbiamo ogni cosa »2 ne è fedele testimonianza. Ora, se

per « giungere alla Presenza di Dio » vuole intendersi

giungere alla conoscenza di tale rivelazione, è evidente

che tutti gli uomini sono già pervenuti alla presenza

dell'immutabile Volto di quell'impareggiabile Re. Perché

allora limitare tale rivelazione al Giorno della

Resurrezione?

E se sostenessero che per « Presenza divina » s'intende

la « Rivelazione Particolare di Dio » indicata da certi Súfí

come « la Più Santa Effusione », se questa è nell'Essenza

Stessa, è evidente che è stata eternamente parte della

Conoscenza divina. Presumendo per vera quest'ipotesi,

evidentemente nessuno ha, in questo senso, la possibilità

di « giungere alla Presenza di Dio », dato che questa

rivelazione è limitata all'intima Essenza che nessuno può

raggiungere. « La via è chiusa e ogni ricerca vietata ». Le

menti dei prediletti del cielo, per quanto alte si librino,

non potranno mai raggiungere questo stadio, e tanto meno

la comprensione di menti limitate e ottuse.

151

E se si dicesse che per « Presenza divina » s'intende la

« Rivelazione Secondaria di Dio », interpretata come

« Santa Effusione », è ammissibile applicarla al mondo

align=left>_______________

1 Corano XVII, 44.

2 Corano LXXVIII, 29.

152

100

della creazione, cioè al regno della manifestazione

primeva e originaria di Dio. Tale rivelazione è limitata ai

Suoi Profeti ed Eletti, giacché nel mondo dell'esistenza

non v'è nessuno più potente di loro. Tutti riconoscono

questa verità e ne fanno fede. Questi Profeti ed Eletti di

Dio sono ricettacoli e rivelatori di tutti gli immutabili

attributi e nomi di Dio. Sono specchi che riflettono

chiaramente e fedelmente la Sua luce. Qualsiasi cosa

attribuibile a loro in realtà è attribuibile a Dio, che è tanto

il Visibile quanto l'Invisibile. È impossibile conoscere e

raggiungere Colui Che è origine di tutto senza conoscere e

raggiungere questi Esseri luminosi generati dal Sole della

Verità. Perciò, giungendo alla presenza di questi Luminari

benedetti si perviene alla « Presenza di Dio ». Dalla loro

sapienza vien rivelata la sapienza di Dio e dalla luce del

loro sembiante si manifesta lo splendore del volto di Dio.

Dai molteplici attributi di queste Essenze del Distacco,

Che sono il primo e l'ultimo, il visibile e il celato, vien

reso evidente Colui Che è il Sole della Verità e « il Primo

e l'Ultimo, il Visibile e il Celato »1. Come anche gli altri

sublimi nomi ed eccelsi attributi di Dio. Perciò: chiunque,

in qualsiasi Dispensazione, abbia riconosciuto e sia giunto

alla presenza di questi gloriosi, risplendenti ed eccellenti

Luminari è veramente giunto alla « Presenza di Dio » ed è

entrato nella città della vita eterna e immortale. Pervenire

a queste presenza è possibile solo nel Giorno della

Resurrezione, che è il Giorno in cui Dio sorge nella Sua

Rivelazione che tutto abbraccia.

Questo è il significato di « Giorno della Resurrezione », di

cui si parla in tutte le scritture e che è annunziato a tutte le

genti. Rifletti: può concepirsi un giorno più prezioso,

potente e glorioso di questo, sì che l'uomo possa

rinunziare volontariamente alla sua grazie e privarsi dei

153

1 Corano LVII, 3.

101

suoi doni che, come piogge primaverili, scendono dal

cielo della misericordia su tutta l'umanità? Avendo così

dimostrato in maniera conclusiva che non v'è giorno più

grande di questo, né rivelazione più gloriosa di questa e

avendo fornito tutte queste possenti e infallibili prove, che

nessuna mente perspicace può contestare e nessun dotto

align=left>ignorare, com'è possibile che l'uomo si privi di tale

munifica grazia per la futile opposizione di gente

dubbiosa e visionaria? Non conoscono la ben nota

tradizione: « Quando sorge il Qá’im, quello è il Giorno

della Resurrezione »? Allo stesso modo, gli Imám,

inestinguibili luci di guida divina, hanno interpretato il

versetto: « Stanno forse attendendo altra cosa che un

sopravvenire di Dio in ombre di nubi? »1 - segno che è

stato incontestabilmente considerato uno dei tratti

caratteristici del Giorno della Resurrezione - come

riferentesi al Qá'im e alla Sua manifestazione.

Ingègnati, perciò, fratello mio, d'afferrare il senso

di « Resurrezione » e liberati gli orecchi dai discorsi

oziosi dei reietti. Se entrassi nel regno della completa

rinunzia, ti persuaderesti immediatamente che nessun

giorno è più potente di questo e che non si può concepire

resurrezione più maestosa di questa. Una buona azione

compiuta in questo Giorno equivale a tutti gli atti virtuosi

compiuti dagli uomini per miriadi di secoli, anzi,

chiediamo perdono a Dio per questo confronto! Poiché,

veramente, la ricompensa che quell'azione merita è molto

al di là e al di sopra della valutazione umana. Queste

anime ottuse e miserabili, non essendo riuscite a

comprendere il vero significato di « Resurrezione » e di

« giungere alla Presenza divina », sono rimaste

completamente prive di tale grazia. Sebbene il solo e

fondamentale scopo di tutto il sapere, dell'impegno e della

154

1 Corano II, 210.

102

fatica che esso comporta sia quello di conseguire e

riconoscere questo stadio, pure sono tutti immersi nel

perseguimento dei loro studi materiali. Si negano un solo

attimo di riposo e ignorano completamente Colui Che è

Essenza di ogni sapere e unico Oggetto della loro ricerca!

Si direbbe che non abbiano mai accostato le labbra alla

coppa della Sapienza divina, né mai ottenuto la più

piccola goccia della pioggia di grazia celeste.

Considera: chi nel giorno della Rivelazione di Dio non

riesce a pervenire alla grazia della « Presenza divina » e a

riconoscere la Sua Manifestazione, come può esser

align=left>meritatamente chiamato dotto, anche se avesse passato

millenni a ricercare la sapienza e acquisito tutto il sapere

limitato e materiale degli uomini? È evidente che non si

potrà mai ritenere che possieda la vera sapienza. Mentre il

più incolto di tutti gli uomini, se sarà onorato di questa

align=left>suprema distinzione, in verità sarà annoverato fra gli

uomini divinamente sapienti, la cui sapienza viene da Dio,

poiché avrà conseguito il culmine della sapienza e

raggiunto la più alta vetta del sapere.

155

Anche questo stadio è uno dei segni del Giorno della

align=left>Rivelazione; com'è scritto: « Gli umili fra voi Egli esalterà

e coloro che sono esaltati umilierà ». E ugualmente ha

rivelato nel Corano: « Or Noi volevamo invece beneficare

coloro che eran stati umiliati sulla terra e volevamo farne

guide spirituali fra gli uomini, volevamo farne Nostri

align=left>eredi »
1. Oggi si è constatato che molti teologi, avendo

respinto la Verità, sono caduti per sempre nei più profondi

abissi dell'ignoranza e i loro nomi sono stati cancellati dal

ruolo dei gloriosi e dei dotti. E quanti incolti, accettata la

Fede, si sono librati in alto, e hanno raggiunte le somme

vette del sapere, e hanno avuto il nome inciso sulla Tavola

156

1 Corano XXVIII, 5.

103

align=left>della Sapienza divina dalla Penna del Potere. Così « Iddio

cancella quel che vuole e quel che vuole conferma: a Lui

d'accanto è la Madre del Libro »1. Perciò è stato detto:

« Cercare l'evidenza quando la Prova è stata stabilita non

è che un atto disdicevole e occuparsi di perseguire la

sapienza quando l'Oggetto di ogni sapere è stato raggiunto

è veramente biasimevole ». Dì: O popoli della terra!

Mirate questo Giovane simile a una fiamma che rapido

percorre l'illimitato abisso dello Spirito, annunziandovi la

lieta novella: « Ecco: la Lampada di Dio risplende » e

invitandovi a non trascurare la Sua Causa che, pur celata

sotto i veli dell'antico splendore, brilla nella terra d'Iráq

sull'aurora della santità eterna.

O amico mio, se il volo del tuo intelletto esplorasse i

cieli della Rivelazione del Corano e vi contemplasse il

regno di sapienza divina che vi si apre, troveresti

sicuramente innumerevoli porte di sapienza spalancate

innanzi a te. Riconosceresti sicuramente che tutte le cose

che oggi hanno impedito a costoro di giungere ai lidi

dell'oceano della grazia eterna sono le stesse che nella

Dispensazione Muhammadica impedirono alla gente

dell'epoca di riconoscere quel divino Luminare e di

testimoniare della Sua verità. Comprenderesti anche i

misteri del « ritorno » e della « rivelazione » e

soggiorneresti certamente nelle più alte dimore della

certezza e della fiducia.

157

Avvenne un giorno che alcuni avversari di

quell'impareggiabile Beltà, che si erano smarriti lungi dal

Santuario imperituro di Dio, dicessero sarcasticamente a

Muhammad queste parole: « Iddio ha pattuito con noi che

non avessimo a credere a nessun messaggero finché non

ci porti una vittima sacrificale che un fuoco dal cielo

158

1 Corano XIII, 39.

104

consumi » size=1>1. Il senso di questo versetto è che Dio ha

pattuito con loro che non debbano credere in nessun

messaggero a meno che non operi il miracolo di Abele e

Caino, che offra cioè, un sacrificio e che il fuoco del cielo

lo consumi, come avevano sentito raccontare nella storia

di Abele riportata nelle scritture. Così rispose

Muhammad: « Son venuti a voi prima di me Messaggeri

con prove chiarissime e anche con la prova che dite;

perché allora li avete uccisi? Ditemelo, se siete sinceri! »2.

E ora, sii giusto, come potevano quelle persone del tempo

di Muhammad esser vissute migliaia d'anni prima,

all'epoca di Adamo o di altri Profeti? Perché Muhammad,

Essenza di verità, avrebbe accusato la gente del Suo

tempo dell'uccisione di Abele o di altri Profeti? Non hai

altra alternativa che considerare Muhammad impostore o

sciocco - Dio non voglia! - o sostenere che quei malvagi

fossero gli stessi che in ogni epoca si opposero e

cavillarono contro i Profeti e i Messaggeri di Dio, fino a

farli martirizzare tutti.

Considera questo in cuor tuo, affinché le dolci brezze

della sapienza divina, spiranti dai prati della misericordia,

ti portino la fragranza della parola del Beneamato e

facciano sì che la tua anima raggiunga il Ridván della

comprensione. I perversi di tutti i tempi, non essendo

riusciti a sondare il significato più profondo di queste

gravi e feconde parole, hanno pensato che la risposta dei

Profeti di Dio fosse inadeguata alle loro domande,

attribuendo così ignoranza e stoltezza a quelle Essenze di

sapienza e comprensione.

159

_____________________

1 Corano III, 183.

2 Corano III, 183.

105

Muhammad esprime la Sua protesta contro la gente di

allora anche in un altro versetto. Dice: « Mentre prima

invocavano vittoria sugli empi, quando giunse loro Colui

Che già conoscevano, Lo rinnegarono, maledica Iddio i

negatori! »1. Rifletti come anche questo versetto

presupponga che la gente del tempo di Muhammad fosse

la stessa del tempo degli antichi Profeti, che lottava e

combatteva per divulgare la Fede e insegnare la Causa di

Dio. Eppure come potevano le generazioni viventi ai

tempi di Gesù e di Mosè e quelle del tempo di

Muhammad esser considerate effettivamente le stesse?

Inoltre, Coloro Che avevano conosciuti in precedenza

erano Mosè, Rivelatore del Pentateuco, e Gesù, Autore

del Vangelo. Eppure, perché Muhammad dice: « Quando

giunse loro Colui Che già ben conoscevano » - cioè Gesù

o Mosè - « Lo rinnegarono »? Non era stato Muhammad

apparentemente chiamato con un nome diverso? Non

proveniva da una città diversa? Non parlava una lingua

differente e non rivelava una diversa Legge? Come si può

allora dimostrare la verità di questo versetto e chiarirne il

significato?

160

Ingegnati, dunque, di comprendere il significato di

« ritorno » che è stato esplicitamente rivelato nel Corano e

che finora nessuno ha capito. Che dici? Se dici che

Muhammad era il « ritorno » degli antichi Profeti, come

questo versetto afferma, anche i Suoi Compagni devono

essere il « ritorno » dei Compagni di un tempo, e anche il

« ritorno » della gente di prima è chiaramente affermato

dal testo dei sopra citati versetti. E se lo neghi, rinneghi

sicuramente la verità del Corano, la prova più certa di Dio

agli uomini. Egualmente pròvati ad afferrare il significato

di « ritorno », « rivelazione » e « resurrezione »,

161

1 Corano II, 89.

106

come si vedono nei giorni delle Manifestazioni

dell'Essenza divina, sì che tu possa vedere coi tuoi occhi il

« ritorno » delle anime sante in corpi santificati e

illuminati, e detergerti dalla polvere dell'ignoranza, e

purificare, con le acque della misericordia che scorrono

dalla Sorgente della Sapienza divina, il tuo ottenebrato io;

allora forse per il potere di Dio e la luce della guida

divina, potrai distinguere l'Alba dell'eterno splendore dalla

notte tenebrosa dell'errore.

Inoltre, ti è evidente che i Latori del pegno di Dio sono

stati manifestati ai popoli della terra come Rappresentanti

di una nuova Causa e Portatori di un nuovo Messaggio.

Tutti questi Uccelli del Trono Celeste, discendendo dal

cielo della volontà di Dio e levandosi a proclamare la Sua

irresistibile Fede, sono considerati un'unica anima e una

stessa persona, perché bevono tutti alla stessa coppa

dell'amore di Dio e tutti mangiano i frutti dello stesso

Albero di Unicità. Ciascuna di queste Manifestazioni di

Dio ha un doppio stato. Uno è quello di pura astrazione e

unità essenziale. Sotto questo aspetto, se li chiamassi tutti

con un nome e attribuissi loro le medesime qualità, non ti

allontaneresti dal vero. Com'Egli ha rivelato: « Non

facciamo distinzione alcuna fra i Messaggeri tutti che

Iddio ha inviato »1. Poiché tutti esortano i popoli della

terra a riconoscere l'Unità di Dio e annunziano il Kawthar

d'infinita grazia e munificenza. Sono tutti investiti del

manto della Missione Profetica e onorati del peplo della

gloria. Così ha rivelato Muhammad, il Punto del Corano:

« Io sono tutti i Profeti ». E inoltre: « Sono il primo

Adamo, Noè, Mosè e Gesù ». Dichiarazioni analoghe

sono state fatte da `Alí. Espressioni come queste, che

indicano l'unità essenziale di questi Esponenti di Unicità,

162

1 Corano II, 285.

107

sono altresì emanate dai Ruscelli dell'immortale parola di

Dio e dai Forzieri delle gemme della sapienza divina e

sono state inserite nelle scritture. Questi Sembianti sono

ricettacoli del Comando Divino e aurore della Sua

Rivelazione. E questa Rivelazione è eccelsa al di sopra dei

veli della pluralità e delle esigenze numeriche. Così Egli

dice: « La Causa Nostra è unica e sola »1. Dato che la

Causa è unica e sola, i suoi Esponenti sono

necessariamente uno e lo stesso. Similmente gli Imám

della Fede Muhammadica, lampade di certezza, hanno

detto: « Muhammad è il nostro primo, Muhammad è il

nostro ultimo, Muhammad è il nostro tutto ».

È chiaro ed evidente che tutti i Profeti sono Templi

della Causa di Dio apparsi in differenti vesti. Se

align=left>osserverai con occhio scrutatore, li vedrai dimorare tutti

nello stesso tabernacolo, librarsi nello stesso cielo, assisi

sullo stesso trono, pronunziare le stesse parole e

proclamare la stessa Fede. Questa è l'unità di queste

Essenze dell'essere, di quei Luminari d'infinito e

incommensurabile splendore. Pertanto se una di queste

sante Manifestazioni proclamasse: « Sono il ritorno di

tutti i Profeti », direbbe la pura verità. In tal modo, in ogni

Rivelazione che segue vi è di fatto il ritorno di quella

precedente e questa verità è conclusivamente comprovata.

Dato che il ritorno dei Profeti di Dio, testimoniato da

versetti e tradizioni, è stato esaurientemente dimostrato,

anche il ritorno dei loro eletti è definitivamente provato.

Questo ritorno è troppo evidente di per sé per aver

bisogno di dimostrazioni o prove. Per esempio, considera

che fra i Profeti v'era Noè. Quando fu investito del manto

della Missione Profetica e spinto dallo Spirito di Dio a

levarSi a proclamare la Sua Causa, a chiunque credette in

Lui e accettò la Sua Fede fu conferita la grazia di una

163

1 Corano LIV, 50.

108

nuova vita. Si poteva veramente dire di lui che fosse

rinato e fosse stato vivificato, dato che prima di credere in

Dio e di accettare la Sua Manifestazione, aveva riposto gli

affetti sulle cose terrene, come attaccamento ai beni del

mondo, alla moglie, ai figli, al mangiare, al bere e simili, a

tal punto che sua unica preoccupazione giorno e notte era

quella di ammassare ricchezze e di procurarsi mezzi per

concedersi godimenti e piaceri. A parte questo, prima

d'aver gustato le acque vivificatrici della fede, era stato

così legato alle tradizioni dei suoi antenati e tanto

appassionatamente devoto all'osservanza dei loro usi e

delle loro leggi, che avrebbe preferito affrontare la morte

piuttosto che violare una lettera di quelle formalità

superstiziose e degli usi correnti fra la gente. Al punto che

la gente gridava: « In verità, abbiam trovato che i nostri

padri seguivano una religione e, in verità, dall'orme loro ci

lasciamo guidare »1.

Questa stessa gente, benché avvolta in tutti quei veli di

limitazione e ad onta delle restrizioni di tali pratiche,

appena ebbe bevuto il nettare immortale della fede dalla

coppa della certezza, offerta dalla mano della

Manifestazione del Gloriosissimo, fu così trasformata che

avrebbe rinunziato, per amor Suo, ai congiunti, alle

sostanze, alla vita, alle credenze, a tutto insomma meno

che a Dio! Era così prepotente la brama di Dio, tanto li

elevava il trasporto di estatica gioia, che il mondo e tutto

ciò che contiene svaniva nel nulla ai loro occhi. Non

hanno illustrato con l'esempio i misteri della « rinascita »

e del « ritorno »? Non è stato dimostrato che, prima che

fosse loro conferita la nuova e meravigliosa grazia di Dio,

cercavano in ogni modo di proteggere la propria vita dalla

distruzione? Una spina non li avrebbe spaventati e la vista

di una volpe non li avrebbe messi in fuga? Ma una volta

164

1 Corano XLIII, 22.

109

onorati del supremo riconoscimento di Dio e ottenuta la

Sua grazia munifica, avrebbero offerto spontaneamente

diecimila vite sulla Sua via! Anzi, la loro anima

benedetta, insofferente della prigione del corpo, agognava

la liberazione. Un solo guerriero di quella milizia avrebbe

affrontato e combattuto una moltitudine! Pure, se non

fosse stato per la trasformazione operata nella loro vita,

come avrebbero potuto esser capaci di compiere atti così

contrari alle abitudini degli uomini, così incompatibili coi

desiderî mondani?

È evidente che solo questa trasformazione mistica

avrebbe potuto far sì che tale spirito e questo

comportamento, completamente diversi dagli usi e dalle

abitudini precedenti, si manifestassero nel mondo

dell'esistenza. Poiché l'inquietudine si cambiò in pace, il

dubbio in certezza, la timidezza in coraggio. Questa è la

potenza dell'Elisir Divino che in un batter d'occhio

trasforma le anime degli uomini!

165

Considera, per esempio, la sostanza del rame. Se nelle

miniere gli fosse impedito di solidificarsi, nello spazio di

settant'anni diverrebbe oro. C'è chi sostiene, anzi, che il

rame è oro che, diventando solido, si trova in una condizione

morbosa e non ha quindi raggiunto il suo vero stato.

166

Sia come si vuole, il vero elisir farà sì che in un istante

la sostanza del rame raggiunga lo stato di oro superando i

settant'anni di trasformazione in un solo momento.

align=left>Potrebbe quest'oro chiamarsi rame? Si potrebbe sostenere

che non ha raggiunto lo stato di oro, quando la pietra di

paragone è a portata di mano per saggiarlo e distinguerlo

dal rame?

167

Così, per il potere dell'Elisir Divino, anche queste

anime traversano in un batter d'occhio il mondo della

168

110

polvere e s'inoltrano nel regno della santità e con un solo

passo oltrepassano la terra delle limitazioni e raggiungono

il dominio oltre lo Spazio. Fa' il possibile per ottenere

questo Elisir che, in un fuggevole respiro, porta

l'occidente dell'ignoranza all'oriente della sapienza,

illumina le tenebre della notte con lo splendore del

mattino, guida il viandante del deserto del dubbio alla

sorgente della Presenza Divina e alla Fonte della Certezza

e conferisce alle anime mortali l'onore d'essere ammesse

nel Ridván dell'immortalità. Se quest'oro dovesse esser

considerato rame, questa gente dovrebbe esser considerata

la stessa di prima che fosse toccata dalla fede.

O fratello, vedi come tutti i profondi misteri della « rinascita

» e della « resurrezione » siano stati svelati e

chiariti innanzi ai tuoi occhi con queste parole esaurienti,

inconte-stabili e conclusive. Voglia Dio che, con la Sua

misericor-dia e la Sua assistenza, tu possa spogliarti corpo

e anima del vecchio abito e indossare la nuova e

imperitura veste.

169

Perciò, in tutte le Dispensazioni successive, coloro che

precedono il resto dell'umanità nell'abbracciare la Fede di

align=left>Dio, che bevono le limpide acque della sapienza dalla

mano della Beltà divina e raggiungono le più eccelse vette

della fede e della certezza, possono essere considerati, per

il nome, la realtà, le azioni, le parole e il rango, il « ritorno

» di coloro che avevano conseguito gli stessi onori

in una Dispensazione precedente. Poiché qualsiasi cosa i

seguaci di una precedente Dispensazione avessero

manifestato, viene mostrato anche da quelli della

generazione successiva. Considera la rosa: fiorisca in

oriente o in occidente è pur sempre una rosa. Poiché ciò

che conta non è la forma esteriore e l'aspetto, ma il

profumo e la fragranza che emana.

170

111

Perciò purifica la vista da tutte le limitazioni terrene, per

poterli vedere tutti designati da un Nome solo,

align=left>rappresentanti di una sola Causa, manifestazioni di una

sola Entità e rivelatori di una sola Verità, e comprendere il

mistico « ritorno » delle Parole di Dio spiegato da questi

detti. Rifletti per un momento sul comportamento dei

seguaci della Dispensazione Muhammadica. Considera

come, grazie al soffio vivificatore di Muhammad, siano

stati purificati dalla bruttura delle vanità terrene, liberati

dai piaceri egoistici e distaccati da tutto fuorché da Lui. E

come abbiano preceduto tutti i popoli della terra nel

giungere alla Sua santa Presenza - la Presenza di Dio -

rinunziato al mondo e a tutto ciò che contiene, sacrificato

spontaneamente e lietamente la vita ai piedi della

Manifestazione del Gloriosissimo. E osserva ora il « ritorno

» della stessa determinazione, della medesima

costanza e rinuncia manifestate nei compagni del Punto

del Bayán1. Hai constatato come, per le meraviglie della

grazia del Signore dei Signori, questi compagni abbiano

issato gli stendardi della sublime rinuncia sulle

inaccessibili vette della gloria. Queste Luci sono scaturite

da una sola Sorgente e questi frutti sono frutti di un solo

Albero. Non puoi scorgere né differenze né diversità fra

loro. Tutto ciò viene dalla grazia di Dio! Egli concede la

Sua grazia a chi vuole. Piaccia a Dio che evitiamo la terra

della negazione e c'inoltriamo nell'oceano dell'accettazione,

così da poter scorgere, con occhio puro da

contraddizioni, i mondi dell'unità e della diversità, della

varietà e dell'unicità, della limitazione e del distacco e

spiccare il volo verso il più alto e intimo santuario del

significato profondo del Verbo di Dio.

171

Da quanto esposto diviene perciò chiaro ed evidente

172

1 Il Báb.

112

che se, alla « Fine che non ha fine », si manifesta e si leva

un'Anima a proclamare e sostenere una Causa che un'altra

Anima abbia proclamato e sostenuto al « Principio che

non ha principio », si può affermare che Colui Che è

l'Ultimo e Colui Che era il Primo - in quanto Esponenti di

una sola e unica Causa - sono veramente una sola Realtà.

Per questo il Punto del Bayán1 - la vita di tutti, tranne la

Sua, Gli sia sacrificata!- ha paragonato le Manifestazioni

di Dio al sole il quale, benché sorga dal « Principio che

non ha principio » sino alla « Fine che non ha fine »,

nondimeno è sempre lo stesso. Se tu ora dicessi che

questo è il primo sole, diresti il vero, e se dicessi che

questo è il « ritorno » di quello, diresti pure il vero. E da

quanto esposto appare evidente che il termine « ultimo »

può applicarsi al « primo », e il termine « primo » può

applicarsi all' « ultimo », perché entrambi il « primo » e l'

« ultimo », si sono levati a proclamare un'unica, identica

Fede.

Nonostante quest'argomento sia evidente agli occhi di

coloro che hanno bevuto il vino della sapienza e della certezza,

pure, quanti, incapaci di capirne il significato, hanno

lasciato che il termine « Suggello dei Profeti »2 oscurasse

la loro comprensione e li privasse della grazia di tutti

i Suoi molteplici doni! Non ha Muhammad dichiarato:

« Io sono tutti i Profeti »? Non ha detto, come già abbiamo

ricordato: « Sono Adamo, Noè, Mosè e Gesù »? Perché

Muhammad, Beltà immortale, Che ha detto: « Sono il

primo Adamo », non avrebbe potuto dire anche: « Sono

l'ultimo Adamo »? Dato che Si è considerato il « Primo

dei Profeti » - cioè Adamo - in egual modo anche l'espressione

« Suggello dei Profeti » può applicarsi a quella

divina Beltà. È senza dubbio ammissibile che, essendo il

« Primo dei Profeti », Egli ne sia anche il « Suggello ».

173

1 Il Báb.

align=left>2 Corano XXXIII, 40 ( n.d.e. ).

113

In questa Dispensazione, il mistero di questo

argomento è stato un'ardua prova per tutta l'umanità. Vedi

quanti, attaccandosi a queste parole, hanno negato fede a

align=left>Colui Che ne è il vero Rivelatore. Che cosa, Ci chiediamo,

si poteva presumere significassero i termini « primo »

e « ultimo », quando si riferiscono a Dio - sia gloria al

Suo Nome? Se sostengono che questi termini si riferiscono

a quest'universo materiale, com'è mai possibile, dato

che l'ordine visibile delle cose è ancora palesemente

esistente? No: in questo caso « primo » non significa

altro che « ultimo » e « ultimo » non altro che « primo ».

174

Come nel « Principio che non ha principio » il termine

« ultimo » si può veramente applicare a Colui Che è

l'Educatore del visibile e dell'invisibile, così anche i

termini « primo » e « ultimo » possono applicarsi alle Sue

Manifestazioni. Esse sono, allo stesso tempo, Esponenti

del « primo » e dell' « ultimo ». Assise sul seggio del

« primo » occupano il trono dell' « ultimo ». Un occhio

intuitivo scorgerebbe subito che gli esponenti del « primo

» e dell' « ultimo », del « palese » e del « celato », del

« principio » e del « suggello », non sono altri che questi

Esseri santi, queste Essenze del Distacco, queste Anime

divine. E se ti librassi nei regni di « Dio era solo e

null'altro v'era all’infuori di Lui », in quella Corte

troveresti tutti questi nomi del tutto inesistenti e

completamente dimenticati. Allora i tuoi occhi non

sarebbero più oscurati da questi veli, da questi termini e

da queste allusioni. Che stadio etereo e sublime è mai

questo, cui Gabriele non può giungere senza guida, né

l'Uccello Celeste arrivare senza aiuto!

175

E ora ingegnati di comprendere il significato di questo

detto di ‘Alí, il Comandante dei Fedeli: « Penetrare i veli

della gloria senza aiuto ». Fra questi « veli della gloria »

176

114

sono i teologi e i dottori del tempo della Manifestazione di

Dio che, per mancanza di discernimento e per amore e

brama di comando, non si sono sottomessi alla Causa di

Dio, anzi, si sono persino rifiutati di tendere l'orecchio

alla Melodia divina. « Essi si sono messi le dita nelle

orecchie »1. E la gente, ignorando completamente Dio e

prendendoli a maestri, si è posta ciecamente sotto

l'autorità di questi tronfi e ipocriti capi, non possedendo

personalmente né vista né udito, né cuore per distinguere

il vero dal falso.

Nonostante gli ammonimenti, divinamente ispirati, di

tutti i Profeti, i Santi e gli Eletti di Dio, che ingiungono

agli uomini di vedere coi proprî occhi e di udire con le

proprie orecchie, essi hanno sdegnosamente rifiutato i loro

consigli e seguito ciecamente i capi della loro Religione e

continueranno a seguirli. Se una persona povera e oscura,

priva dell'ornamento del sapere dei dotti, si rivolgesse loro

dicendo: « Seguite, o popolo, i Messaggeri di Dio »2,

molto sorpresi da questo invito, risponderebbero: « Come!

Vuoi dire che tutti questi teologi, questi esponenti del

sapere, con tutta la loro autorità, la loro pompa e il loro

fasto, hanno errato e non hanno saputo distinguere il vero

dal falso? Tu, e le persone come te, pretendete di aver

compreso ciò che essi non hanno capito? ». Se il numero e

la magnificenza delle vesti dovessero essere ritenuti

indice di sapienza e verità, la gente d'altri tempi dovrebbe

sicuramente essere considerata superiore e più degna di

quella d'oggigiorno che non l'ha mai superata per numero,

magnificenza e potenza.

177

È chiaro ed evidente che ogni qual volta furono rivelate le

Sante Manifestazioni, i teologi del tempo hanno impedito

alla gente di raggiungere la via della verità. Ne fanno fede

178

1 Corano II, 19.

2 Corano XXXVI, 20.

115

i passi delle sacre scritture e dei sacri libri. Non un Profeta

di Dio Si è manifestato Che non sia stato vittima dell'odio

implacabile, delle accuse, del ripudio e dell'esecrazione

del clero del Suo tempo. Guai a loro per le iniquità che le

loro mani hanno operato nel passato! Guai a loro per

quello che fanno adesso! Quali veli di gloria più fitti di

queste incarnazioni dell'errore! Per la giustizia di Dio!

Penetrare questi veli è la più potente di tutte le azioni;

strapparli, la più meritoria! O coorti dello Spirito! Possa

Iddio assistere noi e voi, affinché, al tempo della Sua

align=left>Manifestazione, siate benignamente aiutati a compiere

questi atti e a pervenire, nei Suoi giorni, alla Presenza di

Dio.

Inoltre fra i « veli di gloria » vi sono termini come

« Suggello dei Profeti » e simili, la cui eliminazione è

azione di grande merito agli occhi di queste miserabili

anime fallaci. A causa di questi detti misteriosi, di questi

fitti « veli di gloria », è stato impedito a tutti di

contemplare la luce della verità. Non hanno sentito la

melodia di quell'Uccello Celeste1 ripetere questo mistero:

« Mille Fatime ho sposato, tutte figlie di Muhammad,

Figlio di `Abdu'lláh, Suggello dei Profeti »? Quanti

misteri ancora insoluti nel Tabernacolo della Sapienza di

Dio e quante gemme di saggezza ancora celate nei Suoi

inviolabili forzieri! Se riflettessi in cuor tuo, ti renderesti

conto che la Sua opera non conosce né principio né fine. Il

dominio delle Sue leggi è troppo vasto per esser descritto

da lingua mortale o varcato da volo d'intelletto umano, e

la distribuzione della Sua provvidenza troppo misteriosa

per esser compresa da mente d'uomo. La Sua creazione

non ha mai avuto fine ed è sempre esistita dal « Principio

che non ha principio » e le Manifestazioni della Sua

Bellezza non hanno contemplato alcun principio e così

179

1 L’Imám ‘Alí.

116

continueranno fino alla « Fine che non ha fine ». Pondera

queste parole in cuor tuo e rifletti come si applichino a

tutte queste Anime sante.

Nello stesso modo, sforzati di comprendere il

significato della melodia dell'eterna bellezza di Husayn,

figlio di `Alí, che rivolgendosi a Salmán disse parole

come queste: « Fui con mille Adami; l'intervallo fra l'uno

e l'altro era di cinquantamila anni e a ciascuno di loro

annunziai il diritto di Successione conferito a mio padre ».

Poi narra certi dettagli finché dice: « Ho combattuto mille

battaglie sul sentiero di Dio, la più trascurabile e insignificante

delle quali fu come la battaglia di Khaybar, in cui

mio padre combatté e lottò contro gli infedeli ». Sfòrzati

di comprendere, da queste tradizioni, i misteri di

« fine », « ritorno » e « creazione senza principio o senza

fine ».

180

O mio diletto! Troppo sublime è la Melodia celestiale

perché orecchio umano possa udirla o mente d'uomo

afferrarne il mistero! Come può una misera formica

entrare nella corte del Gloriosissimo? Così anche le anime

deboli, per mancanza di comprensione, negano questi

enigmatici detti e dubitano della verità di queste

tradizioni. No, nessuno può capirle, eccetto coloro che

hanno cuore che comprende. Dì: Egli è quella Fine per la

quale non può immaginarsi fine in tutto l'universo né

concepirsi principio nel mondo della creazione. O

moltitudini della terra, mirate gli splendori della Fine

rivelate nelle Manifestazioni del Principio.

181

Strano! Questa gente con una mano si afferra ai

versetti del Corano e alle tradizioni della gente della

certezza che ha trovato conformi alle proprie tendenze e ai

proprî interessi e con l'altra respinge quelli contrari ai

propri piaceri egoistici. « Credete dunque in una

182

117

parte della Scrittura rinnegando l'altra? »1. Come potete

giudicare ciò che non comprendete? Così anche il Signore

dell'essere, nel Suo infallibile Libro, dopo aver parlato del

« Suggello » nel Suo eccelso detto: « Muhammad è

l'Apostolo di Dio e il Suggello dei Profeti »2, ha rivelato a

tutti la promessa di « pervenire alla Presenza divina »! Del

pervenire alla Presenza del Re immortale fanno fede i

versetti del Libro, alcuni dei quali abbiamo già citati.

L'unico vero Dio Mi è testimone! Nel Corano non è stato

rivelato nulla di più eccelso o esplicito del « pervenire alla

Presenza divina ». Benedetto colui che vi è pervenuto nel

momento in cui la maggior parte della gente, come potete

constatare, se ne è allontanata.

Eppure, a causa del mistero del primo versetto si sono

allontanati dalla grazia promessa dal secondo, ad onta del

fatto che il « pervenire alla Presenza divina » nel « Giorno

della Resurrezione » sia chiaramente affermato nel Libro.

È stato dimostrato e definitivamente stabilito con chiare

prove che per « Resurrezione » s'intende l'avvento della

Manifestazione di Dio per proclamare la Sua Causa e «

pervenire alla Presenza divina » significa giungere alla

presenza della Sua Beltà nella persona della Sua

Manifestazione. Perché, in verità, « Non L'afferrano gli

sguardi ed Egli tutti gli sguardi afferra »3. Nonostante tutti

questi fatti incontestabili e queste lucide affermazioni, la

gente si è stoltamente attenuta al termine « suggello »

privandosi, così, di riconoscere completamente Colui Che

è il Rivelatore tanto del Suggello quanto del Principio, nel

giorno della Sua presenza. « Se Dio castigasse gli uomini

per le loro perversità non avrebbe lasciato sulla terra

________________________

1 Corano II, 85.

2 Corano XXXIII, 40.

3 Corano VI, 103.

183

118

anima viva! Ma li rimanda a un termine fisso! »1. Ma, a

parte tutto questo, se la gente avesse bevuto una goccia

dei ruscelli cristallini che scorrono dalle parole « Dio fa

tutto ciò che vuole e ordina tutto ciò che Gli piace », non

avrebbe mosso contro il Centro Focale della Sua

Rivelazione tanti indegni cavilli. La Causa di Dio, tutti gli

atti e le parole, sono nella stretta del Suo potere. « Tutto

è imprigionato nel cavo della Sua Mano possente; ogni

cosa Gli è facile e possibile! ». Compie tutto ciò che vuole

e fa tutto ciò che Gli piace. « Bestemmia chiunque chiede

perché, per qual motivo! ». Se scuotessero il torpore della

negligenza e si rendessero conto di ciò che le loro mani

hanno operato, perirebbero certamente e si getterebbero

volontariamente nel fuoco, loro fine e vera dimora. Non

hanno udito ciò che ha rivelato: « Non Gli si chiede conto

delle Sue azioni »?2 Alla luce di queste parole come si può

osare di chiederGli conto e perdersi in futili discorsi?

Dio Misericordioso! Tanta è la stoltezza e la

perversità, che gli uomini si sono perduti dietro ai propri

pensieri e piaceri, volgendo le spalle alla sapienza e alla

volontà di Dio - santificato e glorificato sia il Suo nome!

184

Sii giusto: se questa gente accettasse la verità di queste

illuminate parole e di queste sante allusioni e riconoscesse

Dio come « Colui Che fa ciò che vuole », come potrebbe

continuare ad attaccarsi a queste patenti assurdità? Anzi,

con tutta l'anima accetterebbe qualsiasi cosa Egli dicesse e

si sottometterebbe. Giuro nel nome di Dio! Se non fosse

per le Leggi divine e per le imperscrutabili dispensazioni

della Provvidenza, la terra stessa li avrebbe

completamente distrutti tutti. « Egli, però, li rimanda a un

termine fisso di un giorno stabilito ».

185

______________________________

1 Corano XVI, 61 e XXXV, 45.

2 Corano XXI, 23.

119

Sono passati milleduecentottant'anni da quando è sorta

la Dispensazione Muhammadica e tutti i giorni all'alba

questa gente cieca e ignobile ha recitato il Corano e

ancora non è riuscita ad afferrare il senso di una lettera di

quel Libro! Leggono e rileggono i versetti che provano

chiaramente la realtà di questi santi argomenti e attestano

la verità delle Manifestazioni della Gloria eterna, senza

comprenderne ancora il senso. In tutto questo tempo non

si sono neppure persuasi che in tutte le età la lettura delle

scritture e dei libri sacri non ha altro scopo se non di

portare il lettore a comprenderne il significato e a svelarne

i più reconditi misteri. Altrimenti leggere senza

comprendere non è di alcun vantaggio duraturo all'uomo.

186

Un giorno un essere bisognoso venne a questa Anima,

assetato dell'oceano della Sua sapienza. Nel corso della

conversazione si parlò dei segni del Giorno del Giudizio,

della Resurrezione, della Rinascita e del Rendiconto. Ci

sollecitò a spiegare come, in questa meravigliosa

Dispensazione, le genti del mondo fossero state portate al

rendiconto senza che nessuno se ne fosse accorto. Allora

lo rendemmo edotto di certe verità della Scienza e della

Saggezza antiche, secondo la portata della sua capacità e

del suo intelletto. Poi gli chiedemmo: « Non hai letto il

Corano e non conosci questo verso benedetto: "E in quel

giorno non verrà richiesto del suo peccato né uomo né

spirito"? »1. Non ti rendi conto che interrogare non vuol

dire interrogare a voce o a parole, come il versetto indica

e prova? Poiché è detto: « I malvagi si riconosceranno pei

loro segni e saranno afferrati pel ciuffo dei capelli e pei

piedi »2.

187

size=1>

1 Corano LV, 39.

2 Corano LV, 41.

120

I popoli del mondo sono così giudicati dal volto. La

miscredenza, la fede o l'iniquità si manifestano tutti in

esso. È evidente che anche oggi quelli che sono nell'errore

si riconoscono e si distinguono dai seguaci della Guida

divina dal loro volto. Se questa gente riflettesse in cuor

suo sui versetti del Libro, unicamente per amor di Dio e

senz'altro desiderio che quello del Suo compiacimento,

troverebbe certamente tutto ciò che cerca. Nei suoi

versetti troverebbe rivelate e palesate tutte le cose, grandi

e piccole, che sono avvenute in questa Dispensazione. Vi

riconoscerebbe perfino le allusioni alla partenza delle

Manifestazioni dei nomi e degli attributi di Dio dal loro

paese natìo all'opposizione e all'arroganza sdegnosa del

governo e della gente, e al soggiornare e sostare della

Manifestazione Universale in un paese determinato e

particolarmente designato. Però nessuno può intenderlo

eccetto colui che possegga un cuore che comprende.

188

Suggelliamo il Nostro argomento con ciò che fu già

rivelato a Muhammad. Possa tale suggello spandere la

fragranza di quel muschio benedetto che conduce gli

uomini al Ridván d'imperituro splendore! Egli disse, e la

Sua parola è verità: « E Dio chiama alla Dimora della

Pace1 e guida chi vuole sul retto sentiero »2. « Per questi è

una Dimora di Pace presso il loro Signore, ed Egli sarà il

loro Patrono in compenso del bene ch'essi operavano »3.

Ciò Egli ha rivelato perché la Sua grazia pervada il

mondo. Lodato sia Dio, Signore di tutti gli esseri.

189

Abbiamo variamente e ripetutamente mostrato il

significato di ogni argomento, sì che ogni anima, grande o

190

1 Baghdad.

2 Corano X, 25.

3 Corano VI, 127.

121

piccola, ne prenda la propria parte secondo le possibilità e

le capacità. Se fosse incapace di comprendere un certo

argomento, potrebbe raggiungere lo scopo rivolgendosi a

un altro. « Che ogni tipo d'uomo sappia dove dissetarsi ».

In nome di Dio! Quest'Uccello Celeste che dimora

adesso nella polvere, può gorgheggiare, oltre a queste

melodie, miriadi di canti e oltre a questi detti, può svelare

innumerevoli misteri. Ogni nota dei suoi discorsi

inespressi è incommensurabilmente eccelsa al di sopra di

tutto ciò che è già stato rivelato e immensamente

glorificata al di là di ciò che è fluito da questa Penna.

Possa il futuro svelare l'ora in cui, secondo il decreto della

Volontà di Dio, le Spose dell'intimo significato usciranno,

senza velo, dalle loro mistiche magioni e si

manifesteranno nell'antico regno dell'esistenza. Nulla di

nulla è possibile senza il Suo permesso; nessun potere può

durare se non per il Suo potere; non v'è altro Dio che Lui.

Suo è il mondo della creazione e Sua è la Causa di Dio.

Tutto proclama la Sua Rivelazione e tutto spiega i misteri

del Suo Spirito.

191

Nelle pagine precedenti, abbiamo già assegnato a

ciascuno dei Luminari che sorgono dalle Sorgenti della

santità eterna due stadi. Uno di questi, quello dell'unità

essenziale, lo abbiamo già spiegato. « Non facciamo

differenza alcuna fra loro »1. L'altro è lo stadio di

distinzione e riguarda il mondo della creazione e delle sue

limitazioni. Da questo punto di vista ogni Manifestazione

di Dio ha una differente individualità, una Missione

definitivamente assegnata, una Rivelazione predestinata e

limitazioni particolarmente fissate. Ognuna di esse è

conosciuta con un nome differente, è caratterizzata da un

attributo speciale, compie una missione definita e le è

192

1 Corano II, 136.

122

affidata una particolare Rivelazione. Com'Egli disse: « Di

tali Messaggeri Divini alcuni li abbiam resi superiori ad

altri; fra essi c'è chi parlò con Dio, ed Egli ne ha elevati

alcuni di vari gradi. Così demmo a Gesù, figlio di Maria,

prove chiare e Lo confermammo con lo Spirito Santo »1.

A causa di questa differenza di stadio e missione le

parole e le affermazioni che scaturiscono da queste

Sorgenti di sapienza divina sembrano contraddirsi e

differire. Ma agli occhi di coloro che sono iniziati ai

misteri della saggezza divina, tutti i loro discorsi non

sono, in realtà, che espressione di un'unica Verità. La

maggior parte della gente, non essendo riuscita a valutare

gli stadi ai quali Ci siamo riferiti, è perplessa e inquieta di

fronte alle espressioni diverse pronunziate dalle

Manifestazioni, che sono, poi, essenzialmente le stesse.

193

È sempre stato chiaro che tutte le diversità di

espressione sono da attribuirsi alla differenza di stadio.

Così, osservandole dal punto di vista dell'unicità e del

distacco sublime, è stato ed è possibile applicare a tutte

quelle Essenze dell'esistenza gli attributi di Ente Supremo,

Divinità, Assoluta Singolarità e Intima Essenza, poiché

esse stanno tutte sul trono della Rivelazione divina e sono

assise sul seggio dell'Occultamento divino. Con la loro

comparsa vien manifestata la Rivelazione di Dio e dal

loro sembiante viene rivelata la Beltà di Dio. Ecco perché

da queste Manifestazioni dell'Essere divino si sono sentiti

pronunciare gli accenti di Dio.

194

Osservate alla luce del secondo stadio - stadio di

diversità, differenziazione, limitazioni temporali,

caratteristiche e regole - esse dimostrano assoluto

asservimento, completa abnegazione e totale rinunzia.

195

1 Corano II, 253.

123

Com'Egli ha detto: « Sono il servo di Dio. Non sono che

un uomo come voi »1.

Da queste incontrovertibili dimostrazioni, pienamente

suffragate, ingégnati di capire il significato dei quesiti che

hai posti in modo da divenir saldo nella Fede di Dio e da

non essere scoraggiato dalle contraddizioni nei detti dei

Suoi Profeti e dei Suoi Eletti.

196

Se una delle Manifestazioni universali di Dio

dichiarasse: « Sono Dio », direbbe esattamente la verità

senza dare adito a dubbi. Poiché è stato ripetutamente

dimostrato che con la loro Rivelazione, i loro attributi e

nomi, appaiono nel mondo la Rivelazione, il nome e gli

attributi di Dio. Così Egli ha rivelato: « E non eri Tu a

lanciar frecce, bensì Dio le lanciava »2. E inoltre dice: « In

verità, coloro che prestano giuramento di fedeltà a Te,

prestan giuramento di fedeltà a Dio »3. E se una di esse

proferisse questa dichiarazione: « Sono il Messaggero di

Dio », direbbe la verità senz'alcun dubbio. Com'Egli dice:

« Muhammad non è padre di nessuno fra i vostri uomini,

bensì è il Messaggero di Dio »4. Esaminate sotto questa

luce, non sono altro che Messaggeri di quel Re ideale, di

align=left>quell'essenza immutabile. E se tutte affermassero: « Sono

il suggello dei Profeti », affermerebbero il vero, senza la

minima ombra di dubbio. Poiché sono una sola persona,

una sola anima, un solo spirito, un solo essere, una sola

rivelazione. Sono tutte Manifestazioni del « Principio » e

align=left>197

1 Cfr. Corano XIX, 30 e XVIII, 110 ( n.d.e. ).

2 Corano VIII, 17.

3 size=2>Corano XLVIII, 10.

4 Corano XXXIII, 40.

124

della « Fine », del « Primo » e dell' « Ultimo », del

« Visibile » e del « Celato », di tutto ciò che concerne

Colui Che è l'intimo Spirito degli Spiriti e l'eterna Essenza

delle Essenze. E se dicessero: « Siamo servi di Dio »1,

anche questo è un fatto evidente e indiscutibile. Poiché si

sono manifestate nello stato della più perfetta servitù, una

servitù che nessuno potrà mai eguagliare. Così, allorché si

immersero profondamente negli oceani della santità antica

ed eterna, o quando si librarono verso le più eccelse vette

dei misteri divini, queste Essenze dell'essere

proclamarono che la loro parola è la Voce della divinità,

l'Appello di Dio. Se l'occhio del discernimento fosse

aperto, riconoscerebbe che proprio in questo stadio si

sono considerate completamente annullate e inesistenti al

cospetto di Colui Che tutto pervade, l'Incorruttibile.

Penso che si siano reputate assoluta nullità e abbiano

ritenuto blasfemo d'essere nominate in quella Corte.

Poiché entro quella Corte il minimo sussurro di sé è segno

di autosufficienza e di esistenza indipendente. Agli occhi

di coloro che sono pervenuti a quella Corte un'idea simile

è, di per sé, una grave trasgressione. Quanto più grave

sarebbe se dinanzi a quella Presenza fosse nominato altro,

se cuore, lingua, mente o anima d'uomo fossero occupati

d'altro che del Beneamato, se gli occhi mirassero altro

sembiante che la Sua beltà, gli orecchi fossero pronti ad

ascoltare altra melodia che la Sua voce e i piedi calcassero

altro sentiero che il Suo.

In questo giorno la brezza di Dio spira e il Suo Spirito

ha pervaso tutte le cose. Così travolgente è la Sua grazia

align=left>che la penna si arresta e la lingua si fa muta.

198

In virtù di questo stadio esse hanno rivendicato a sé la

Voce della Divinità e simili, mentre in virtù del Rango

_________________________

1 Cfr. Corano XIX, 30.

199

125

Messianico si sono dichiarate Messaggeri di Dio. In ogni

circostanza hanno pronunziato una parola conforme alle

necessità del momento e si sono attribuite tutte queste

dichiarazioni; dichiarazioni che dal regno della

Rivelazione divina giungono fino al regno della creazione

e dal dominio della Divinità arrivano fino al dominio

dell'esistenza terrena. Così, quale che sia la loro parola, si

riferisca ai regni della Divinità, della Sovranità, della

Missione Profetica, del Rango Messianico, del

Custodiato, dell'Apostolato o dell'Asservimento, è sempre

verace, senza ombra di dubbio. Perciò le considerazioni

da Noi citate a sostegno dei Nostri argomenti devono

essere attentamente valutate, perché i detti contraddittori

usati dalle Manifestazioni dell'Invisibile e dalle Fonti di

Santità cessino di turbare l'anima e di intricare la mente.

Si devono ponderare le parole pronunziate dai

Luminari della Verità e, se non se ne dovesse afferrare il

senso, si deve cercare lume presso i Custodi dei tesori

della Sapienza perché ne interpretino il significato e ne

svelino il mistero. Poiché a nessuno è concesso

d'interpretare le sante parole secondo la propria imperfetta

comprensione o, trovandole contrarie alle proprie

tendenze e ai propri desideri, respingerne e negarne la

verità. Poiché tale è oggi l'atteggiamento dei teologi e dei

dottori di quest'epoca che occupano i seggi della sapienza

e della dottrina e che hanno chiamato l'ignoranza sapienza

e l'oppressione giustizia. Se costoro interrogassero la Luce

della Verità circa le immagini che la loro fatua fantasia ha

plasmato e non trovassero la Sua risposta conforme al loro

concetto e alla loro comprensione del Libro, di certo

accuserebbero di mancanza di comprensione Colui Che è

la Miniera e la Sorgente Principale di tutta la sapienza.

Queste cose sono sempre accadute.

200

126

Per esempio, Muhammad, il Signore dell'esistenza,

quando fu interrogato riguardo ai noviluni, per comando

di Dio rispose: « ... sono periodi stabiliti a vantaggio

dell'uomo »1. Per questo, coloro che L'udirono,

L'accusarono d'ignoranza.

201

Egualmente nel versetto circa lo « Spirito » Egli dice:

« Ti chiederan dello Spirito. Rispondi: "Lo Spirito

procede dall'ordine del Mio Signore" »2. Non appena

Muhammad ebbe data la risposta, tutti protestarono a gran

voce dicendo: « Guardate! Un ignorante che non sa che

cosa sia lo Spirito, si proclama rivelatore della Sapienza

divina! ». E ora considera i teologi di oggi che, sentendosi

onorati del Suo nome e constatando che i loro padri

avevano riconosciuto la Sua Rivelazione, si sono

sottomessi ciecamente alla Sua verità. Osserva: se questa

gente ricevesse oggi simili risposte a domande siffatte, le

respingerebbe e le denunzierebbe senza esitazione, anzi,

avanzerebbe gli stessi cavilli di allora, come li hanno

avanzati oggi. Tutto ciò sebbene queste Essenze

dell'esistenza siano immensamente superiori a tali strane

idee e illimitatamente glorificate al di là di tutti questi

discorsi fatui e al disopra dell'intuizione di ogni cuore che

comprende. La loro così detta dottrina, paragonata a

quella Sapienza, è falsità assoluta e tutta la loro

comprensione clamoroso errore. No: qualsiasi cosa emani

da queste Miniere di Saggezza divina e da questi Tesori di

sapienza eterna è verità, null'altro che verità. Il detto: « La

sapienza non è che un punto che gli stolti hanno

moltiplicato » suffraga il Nostro argomento e la

tradizione: « La sapienza è una luce che Dio infonde nel

cuore di chiunque Egli voglia » conferma la Nostra tesi.

202

1 Corano II, 189.

2 Corano XVII, 85.

127

Non avendo compreso il significato di Sapienza e

avendo chiamato con questo nome idee forgiate dalla loro

immaginazione e create dalle personificazioni

dell'ignoranza, hanno inflitto alla Sorgente della Sapienza

ciò che hai udito e constatato.

203

Per esempio un tale1, che, molto rinomato per dottrina

e posizione, si considerava uno dei capi più autorevoli

della sua gente, aveva accusato e vilipeso nel suo libro

tutti i rappresentanti della vera dottrina. Ciò appariva

molto chiaramente da esplicite dichiarazioni e da allusioni

in tutto il libro. Avendo sentito spesso parlare di lui, Ci

proponemmo di leggere alcune delle Sue opere.

Quantunque non siamo mai stati propensi a consultare gli

scritti altrui, pure, interrogati da alcuni a suo riguardo,

sentimmo la necessità di prender visione dei suoi libri per

poter rispondere con cognizione di causa a chi Ci

interrogava. Ma le sue opere in arabo non erano reperibili,

finché un giorno qualcuno Ci informò che era possibile

trovare in città un dei suoi lavori, intitolato Irshádu'l-

`Avám2. Il titolo sapeva già di presunzione e vanagloria,

poiché egli si reputava uomo erudito e considerava

ignorante il resto dell'umanità. Il suo valore traspariva già

dal titolo che aveva scelto. Si capiva chiaramente che

l'autore, smarrito nel deserto dell'ignoranza e della

stoltezza, seguiva la via dell'egoismo e del desiderio.

Pensiamo avesse dimenticato la ben nota tradizione che

dice: « Sapienza è tutto lo scibile; potenza e forza, l'intera

creazione ». Cionondimeno, mandammo a prendere il

libro che tenemmo presso di Noi alcuni giorni. Lo

consultammo un paio di volte. La seconda volta, per caso,

Ci cadde sott'occhio la storia del « Mi`ráj »3 di

Muhammad di Cui si diceva: « Se non fosse stato per Te,

204

1 Hají Mirzá Karím Khán.

2 Guida degli ignoranti.

3 Ascesa.

128

non avrei creato il cielo ». Notammo che aveva enumerato

una ventina o più di scienze, la conoscenza delle quali

riteneva essenziale per la comprensione del mistero del

« Mi`ráj ». Deducemmo dalla sua argomentazione che chi

non fosse profondamente versato in tutte queste scienze

non avrebbe mai potuto arrivare a una corretta comprensione

di questo tema trascendente ed eccelso. Fra le scienze

specificate vi erano le astrazioni metafisiche, l'alchimia

e la magia naturale. Quest'uomo aveva considerato tali

dottrine, vane e superate, essenziali per la comprensione

dei sacri e perenni misteri della Sapienza divina.

Gran Dio! Questa è la portata del suo intelletto. Eppure,

considera quali cavilli e calunnie ha riversato su quelle

Personificazioni dell'infinita sapienza di Dio! Com'è

giusto e vero il detto: « Getti calunnie in faccia a Coloro

Che l'Unico vero Dio ha fatto Custodi dei Tesori del Suo

settimo cielo? ». Nessun cuore o mente che comprendano,

nessuno fra i saggi e i dotti ha preso nota di quelle assurde

affermazioni. Eppure, è chiaro ed evidente per ogni cuore

avveduto che questa così detta erudizione è ed è sempre

stata respinta da Colui Che è il vero unico Dio! Come può

la conoscenza di queste scienze, così spregevoli agli occhi

dei veri dotti, esser considerata essenziale per la

comprensione dei misteri del « Mi`ráj » quando il Signore

del « Mi`ráj » non Si preoccupò mai di una sola lettera di

queste limitate e oscure dottrine e mai Si contaminò il

cuore radioso con nessuna di queste fantastiche illusioni?

Com'Egli ha giustamente detto: « Tutte le opere umane

cavalcano sopra un asino zoppo, mentre la Verità,

cavalcando sul vento, si lancia attraverso lo spazio ». Per

la giustizia di Dio! Chiunque desideri sondare il mistero

di questo « Mi`ráj » e brami una goccia di quest'oceano,

se lo specchio del suo cuore è già appannato dalla polvere

di queste dottrine, dovrà forbirlo e purificarlo acciocché la

luce di questo mistero vi si possa riflettere.

205

129

In questo giorno coloro che sono immersi nell'oceano

dell'antica Saggezza e dimorano nell'arca della saggezza

divina vietano agli uomini simili vaneggiamenti. Grazie a

Dio, i loro petti illuminati sono immuni da ogni traccia di

questa erudizione e si sono innalzati al disopra di questi

fitti veli. Noi abbiamo distrutto, col fuoco dell'amore del

Beneamato, il più fitto di tutti i veli, quello cui allude il

detto: « Il più fitto di tutti i veli è il velo del sapere ».

Sulle sue ceneri abbiamo innalzato il tabernacolo della

sapienza divina. Sia lodato Iddio abbiamo bruciato i « veli

della gloria » col fuoco della beltà dell'Amatissimo.

Abbiamo scacciato dal cuore umano tutto, tranne Colui

Che è il Desiderio del mondo e ce ne gloriamo. Non ci

aggrappiamo ad altra sapienza che alla Sua Sapienza e

poniamo il cuore su null'altro che sulle glorie fulgenti

della Sua luce.

206

Restammo molto sorpresi nell'osservare che il suo solo

scopo era far capire alla gente che egli possedeva tutte

queste scienze. Eppure, lo giuro su Dio, non un alito

spirato dai prati della sapienza divina ha mai sfiorato la

sua anima, mai egli ha svelato un solo mistero dell'antica

saggezza. No: se gli fosse spiegato il significato di

sapienza, il cuore gli si riempirebbe d'angoscia e tutto il

suo essere sarebbe scosso fino alle midolla. Nonostante le

sue abiette e insensate dichiarazioni, osserva a quale

grado di assurdità sian giunte le sue pretese!

207

Dio misericordioso! Com'è grande il Nostro stupore

nel vedere come la gente gli si sia raccolta attorno e gli sia

fedele. Accontentandosi della polvere caduca, questa

gente s'è rivolta a lui, gettandosi alle spalle Colui Che è il

Signore dei Signori. Soddisfatti del gracchiare del corvo e

innamorati del volto della cornacchia, hanno rinunziato

alla melodia dell'usignolo e al fascino della rosa. Quali

indicibili errori ha rivelato l'attenta lettura di questo libro

208

130

pretenzioso! Sono troppo indegni perché la penna li

descriva e troppo infimi per accordar loro un momento

d'attenzione. Se però si trovasse una pietra di paragone,

essa distinguerebbe subito la verità dalla menzogna, la

luce dalle tenebre e il sole dall'ombra.

Fra le scienze che questo tale pretendeva di conoscere

vi era l'alchimia. Speriamo che un re o una persona

autorevole e potente lo inviti a tradurre questa scienza dal

regno della fantasia al dominio della realtà e dal piano

della mera presunzione a quello dei risultati effettivi.

Potesse questo incolto e umile Servo, Che non ha mai

preteso di conoscere queste cose, né le ha mai ritenute

norma di vera scienza, intraprendere lo stesso compito,

affinché si potesse conoscere così la verità e separarla

dalla menzogna. Ma a quale scopo? Tutto quel che questa

generazione Ci poté offrire furono le ferite dei suoi strali

e la sola coppa che porse alle Nostre labbra fu quella del

suo veleno. Sul collo portiamo ancora le cicatrici delle

catene e sul corpo abbiamo impressi i segni di una

crudeltà inesorabile.

209

Quanto alle cognizioni, all'ignoranza, alla

comprensione e alla fede di quest'uomo, vedi ciò che ha

rivelato il Libro che tutto contiene: « E allora l'albero

Zaqqúm1 sarà cibo dell'Athím »2. Poi seguono certi

versetti, finché dice: « Gustane tu, ch'eri possente, ch'eri

Karím! »3. Rifletti come sia stato chiaramente ed

esplicitamente descritto nell'incorruttibile Libro di Dio! Di

più, quest'uomo, simulando umiltà, si era chiamato nel

suo libro « servo athím »: « Athím » nel Libro di Dio,

potente fra il volgo, « Karím » di nome!

210

1 Albero infernale.

2 <<Peccatore o peccaminoso>>, Corano XLIV, 43-4.

3 <<Nobile, onorato>>, Corano XLIV, 49.

131

Medita sul versetto benedetto: « Non v'è nulla di umido

o di secco, che non sia registrato nel Libro Chiaro »1

affinché il suo significato resti impresso sulla tavola del

tuo cuore. E tuttavia una moltitudine di persone gli è fedele.

Hanno respinto il Mosè della sapienza e della giustizia

per seguire il Sámirí2 dell'ignoranza. Hanno distolto gli

occhi dall'Astro della verità che brilla nei cieli divini e

sempiterni, ignorandone completamente lo splendore.

211

Fratello mio! Solo una Miniera divina può produrre

gemme di sapienza divina; solo nel Giardino ideale si può

aspirare la fragranza del fiore mistico e i gigli dell'antica

saggezza non possono fiorire che nella città di un cuore

immacolato. « E la terra buona, vi crescono piante molte

col permesso di Dio, ma se è cattiva crescono rare » size=1>3.

212

Dato che si è chiaramente dimostrato che soltanto gli

iniziati ai misteri divini possono comprendere le melodie

cantate dall'Uccello del Cielo, incombe a tutti l'obbligo di

chieder lume sulle incertezze della Fede di Dio e sulle

oscure allusioni proferite dalle Fonti di Santità a coloro

che hanno il cuore illuminato, ai Tesori dei misteri divini.

Così saranno svelati questi misteri, non con l'aiuto di

dottrine acquisite, ma con la sola assistenza di Dio e con

le effusioni della Sua grazia. « ...e domandatene, se non lo

sapete, a quelli che hanno la custodia delle sacre Scritture

»4.

213

Ma, fratello mio, quando un vero ricercatore si accinga

a iniziare la ricerca sul sentiero che conduce alla sapienza

dell'antico dei Giorni, deve prima di tutto mondarsi e

purificarsi il cuore, che è la sede della rivelazione dei

214

1 Corano VI, 59.

2 Negromante contemporaneo di Mosè.

3 Corano VII, 58.

4 Corano XVI, 43.

132

profondi misteri di Dio, dalla polvere ottenebrante di tutta

la sapienza acquisita e dalle allusioni delle

personificazioni di fantasie sataniche. Deve nettarsi il

petto, santuario dell'eterno amore del Beneamato, da ogni

lordura, purificarsi l'anima da tutto ciò che appartenga

all'acqua e al fango e da ogni attaccamento basso ed

effimero. Deve tanto mondarsi il cuore che nessuna

traccia d'amore o di odio vi si attardi, perché l'amore non

lo conduca ciecamente in errore e l'odio non lo respinga

lungi dalla verità. Come anche tu puoi constatare,

oggigiorno la maggior parte delle persone a causa di

quest'amore e di quest'odio s'è privata del Volto

immortale, si è smarrita lontana dalle Personificazioni dei

misteri divini e, senza pastore, va raminga nel deserto

dell’oblio e dell'errore. Questo ricercatore deve sempre

confidare in Dio, rinunciare agli uomini della terra,

distaccarsi dal mondo della polvere e aggrapparsi a Colui

Che è il Signore dei Signori. Non deve mai esaltare se

stesso al di sopra degli altri, deve cancellare dalla tavola

del cuore ogni traccia d'orgoglio e vanagloria, armarsi di

pazienza e di rassegnazione, osservare il silenzio e astenersi

da discorsi fatui. Poiché la lingua è un fuoco che cova

e l'abuso di parole un veleno mortale. Il fuoco materiale

consuma il corpo, ma il fuoco della lingua divora tanto

il cuore quanto l'anima. La forza del primo è di breve

durata, mentre gli effetti dell'ultimo durano per secoli.

Quel ricercatore deve anche considerare la maldicenza

come una grave colpa e tenersene lontano, poiché essa

spegne la luce del cuore e distrugge la vita dell'anima.

Deve contentarsi di poco e affrancarsi da tutti i piaceri

sfrenati. Deve far tesoro della compagnia di coloro che

hanno rinunciato al mondo e considerare prezioso

beneficio lo sfuggire alla gente millantatrice e mondana.

All'alba d'ogni giorno deve comunicare con Dio e

perseverare con tutta l'anima nella ricerca del Beneamato.

215

133

align=left>Deve distruggere ogni pensiero perverso con la fiamma

dell'amorosa menzione di Lui e, con la rapidità della

folgore, oltrepassare tutto ciò che non sia Lui. Deve

soccorrere i miseri e mai distogliere le sue cure dai

derelitti. Dev'essere gentile con gli animali e tanto più coi

suoi simili dotati del potere della parola. Non deve esitare

ad offrire la vita per il Beneamato, né lasciare che le

critiche degli uomini lo distolgano dalla Verità. Non deve

desiderare per gli altri quello che non desidera per sé, né

promettere ciò che non può mantenere. Il ricercatore deve

align=left>evitare con tutto il cuore la compagnia dei malvagi e

pregare per la remissione dei loro peccati. Deve perdonare

il peccatore e mai disprezzarne l'infimo stato poiché

nessuno sa quale sarà la propria fine. Quante volte nell'ora

della morte un peccatore ha raggiunto l'essenza della fede

e, bevendone il nettare immortale, ha spiccato il volo

verso le Coorti celesti. E quante volte un credente devoto,

al momento dell'ascesa dell'anima, è talmente cambiato da

cadere nel fuoco dell'abisso. Il Nostro scopo nel rivelare

queste parole ponderose e convincenti è quello di

persuadere il ricercatore a considerare transitorio tutto ciò

che non è Dio e a ritenere tutto, fuorché Colui Che è

l'Oggetto di tutta l'adorazione, nullità assoluta.

Queste sono le qualità degli eccelsi, il contrassegno di

coloro che vivono nello spirito e sono state già citate a

proposito dei requisiti dei viandanti che calcano la Via

della Sapienza Positiva. Qualora il viandante distaccato e

il ricercatore sincero abbia adempiuto queste condizioni

essenziali, allora e soltanto allora lo si potrà chiamare

vero ricercatore. Chi risponde ai requisiti espressi nel

versetto « Ma quelli che lotteranno zelanti per Noi »1,

godrà della benedizione conferita dalle parole « li

guideremo per le Nostre vie »2.

216

1 Corano XXIX, 69.

2 Ibidem.

134

Soltanto quando la lampada della ricerca, dello sforzo

intenso, del desiderio ardente, della devozione

appassionata, dell'amore fervido, del rapimento e

dell'estasi sia accesa nel cuore del ricercatore e la brezza

della Sua amorosa premura gli si riversi sull'anima, le

tenebre dell'errore si disperderanno, le nebbie dei dubbi e

delle incertezze si dissiperanno e le luci della sapienza e

della certezza avvolgeranno il suo essere. In quell'ora il

mistico Araldo, portando la gioiosa novella dello Spirito,

brillerà dalla Città di Dio, luminoso come il mattino e con

lo squillo della tromba del Sapere risveglierà il cuore,

l'anima e lo spirito dall'assopimento della negligenza.

Allora i molteplici favori e l'effusione della grazia del

santo ed eterno Spirito conferiranno al ricercatore una

vita talmente nuova, che egli si troverà dotato di un

nuovo occhio, d'un nuovo orecchio, d'un nuovo cuore e di

una nuova mente. Contemplerà i segni palesi dell'universo

e penetrerà gli occulti misteri dell'anima. Osservando con

l'occhio di Dio scorgerà in ogni atomo una porta che

conduce agli stadi dell'assoluta certezza. In ogni cosa

scorgerà i misteri della Rivelazione divina e i segni di una

manifestazione eterna.

217

Giuro nel nome di Dio! Se chi calca il sentiero della

guida si sforza di scalare le vette della rettitudine

raggiungesse questo stadio glorioso e supremo,

aspirerebbe la fragranza di Dio da una distanza di mille

leghe e scorgerebbe il mattino splendente della Guida

divina sorgere sull'alba di tutte le cose. Qualsiasi cosa,

benché minima, sarebbe per lui una rivelazione che lo

condurrebbe al Beneamato, Oggetto della sua ricerca.

L'intuizione di questo ricercatore sarà così grande che

distinguerà la verità dalla menzogna come il sole

dall'ombra. Se la soave fragranza di Dio esalasse dai più

remoti angoli dell'oriente, sicuramente la riconoscerebbe e

l'aspirerebbe, anche se si trovasse agli estremi confini

218

135

dell'occidente. E distinguerà chiaramente tutti i segni di

Dio - le Sue meravigliose parole, le grandi opere, le

possenti azioni - dall'agire, dalle parole e dalle maniere

degli uomini, come il gioielliere distingue la gemma dalla

pietra o l'uomo distingue la primavera dall'autunno e il

calore dal gelo. Quando il canale dell'anima umana sia

purificato da ogni ostacolo di attaccamenti terreni, sentirà

infallibilmente l'alito del Beneamato da smisurate distanze

e, guidata dal suo profumo, raggiungerà la Città della

Certezza e vi entrerà. Qui discernerà le meraviglie della

Sua antica saggezza e dal fruscìo delle foglie dell'Albero

che vi fiorisce percepirà tutti gli insegnamenti celati. Con

le orecchie interiori ed esteriori udrà gl'inni di gloria e le

lodi ascendere dalla polvere al Signore dei Signori e con

l'occhio interiore scoprirà i misteri del « ritorno » e della

« rinascita ». Quale indicibile gloria nei segni, negl'indizi,

nelle rivelazioni e negli splendori che il Re dei nomi e

degli attributi ha destinato a quella Città! Il pervenirvi

disseta senz'acqua e senza fuoco attizza l'amore di Dio. In

essa ogni filo d'erba racchiude i misteri d'una saggezza

imperscrutabile e sopra ogni roseto miriadi di usignoli, in

estasi benedetta, innalzano le loro melodie. I suoi tulipani

meravigliosi svelano il mistero del Fuoco imperituro del

align=left>Roveto Ardente e i suoi soavi aromi di santità spandono il

profumo dello Spirito Messianico. Senz'oro concede

dovizia e conferisce immortalità senza morte. In ogni sua

foglia sono racchiuse delizie ineffabili e in ogni recesso

sono celati infiniti misteri.

Coloro che valorosamente si adoperano a ricercare la

volontà di Dio, una volta che abbiano rinunziato a tutto

fuorché a Lui, saranno così attaccati e legati a quella Città

che il separarsene, anche momentaneamente, sarebbe per

loro inconcepibile. Tenderanno l'orecchio alle prove

infallibili del Giacinto di quell'assemblea e riceveranno le

più sicure testimonianze dalla beltà della sua Rosa e dalla

219

136

melodia del suo Usignolo. Ogni mille anni circa questa

Città sarà rinnovata e riadornata.

Perciò, o amico mio, dobbiamo compiere il massimo

sforzo per giungere a quella città e, con la grazia e

l'amorosa assistenza di Dio, strappare i « veli di gloria » e

così sacrificare con indefettibile fermezza le nostre anime

languenti sulla via del Nuovo Beneamato. Con le lacrime

agli occhi dobbiamo ferventemente e incessantemente

implorarLo di accordarci il favore di quella grazia. Quella

Città non è altro che il Verbo di Dio rivelato in ogni

epoca e Dispensazione. Al tempo di Mosè fu il

Pentatèuco; al tempo di Gesù il Vangelo; al tempo di

Muhammad, il Messaggero di Dio, il Corano; ai giorni

nostri è il Bayán e nella dispensazione di Colui Che Dio

manifesterà, il Suo Libro, il Libro cui tutti i libri delle

Dispensazioni precedenti si riferiscono, il Libro più trascendente

ed eccelso di tutti. Queste Città sono munificamente

provviste di cibo spirituale e vi sono preordinate

delizie incorruttibili. Il cibo che offrono è il pane celeste e

lo Spirito che impartiscono è l'imperitura benedizione di

Dio. Alle anime distaccate accordano il dono dell'Unità,

arricchiscono il derelitto e a coloro che errano nel deserto

dell'ignoranza offrono la coppa della sapienza. Tutta la

guida, le benedizioni, la dottrina, la comprensione, la fede

e la certezza conferite a tutto ciò che è in cielo e in terra

sono celate e custodite in queste Città.

220

Per esempio, il Corano pei seguaci di Muhammad era

una fortezza inespugnabile. Al Suo tempo, chiunque

v'entrasse, era al riparo dagli assalti diabolici, dalle saette

minacciose, dai dubbi che divorano l'anima e dalle empie

insinuazioni del nemico. Gli era pure concessa una parte

dei buoni, eterni frutti, frutti della saggezza dell'Albero

divino. Gli si davano da bere le acque incorruttibili del

fiume della sapienza e gli si faceva gustare il vino dei

221

137

misteri dell'Unità divina.

Tutto ciò che era necessario alla gente a proposito

della Rivelazione e delle Leggi di Muhammad si trovava

rivelato e palesato in quel Ridván di gloria risplendente.

Quel Libro costituisce una testimonianza duratura per il

suo popolo dopo Muhammad, poiché i suoi decreti sono

indiscutibili e le sue promesse sicure. A tutti è stato

ordinato di seguirNe i precetti fino « all'anno sessanta »1,

anno dell'avvento della meravigliosa Manifestazione di

Dio. Quello è il Libro che infallibilmente conduce il

ricercatore al Ridván della Presenza divina e fa sì che chi

ha abbandonato il proprio paese e s'avanza sulla via della

ricerca entri nel tabernacolo dell'eterno ricongiungimento.

La sua guida non può mai fallire, nessun'altra

testimonianza può superare la sua. Tutte le altre tradizioni,

gli altri libri e gli altri testi sono privi di tale prerogativa,

align=left>perché tanto le tradizioni quanto coloro che le hanno

enunciate sono confermati e dimostrati unicamente dal

suo testo. Inoltre, le tradizioni differiscono molto fra loro

e molteplici sono le loro astrusità.

222

Avvicinandosi la fine della Sua missione, Muhammad

pronunziò queste parole: « Invero lascio fra voi le mie due

ponderose testimonianze: Il Libro di Dio e la Mia Famiglia

». Sebbene avesse rivelato molte tradizioni, pure

quella Sorgente di Missione Profetica e Miniera di Guida

divina ricordò soltanto il Libro, scegliendolo così come il

più potente strumento e la più sicura testimonianza per i

ricercatori, guida per gli uomini fino al Giorno della

Resurrezione.

223

Considera attentamente, con occhio imparziale, cuore

puro e spirito santificato, ciò che Dio ha fissato quale

224

1 Cioè il 1260 dell’Egira, l’anno della Dichiarazione del Báb.

138

testimonianza di retta guida per la Sua gente nel Suo

Libro, la cui autenticità è riconosciuta tanto dai potenti

quanto dagli umili. A questa testimonianza noi due, come

tutti i popoli del mondo, dobbiamo attenerci, perché

dalla sua luce possiamo conoscere e distinguere la verità

dalla menzogna e la retta guida dall'errore. Dato che

Muhammad ha limitate le Sue testimonianze al Suo Libro

e alla Sua Famiglia, e poiché quest'ultima si è estinta, Sua

unica testimonianza fra la gente rimane solo il Libro.

Al principio del Suo Libro Egli dice: « Alif. Lám.

Mím1. Questo è il Libro scevro di dubbi dato come guida

per i timorati di Dio »2. Nelle lettere isolate del Corano

sono racchiusi i misteri dell'Essenza divina e nelle loro

conchiglie son custodite le perle della Sua Unità. Per

mancanza di spazio non Ci soffermiamo, adesso, su

questo tema. Estrinsecamente significano Muhammad, cui

Dio Si rivolge dicendo: « O Muhammad, non vi sono né

dubbi né incertezze riguardo a questo Libro che è stato

inviato dal cielo dell'Unità divina. In esso vi è la guida per

coloro che temono Dio ». Considera com'Egli abbia

fissato e decretato che proprio questo Libro, il Corano, sia

guida per tutti coloro che sono in cielo e in terra. Egli,

Essere divino, inconoscibile Essenza, ha dichiarato che

esso è, al di là di ogni dubbio e incertezza, guida per tutta

l'umanità fino al Giorno della Resurrezione. E ora,

chiediamo, è giusto che questa gente consideri con dubbio

e incertezza questa ponderosa Testimonianza la cui

origine divina Dio ha proclamato certificando che è

personificazione della verità? È giusto che si allontani da

ciò ch'Egli ha scelto a supremo Strumento di guida per

giungere alle più alte vette della Sapienza e che cerchi

altro? Come possono permettere che gli assurdi e stolti

discorsi degli uomini spargano nelle menti i semi della

225

1 Vedi glossario.

2 Corano II, 1-2.

139

sfiducia? Come possono ancora futilmente sostenere che

una certa persona ha parlato in una maniera o in un'altra o

che una certa cosa non è accaduta? Se oltre al Libro di

Dio si fosse potuto concepire uno strumento più potente e

una guida più sicura per l'umanità, non lo avrebbe rivelato

in quel versetto?

Non dobbiamo allontanarci dall'inoppugnabile

align=left>ingiunzione e dal decreto fissato da Dio e rivelato nel

versetto citato. Dobbiamo accettare le sacre e

meravigliose Scritture, perché, non facendolo, non

riconosciamo la verità di questo verso benedetto. Poiché è

evidente che chi non ha accettato la verità del Corano, non

ha, in verità, accettato la verità delle Scritture precedenti.

Questa è la spiegazione manifesta del versetto. Se ne

esponessimo i significati intrinseci e ne spiegassimo i

misteri reconditi non basterebbe l'eternità a esaurire la

materia né l'universo a udirli. Dio è testimone della verità

del Nostro dire.

226

In un altro passo, in modo simile Egli dice: « E se

avete dei dubbi su ciò che abbiamo rivelato al Nostro

Servo, producete una Sura simile a quelle e chiamate i

vostri testimoni altri che Dio, se siete sinceri! »1 Vedi

com'è elevato lo stadio e com'è grande la virtù di questi

versetti che Egli ha dichiarato essere Sua più sicura

align=left>testimonianza, Sua prova infallibile, evidenza del Suo

potere dominatore e rivelazione della forza del Suo

volere. Egli, il Re divino, ha proclamato che i versetti del

Suo Libro hanno supremazia indiscussa su tutte le cose

che testimoniano la Sua verità. Poiché, confrontati a tutte

le altre prove e a tutti i segni, i versetti divinamente

rivelati splendono come il sole, mentre tutti gli altri sono

come stelle. Per i popoli della terra sono testimonianza

227

1 Corano II, 23.

140

duratura, prova incontrovertibile, luce splendente del Re

ideale. La loro eccellenza è impareggiabile e insuperabile

la loro virtù. Sono forzieri di perle divine, tesori di divini

misteri. Sono il Legame indissolubile, la Corda salda, lo

`Urvatu'l-Vuthqá, la Luce inestinguibile. Attraverso essi

scorre il fiume della sapienza di Dio e brilla il fuoco della

Sua antica e consumata saggezza. Questo è il fuoco che in

un solo attimo accende la fiamma d'amore nel petto del

fedele e porta il gelo dell'indifferenza nel cuore del

nemico.

O amico! Non dobbiamo derogare dai comandamenti

di Dio, ma adattarci e sottometterci a ciò ch'Egli ha

ingiunto come Sua divina testimonianza. Questo versetto

è troppo importante e pregno di significato perché

quest'anima tanto provata lo dimostri e lo commenti. Dio

dice il vero e indica il cammino. Egli, in verità, è supremo

su tutta la Sua gente; è il Potente, il Benefico.

228

Egli dice anche: « E questi sono i versetti di Dio che

Noi Ti recitiamo secondo verità. E in quale rivelazione

crederanno, se rifiutano Dio e i Suoi versetti? »1. Se

afferrerai i significato di questo versetto riconoscerai la

verità che non è mai stata rivelata manifestazione più

grande dei Profeti di Dio e che sulla terra non è apparsa

nessuna testimonianza più potente dei versetti da loro

rivelati. No, questa testimonianza non può esser superata

da nessun'altra, a meno che non lo voglia il Signore Dio

tuo.

229

In un altro passo dice: « Guai al peccatore mendace!

Egli ode i versetti di Dio che gli sono recitati, poi

pervicace persiste come se nulla avesse udito.

align=left>Annunciagli castigo cocente! »
2. Le implicazioni di questo

230

1 Corano XLV, 6.

2 Corano XLV, 7-8.

141

solo versetto sarebbero sufficienti per tutto ciò che è in

cielo e in terra, se la gente riflettesse sui versetti del

Signore. Ma senti come oggigiorno la gente ignori con

disprezzo i versetti divinamente rivelati come se fossero le

cose più meschine. Eppure nulla di più grande è mai

apparso e mai si paleserà nel mondo! Dì loro: « O

infingardi! Ripetete ciò che nel passato hanno detto i

vostri padri. I frutti ch'essi hanno raccolto dall'albero

dell'incredulità, voi pure raccoglierete. Ben presto vi

riunirete ai vostri padri e con loro dimorerete nel fuoco

infernale. Brutta dimora! La dimora dei tiranni ».

In un altro passo ancora dice: « E quando abbia

qualche cognizione dei Nostri versetti li prende a gabbo.

Ignominioso castigo avranno costoro! »1. La gente

osservava con scherno: « Compi un altro miracolo e dacci

un altro segno! ». Uno diceva: « Facci dunque cadere

addosso un pezzo di cielo... »2 e un altro: « Se questa è

proprio verità che viene da Te, fa piovere su di noi una

pioggia di pietre dal cielo »3. Come al tempo di Mosè il

popolo d'Israele barattò il pane celeste con le sordide cose

della terra, così anche questa gente ha cercato di

scambiare i versetti divinamente rivelati con desideri

immondi, abietti e fatui. Nello stesso modo vedi che

oggigiorno, sebbene il cibo spirituale sia disceso dal cielo

della misericordia divina e sia piovuto dalle nubi della

Sua premura amorosa, e benché i mari della vita, al

comando del Signore dell'universo, fluttuino nel Ridván

del cuore, pure queste genti, voraci come cani, si sono

raccolte attorno alla carogna, paghe delle acque stagnanti

di un lago salmastro. Dio Misericordioso! Che strano

contegno ha questa gente! Reclama una guida, benché i

231

1 Corano XLV, 9.

2 Corano XXVI, 187.

3 Corano VIII, 32.

142

vessilli di Colui Che tutto guida siano già issati. Si

aggrappa agli oscuri grovigli del sapere, quando Colui

Che è Oggetto d'ogni sapere brilla come il sole. Vede il

sole coi propri occhi, eppure chiede a questo Astro

splendente la prova della luce. Si vede cadere addosso le

piogge primaverili, e ancora cerca una prova di questa

munificenza. Prova del sole è la luce che splende e tutto

avviluppa. Evidenza della pioggia è il dono benefico che

rinnova la terra e la riveste d'un manto di vita. Sì, il cieco

non può percepire del sole altro che il calore, e il suolo

infecondo non ha alcun beneficio dalle piogge

misericordiose. « Non ti meravigliare se del Corano, il

miscredente, non capisce altro che la forma delle lettere;

del sole, il cieco non conosce che il calore ».

In un altro passo dice: « E quando si recitano loro i

Nostri versetti chiarissimi il loro argomentare non è altro

che questo: "Riportateci vivi allora i padri nostri, se siete

sinceri" »1. Guarda quali stolte prove cercano da queste

Personificazioni di misericordia infinita! Si son fatti beffe

dei versetti, una sola lettera dei quali è più grande della

creazione dei cieli e della terra e ridesta i morti della valle

dell'egoismo e del piacere con lo spirito della fede; e hanno

strepitato: « Fa' che i nostri padri escan dai sepolcri ».

Tale è stata la perversità e l'orgoglio di quella gente.

Ciascuno di questi versetti è infallibile testimonianza e

prova gloriosa della Sua verità per tutti i popoli del

mondo. Ciascuno di essi, in verità, è sufficiente per tutta

l'umanità, se meditassi sui versetti di Dio. Nello stesso

summenzionato versetto sono nascoste perle di misteri.

Qualunque sia il male, il rimedio che offre non può fallire.

232

Non ascoltare le obiezioni di coloro che sostengono

233

1 Corano XLV, 25.

143

size=3>

che il Libro e i suoi versetti non possono esser una prova

per il volgo, poiché non ne afferrano il significato e non

ne apprezzano il valore. Eppure, l'infallibile testimonianza

di Dio per l'oriente e per l'occidente, non è altro che il

Corano. Se fosse al disopra della comprensione umana

come sarebbe stato dichiarato testimonianza universale

per tutti? Se la loro obiezione fosse giusta, allora niente

sarebbe richiesto loro, né sarebbe loro necessario

conoscere Dio, perché la conoscenza dell'Essere divino

trascende la conoscenza del Suo Libro e il volgo non

align=left>avrebbe la capacità di comprenderlo.

Tale obiezione è del tutto fallace e inammissibile. Si

basa soltanto sull'arroganza e sull'orgoglio. Il suo scopo è

quello di distogliere la gente dal Ridván del

compiacimento divino e di imporle le redini della loro

autorità. Eppure, agli occhi di Dio questo volgo è

infinitamente superiore e migliore dei suoi capi religiosi

che si sono allontanati dall'unico vero Dio. Il comprendere

le Sue parole e l'intendere i detti degli Uccelli Celesti non

dipende affatto dall'erudizione umana. Dipende soltanto

dall'avere cuore puro, anima casta e spirito libero. Lo

dimostrano coloro che oggi, pur non conoscendo una sola

lettera del sapere comune, occupano le più alte cattedre

della sapienza, il giardino dei cui cuori è adornato, grazie

alle piogge della misericordia divina, dalle rose della

saggezza e dai tulipani della comprensione. Beati i sinceri

di cuore, perché partecipano alla luce di un Giorno così

possente.

234

Ed Egli dice ancora: « E coloro che rifiutano i versetti

di Dio e repugnano all'incontrarLo, dispereranno della

Mia misericordia, e avranno castigo cocente »1. E anche:

« E dicevano: "Dovremo allora abbandonare gli iddii

235

1 Corano XXIX, 23.

144

nostri per un poeta pazzo?" »1. Il senso di questo versetto

è palese. Guarda che cosa dedussero dopo la rivelazione

dei versetti. Lo chiamarono poeta, derisero i versetti di

Dio ed esclamarono: « Queste Sue parole non sono altro

che antiche fole ». Con ciò volevano dire che Muhammad

aveva raccolto e chiamato parola di Dio ciò che era stato

detto dai popoli antichi.

Anche oggi hai sentito la gente formulare accuse simili

contro questa Rivelazione e dire: « Ha messo insieme

queste parole da quelle d'altri tempi » oppure « queste

parole sono false ». Vani e boriosi sono i loro detti;

spregevoli il loro stato e il loro grado!

236

Dopo le negazioni e le accuse che pronunziarono e che

Noi abbiamo riferito, protestarono dicendo: « Secondo le

nostre Scritture, dopo Mosè e Gesù non deve manifestarsi

nessun Profeta indipendente, per abolire la Legge della

Rivelazione divina; anzi, colui che si manifesterà dovrà

confermarla ». Al che fu rivelato questo versetto che

indica tutti i temi divini e afferma la verità che il fluire

della grazia del Misericordiosissimo non si arresterà mai:

« Eppure già venne a voi Giuseppe con prove chiarissime

e continuaste a dubitare di quel ch'ei vi portava finché,

morto lui, diceste: "Iddio non manderà più, dopo di lui,

alcun Messaggero" e così travia Iddio il prevaricatore, il

dubbioso »2. Renditi conto dunque da questo versetto e

sappi con certezza che in tutte le epoche la gente,

attenendosi a un versetto del libro, ha pronunziato questi

discorsi vani e assurdi, obiettando che nessun Profeta si

sarebbe più manifestato nel mondo. Come i teologi

237

1 Corano XXXVII, 36.

2 Corano XL, 34.

145

cristiani che, attenendosi strettamente al già citato versetto

del Vangelo, hanno cercato di spiegare che la legge del

Vangelo non sarà mai abrogata e che non si manifesterà

più alcun Profeta indipendente che non confermi la legge

del Vangelo. La maggior parte della gente è rimasta

vittima della stessa malattia spirituale.

Come hai potuto constatare anche tu, la gente del

Corano, come gli antichi, si è fatta offuscare la vista dalle

parole « Suggello dei Profeti ». Eppure accettano questo

versetto: « la vera interpretazione non la conosce che Dio

e coloro che sono bene addentro nella sapienza »1. E

quando Colui Che è bene addentro in tutta la sapienza,

Colui Che ne è Madre, Anima, Segreto ed Essenza rivela

ciò che è pur lievemente in contrasto col loro desiderio,

Lo combattono accanitamente e vergognosamente Lo

rinnegano. Li hai già sentiti e visti. Questi atti e queste

parole sono stati istigati unicamente dai capi della

religione, da coloro che non adorano Dio ma unicamente

il proprio desiderio, che non son fedeli ad altro che all'oro,

che sono avvolti nei veli più densi dell'erudizione e che,

irretiti dalle sue oscurità, si perdono nei deserti dell'errore.

Come ha esplicitamente dichiarato il Signore

dell'esistenza: « Che ne pensi tu? Forse che colui che s'è

preso come dio la propria passione, colui che Iddio

scientemente ha traviato, colui le cui orecchie e il cui

cuore Iddio ha suggellato, colui sui cui occhi Iddio ha

steso un velo, chi lo potrà guidare, se Dio non lo guida?

Non riflettete dunque? »2.

238

Quantunque il significato apparente di « Colui che Iddio

scientemente ha traviato » sia quello rivelato, per Noi

239

1 Corano III, 7.

2 Corano XLV, 23.

146

significa quei teologi del tempo che si sono allontanati

dalla Beltà di Dio e che, attenendosi alla propria dottrina

modellata a capriccio e a piacere, hanno accusato il divino

Messaggio di Dio e la Sua Rivelazione. « Dì: "È questo

un annuncio supremo e voi ve ne scostate sdegnosi" »1. E

inoltre afferma: « E quando vengon loro recitati i nostri

versetti chiarissimi dicono: "Costui non è che un uomo

che vuol distogliervi dalla religione dei padri vostri", e

dicono: "Non è altro che menzogna questa, menzogna

inventata!" »2.

Porgi orecchio alla santa voce di Dio e ascolta la Sua

align=left>soave melodia immortale. Vedi com'Egli abbia

solennemente ammonito coloro che hanno rinnegato i

versetti di Dio e sconfessato i negatori delle Sue sante

parole. Considera come la gente si sia smarrita, lontana

dal Kawthar della Presenza divina e come sia stata penosa

la miscredenza e l'arroganza dei derelitti dello spirito di

fronte a quella sacra Beltà. Benché quell'Essenza

d'amorosa bontà e generosità introducesse quegli esseri

effimeri nel regno dell'immortalità e guidasse quelle

anime derelitte al sacro fiume della dovizia, pure, alcuni

Lo tacciarono di « calunniatore di Dio, Signore di tutte le

creature », altri Lo accusarono d'essere « colui che

distoglie la gente dal sentiero della fede e della vera

religione » e altri ancora di esser « un pazzo » e così via.

240

In egual modo vedi con quali indegne accuse abbiano

oggi aggredito quella Gemma Immortale e quali indicibili

colpe abbiano gettate su Colui Che è la Sorgente della

Purezza. Benché nel Suo Libro e nella Sua Tavola santa e

immortale Dio abbia ammonito coloro che negano e

ripudiano i versetti rivelati e annunziata la Sua

241

1 Corano XXXVIII, 67-8.

2 Corano XXXIV, 43.

147

misericordia a coloro che li accettano, pure, guarda quanti

cavilli sollevano contro quei versetti che sono discesi dal

nuovo cielo dell'eterna santità di Dio! Ciò, nonostante che

nessun occhio abbia mai veduto una simile marea di

generosità e nessun orecchio udito una tale rivelazione di

bontà amorosa. Tanta generosità e tanta rivelazione sono

state palesate, che i versetti rivelati caddero come piogge

primaverili dalle nubi della misericordia del Generosissimo.

Tutti i Profeti « dotati di costanza »1, la cui

sublimità e la cui gloria splendono come il sole, sono stati

align=left>onorati di un Libro che tutti hanno veduto e i cui versetti

sono stati debitamente contati. Ma i versetti piovuti da

questa Nube di misericordia divina sono stati così

numerosi, che ancora nessuno ha potuto sapere a quanti

ammontano. Una ventina di volumi sono ora disponibili.

Quanti ne restano ancora inaccessibili! Quanti sono stati

predati e sono caduti nelle mani del nemico e non se ne

conosce la sorte!

O fratello, dobbiamo aprire gli occhi, meditare sul

Verbo di Dio e cercare l'ombra protettrice della Sua

Manifestazione, in modo da poter far tesoro degli

align=left>infallibili consigli del Libro, dare ascolto agli

ammonimenti inseriti nelle sacre Tavole senza cavillare

con il Rivelatore dei versetti, affidarci completamente alla

Sua Causa e accettare con tutto il cuore la Sua legge per

potere, forse, un giorno entrare nella corte della Sua

misericordia e dimorare sulle rive della Sua grazia. Egli,

invero, è misericordioso e pietoso coi Suoi servi.

242

Ed Egli dice anche: « Dì: O gente del Libro! Di che

altro potete biasimarci se non di credere in Dio e in quel

che ha rivelato a noi, e in quel che ha rivelato prima di

align=left>243

1 Corano XLVI, 35 ( n.d.e. )

148

noi? Per certo i più di voi sono perversi »1. Quanto

align=left>esplicitamente questo versetto rivela il Nostro intento e

con quanta chiarezza dimostra la verità della

testimonianza dei versetti di Dio! Esso fu rivelato in un

periodo in cui l'Islám era assalito dagli infedeli e i suoi

seguaci erano accusati di miscredenza, quando i

Compagni di Muhammad erano accusati di esser apostati

di Dio e seguaci di un mago impostore. Al principio,

quando l'Islám sembrava apparentemente ancora privo di

autorità e di potere, gli amici del Profeta, che si erano

volti a Dio, dovunque andassero, erano maltrattati,

perseguitati, lapidati e diffamati. In un momento come

quello, dal cielo della Rivelazione divina fu inviato questo

versetto benedetto. Esso portò una prova irrefutabile e la

luce di una guida infallibile. Indicò ai compagni di

Muhammad di rivolgersi agli infedeli e agli idolatri nel

modo seguente: « Voi ci opprimete e ci perseguitate,

eppure, cos'altro abbiamo fatto se non credere in Dio e nei

versetti che ci ha inviato dall'alto per bocca di Muhammad

e in quelli discesi sugli antichi Profeti? ». Con ciò

s'intende che loro unica colpa era quella di aver

riconosciuto che i nuovi meravigliosi versetti di Dio

discesi su Muhammad, come quelli rivelati agli antichi

Profeti, provenivano tutti da Dio e di averne riconosciuta

e accettata la verità. Questa è la testimonianza che il Re

divino ha insegnato ai Suoi servi.

In considerazione di ciò, è giusto che questa gente

rifiuti i nuovi versetti rivelati che hanno abbracciato

l'oriente e l'occidente e si ritenga sostenitrice della vera

fede? Non dovrebbe piuttosto credere in Colui Che li ha

rivelati? Tenendo conto della testimonianza che Egli

Stesso ha stabilito, come poteva non considerare veri

__________________________

1 Corano V, 59.

244

149

credenti coloro che ne avevano accettata la verità? Lungi

da Lui che scacci dalle porte della Sua misericordia

coloro che vi si erano avvicinati e avevano accettato la

verità dei versetti divini, o che minacci coloro che si erano

aggrappati alla Sua sicura testimonianza. Egli invero

stabilisce la verità per mezzo dei Suoi versetti e conferma

la Sua Rivelazione con le Sue parole. Egli è invero il

Potente l'Aiuto nel pericolo, l'Onnipossente.

E similmente dice: « E anche se federino discendere su

di Te un Libro di pergamena e lo toccassero con le loro

mani, direbbero i negatori: "Questo non è che evidente

magìa!" »1. La maggior parte dei versetti del Corano

accennano a questo tema. Per amor di brevità, abbiamo

riferito soltanto questi. Rifletti: v'è altra cosa, oltre ai

versetti, che il Libro abbia stabilito quale norma di

riconoscimento delle Manifestazioni della Sua Beltà, alla

quale la gente possa appigliarsi, per respingere le

Manifestazioni di Dio? Al contrario, in tutti i casi, Egli ha

minacciato col fuoco chi rinnega e deride i versetti, come

è già stato dimostrato.

245

Perciò, se sorgesse una persona e portasse miriadi di

versetti, dissertazioni, epistole e preghiere, nessuno dei

quali acquisito dall'erudizione, quale scusa concepibile

potrebbe giustificare chi li respingesse privandosi così

della forza della loro grazia? Quale risposta darebbero al

momento dell'ascesa e del distacco della loro anima dal

suo tristo tempio? Potrebbero cercare di giustificarsi

dicendo: « Ci siamo attaccati a una certa tradizione e non

avendone visto l'adempimento letterale abbiamo sollevato

queste obiezioni contro le Personificazioni della

Rivelazione divina e ci siamo tenuti lontani dalla legge di

Dio »? Non hai udito che fra le ragioni per cui certi

246

1 Corano VI, 7.

150

Profeti sono stati designati Profeti « dotati di costanza »

c'era che era stato rivelato loro un Libro? E inoltre, come

si può giustificare questa gente che respinge il Rivelatore

e l'Autore di tanti volumi di versetti e segue i discorsi di

chi ha stoltamente sparso i semi del dubbio nel cuore degli

uomini e, come Satana, si è levato a guidare la gente su

strade di perdizione ed errore? Come può lasciare che

queste cose lo privino della luce del Sole della

munificenza divina? Inoltre, se questa gente evita e

respinge un'Anima così divina, un Soffio così santo, a

chi, Ci domandiamo, può affidarsi, verso quale volto può

volgersi, se non verso il Suo? Sì, « Tutti hanno uno

spicchio di Cielo a cui rivolgersi »1. Ti abbiamo mostrato

queste due vie; percorri ora quella che preferisci. Questa è

la verità e al di fuori della verità non v'è che errore.

Fra le prove che stanno a dimostrare la verità di questa

Rivelazione è la seguente: in tutte le epoche e le

Dispensazioni, ogni qual volta l'Essenza invisibile si è

rivelata nella persona della Sua Manifestazione, alcune

anime umili, libere da legami terreni, hanno cercato la

luce del Sole della Missione Profetica e della Luna della

guida divina e sono giunte alla Presenza divina. Per

questo i teologi e i ricchi del tempo le hanno derise e

schernite. Come Egli ha rivelato riguardo a coloro che

erravano: « E così gli rispose il consesso degli empi del

suo popolo: "Ci sembra che tu sia un uomo come noi, e

non ti vediamo seguito che dai più miserabili fra noi,

gente che agisce a primo impulso. Non ci sembra che

abbiate su noi superiorità alcuna, anzi pensiamo che voi

siate degli impostori!" »2. Essi cavillarono con quelle

sante Manifestazioni e protestarono dicendo: « Nessuno vi

ha seguìti tranne gli abietti fra noi, coloro che non sono

degni di considerazione ». Il loro scopo era quello di

247

1 Corano II, 148.

2 Corano XI, 27.

151

align=left>dimostrare che nessun dotto, ricco e insigne credeva in

loro. Con questa e simili prove cercarono di dimostrare la

falsità di Colui Che non dice altro che la verità.

Però in questa sublime Dispensazione, in questa

potente Sovranità, alcuni teologi illuminati, uomini di

consumata dottrina, dottori di matura sapienza sono giunti

alla Sua Corte, hanno bevuto alla coppa della Sua

Presenza divina e sono stati insigniti del Suo più alto

favore. Per amore del Beneamato hanno rinunziato al

mondo e a tutto ciò che contiene. Ricorderemo i nomi di

alcuni di loro perché, forse, rafforzino il cuore dei

pusillanimi e incoraggino i timorosi.

248

Fra loro vi era Mullá Husayn che divenne ricettacolo

della gloria fulgente del Sole della Rivelazione divina. Se

non fosse stato per lui, Dio non sarebbe stato posto sul

seggio della Sua misericordia né sarebbe asceso al trono

della gloria eterna. Fra loro vi erano anche Siyyid Yahyá,

unica e incomparabile figura dei suoi tempi,

Mullá Muhammad `Alíy-i-Zanjání

Mullá `Alíy-i-Bastámí

Mullá Sa`íd-i-Bárfurúshí

Mullá Ni`matu'lláh-i-Mázindarání

align=left>Mullá Yúsuf-i-Ardibílí

Mullá Mihdíy-i-Khu'í

Siyyid Husayn-i-Turshízí

Mullá Mihdíy-i-Kandí

Mullá Báqir

Mullá `Abdu'l-Kháliq-i-Yazdí

Mullá `Alíy-i-Baraqání

e altri, circa quattrocento, i cui nomi sono incisi sulla

« Tavola Custodita » di Dio.

249

152

Tutti furono guidati dalla luce di quel Sole della

Rivelazione divina e Ne confessarono e riconobbero la

verità. Tale fu la loro fede che i più rinunziarono ai loro

beni e alla famiglia e si attennero alla volontà del

Gloriosissimo. Dettero la vita per il Beneamato e

immolarono tutto sul Suo sentiero. I loro petti furono

bersaglio delle saette del nemico e le loro teste ornamento

sulle lance degli infedeli. Non vi fu angolo di terra che

non bevesse il sangue di queste personificazioni della

rinunzia, né spada che non ne fendesse il collo. I loro atti,

da soli, dimostrano la verità delle loro parole. Non basta

alla gente d'oggi la testimonianza di queste anime sante

levatesi così gloriosamente a offrire la vita per il loro

Beneamato, meravigliando il mondo intero per il modo in

cui si sono sacrificate? Non è testimonianza sufficiente

contro la slealtà di coloro che tradirono la propria fede per

un nonnulla, barattarono l'immortalità con ciò che è

perituro, rinunziarono al Kawthar della Presenza divina

per le sorgenti salmastre e nella vita ebbero l'unico scopo

di usurpare i beni degli altri? Come tu stesso puoi constatare,

tutti costoro si sono occupati delle vanità terrene

allontanandosi da Colui Che è il Signore, l'Altissimo.

250

Sii giusto; la testimonianza di coloro i cui atti

concordano con le parole e la cui condotta esteriore è

conforme alla vita interiore, non è accettabile e degna

d'attenzione? La mente è sbigottita dalle loro gesta e

l'anima si meraviglia della loro saldezza e resistenza

fisica. O è accettabile la testimonianza di quelle anime

senza fede che respirano l'alito del desiderio egoistico,

imprigionate nella gabbia delle vanità? Come i pipistrelli

delle tenebre, levano il capo dal giaciglio solo per seguire

le cose effimere del mondo e di notte non trovano riposo

se non si affannano a perseguire gli scopi della loro

sordida vita. Immerse nelle macchinazioni dell'egoismo

dimenticano il Decreto divino. Di giorno lottano con tutta

251

size=2>

153

l'anima inseguendo i beni materiali, di notte non hanno

altro scopo che il soddisfacimento dei piaceri carnali. In

base a quale legge o norma è possibile giustificare uomini

che aderiscono ai dinieghi di anime così meschine e

align=left>ignorano la fede di coloro che, per compiacere Dio, hanno

rinunziato alla vita, alle sostanze, alla fama, alla

rinomanza, alla reputazione e agli onori?

Gli avvenimenti della vita del « Principe dei Martiri »1

non sono stati considerati come gli eventi più importanti,

la prova suprema della sua verità? Non ritenevano gli

antichi che quegli avvenimenti fossero senza precedenti?

Non sostenevano che nessuna manifestazione di verità

avesse mostrato mai simile costanza e gloria più spiccata?

Eppure quell'episodio della sua vita ebbe inizio la mattina

e si chiuse la metà dello stesso giorno, mentre queste

sante luci hanno sopportato eroicamente per diciotto anni

calamità che come piogge sono cadute su di loro da ogni

parte. Con quale amore, quale devozione, quale esultanza

e santa estasi hanno sacrificato la vita sul sentiero del

Gloriosissimo! Tutto fa fede di questa verità. Pure, come

si può sminuire questa Rivelazione? Quale epoca è mai

stata testimone di avvenimenti così considerevoli? Se

questi compagni non sono i veri seguaci di Dio, chi altro

può esser chiamato con questo nome? Hanno cercato

potere o gloria? Hanno mai agognato le ricchezze? Hanno

avuto altro desiderio fuorché quello di compiacere Dio?

Se questi compagni, con tutte le loro prove meravigliose e

opere sublimi, sono falsi, chi è dunque degno di pretendere

per sé la verità? Giuro in nome di Dio! Le loro azioni

sono testimonianza sufficiente e prova irrefutabile per

tutti i popoli della terra, se gli uomini riflettessero nel cuore

sui misteri della Rivelazione divina. « E coloro che agiscono

ingiustamente sapranno quale sorte li attende! »2.

252

1 L’Imám Husayn.

2 Corano XXVI, 227.

154

Inoltre, nel Libro è indicato e nominato il segno della

verità e della menzogna. Con questa pietra di paragone

designata da Dio, devono provarsi i diritti e le pretese di

tutti, così che il sincero sia riconosciuto e separato

dall'impostore. Questa pietra di paragone non è altro che

questo versetto: « Auguratevi allora la morte se siete

sinceri »1. Considera questi martiri d'indiscussa sincerità

della cui veridicità fa fede il testo esplicito del Libro, i

quali, come hai constatato, hanno sacrificato vita,

align=left>sostanze, mogli, figli e tutto quello che avevano e sono

ascesi alle più alte dimore del Paradiso. È giusto

respingere la testimonianza resa da questi esseri distaccati

e sublimi alla verità di questa superiore e gloriosa

Rivelazione, e considerare accettabili le accuse formulate

contro questa Luce splendente da miscredenti che, per

amore dell'oro, hanno abbandonato la loro fede e per sete

di potere hanno rinnegato Colui Che è la Guida Prima di

tutta l'umanità? Questo accade, benché il loro carattere sia

adesso rivelato a quanti li hanno riconosciuti come

persone che, per nessuna ragione, rinunzierebbero alla

minima particella della loro autorità temporale per la santa

Fede di Dio e, tanto meno, alla vita, alle sostanze o ad

altro.

253

Osserva come la divina pietra di paragone abbia

separato e distinto il vero dal falso, secondo l'esplicito

testo del Libro. Cionondimeno, costoro sono ancora

dimentichi di questa verità e nel sonno dell'indifferenza,

perseguono le vanità del mondo, assorti nei pensieri di

una vana autorità terrena.

254

« O Figlio dell'Uomo! Più e più giorni sono trascorsi e

align=left>tu t'affanni ancora con le tue ubbìe e le tue vane

immaginazioni. Per quanto tempo ancora vorrai restare

255

1 Corano II, 94.

155

assopito nel tuo letto? Dèstati e alza la testa, poiché il Sole

è giunto allo zenit e potrà forse risplendere su te con la

luce della bellezza »1.

Si sappia, però, che nessuno dei dottori e dei teologi

che abbiamo menzionati era investito del grado e della

dignità del comando. Poiché i rappresentanti più noti e

influenti della religione, che occupano i seggi dell'autorità

ed esercitano le funzioni di capi, non possono in alcun

modo giurare fedeltà al Rivelatore della verità,

ammenoché il tuo Signore non lo voglia. Però, tranne pochi

casi, ciò non è mai avvenuto. « E pochi fra i Miei servi

sono grati »2. Anche in questa Dispensazione nessuno fra i

teologi influenti, nel pugno della cui autorità erano le

redini che guidavano le genti, ha abbracciato la Fede.

Anzi, l'hanno avversata con tanta animosità e ostinazione

che mai orecchio ha udito o occhio veduto l'eguale.

256

Il Báb, il Signore, l'Eccelso - che Gli sia sacrificata la

vita di tutti - ha rivelato specificamente ai teologi di tutte

le città un'epistola, in cui ha esposto in pieno il carattere

della negazione e del rifiuto di ognuno di loro. « Prendete

esempio, o voi che avete occhi a guardare! »3. RiferendoSi

alla loro opposizione, intendeva invalidare le obiezioni

che la gente del Bayán potesse opporre al tempo della

Manifestazione del « Mustagháth »4, il Giorno della Più

Recente Resurrezione, affermando che nella

Dispensazione del Bayán alcuni teologi avevano

abbracciato la Fede, mentre in questa più recente

Rivelazione, nessuno di loro ha riconosciuto la Sua

affermazione. Il suo scopo era quello di ammonire la

gente in modo che, Dio non voglia, non si attaccasse a

257

1 Le Parole Celate, dall’arabo, n. 62.

2 Corano XXXIV, 13.

3 Corano LIX, 2.

4 Colui Che è invocato.

156

queste stolte idee e si privasse della Beltà divina. Sì, i

teologi che abbiamo menzionati erano quasi tutti oscuri e

per grazia di Dio esenti da vanità terrene e liberi dai ceppi

del comando. « Tale è la munificenza di Dio; Egli

l'accorda a chi vuole ».

Un'altra prova e un'altra dimostrazione della verità di

questa Rivelazione, che fra tutte le altre prove splende

luminosa come il sole, è la costanza della Beltà eterna nel

proclamare la Fede di Dio. Benché giovane d'anni e

consapevole che la Causa da Lui rivelata era contraria al

desiderio di tutti i popoli della terra, potenti e umili, ricchi

e poveri, grandi e infimi, re e sudditi, pure Si levò a

proclamarla con fermezza. Tutti l'hanno saputo e sentito

dire. Non aveva timore di nessuno; non badava alle

conseguenze. Si poteva ciò manifestare se non in forza di

una Rivelazione divina e per la potenza invincibile della

Volontà di Dio? Per la giustizia di Dio! Se qualcuno

albergasse nel cuore una Rivelazione così grande, il solo

pensiero di dichiararla lo confonderebbe! Se i cuori di

tutti gli uomini fossero racchiusi nel suo, esiterebbe a

rischiare una così temibile avventura. Potrebbe condurla a

termine soltanto col permesso di Dio, soltanto se il canale

del suo cuore fosse collegato con la Sorgente della grazia

divina e se l'anima sua avesse la certezza del sostegno

infallibile dell'Onnipotente. A che cosa, ci chiediamo Noi,

costoro attribuiscono un'audacia così grande? Lo accusano

di follia come accusarono gli antichi Profeti? O

sostengono che il Suo intento non era che impossessarSi

del comando e conquistare ricchezze terrene?

258

Dio misericordioso! Nel Suo libro che ha intitolato

« Qayyúmu'l-Asmá' », il primo, il più grande e il più

possente di tutti i libri, Egli profetizzò il Proprio martirio.

Vi è questo passo: « O Vestigio di Dio! Mi sono

sacrificato solo per Te; ho accettato ingiurie per amor

259

157

Tuo, non ho agognato ad altro che al martirio sul sentiero

del Tuo amore. Come testimone Mi basta Dio, l'Eccelso, il

Protettore, l'Antico dei Giorni! ».

Similmente, nella Sua interpretazione della lettera

« Há », Egli ha bramato il martirio dicendo: « Mi parve

d'udire una Voce dirmi nell'intimo: "Sacrifica quel che più

ami sul sentiero di Dio, come Husayn, la pace sia con lui,

che offrì la vita per amor Mio". E se non mi curassi di

questo inevitabile mistero, per Colui Che tiene il mio

essere fra le Sue mani, anche se tutti i re della terra facessero

lega, non avrebbero il potere di togliermene una sola

lettera, tanto meno lo possono questi servi che non sono

degni d'attenzione e che sono, invero, miserabili…Che

tutti conoscano il grado della Mia pazienza, della Mia rassegnazione

e della Mia abnegazione sul sentiero di Dio ».

260

Si poteva supporre che il Rivelatore di parole simili

percorresse altra via che quella di Dio e che desiderasse

altro che la Sua Volontà? In questo versetto si cela un

soffio di distacco, che se fosse appieno alitato sul mondo,

tutti rinunzierebbero alla vita e sacrificherebbero

volentieri la loro anima. Rifletti sul comportamento

impudente di questa generazione e constata la sua

stupefacente ingratitudine. Osserva come abbia chiuso gli

occhi a tutta questa gloria e segua vilmente quelle

carcasse immonde dai cui ventri sale il grido delle

sostanze dei fedeli che hanno trangugiato. E ancora, quali

calunnie ignominiose hanno lanciato contro quelle Aurore

di Santità? Così ti narriamo ciò che hanno operato le mani

degli infedeli, coloro che nel Giorno della Resurrezione

hanno stornato il volto dalla Presenza Divina e che Dio ha

tormentato con il fuoco della loro stessa miscredenza e

per i quali ha preparato nel mondo a venire un castigo che

ne divorerà corpi e anime. Per questo si è detto: « Dio non

vi può nulla e la Sua mano di misericordia è legata ».

261

158

La fermezza nella Fede è testimonianza sicura e prova

gloriosa della verità. Come ha pure detto il « Suggello dei

Profeti »: « Due versetti mi hanno fatto invecchiare ».

Questi due versetti indicano la costanza nella Causa di

Dio. Com’Egli ha detto: « Sii perseverante come ti è stato

ordinato »1.

262

E ora considera come questo Sadrih del Ridván di Dio

Si sia levato a proclamare la Causa di Dio nel fiore

align=left>dell'età. Vedi quale fermezza abbia dimostrata questa Beltà

di Dio. Il mondo intero insorse a ostacolarLo, ma fallì

completamente. Quanto più crudeli furono le persecuzioni

inflitte a questo Sadrih di Beatitudine, tanto più crebbe

il Suo fervore e più luminosa brillò la fiamma del Suo

amore. Tutto ciò è evidente e nessuno ne discute la verità.

Alla fine rese l'anima e spiegò le ali verso i regni superni.

263

Fra le prove della verità della Sua manifestazione si

contano l'influenza, il potere trascendente e la supremazia

che Egli, Rivelatore dell'essere e Manifestazione

dell'Adorato, da solo e senza aiuto, ha rivelato a tutto il

mondo. Non appena quella Beltà eterna Si rivelò a Shíráz

nell'anno Sessanta e strappò il velo dell'occultamento,

segni di dominio, potenza, sovranità e potere, emananti da

quell'Essenza delle Essenze, quel Mare dei Mari, si

manifestarono in ogni paese. Tanto che in tutte le città

apparvero segni, prove, indizi, testimonianze di quel

Luminare divino. Quanti cuori puri e gentili riflessero

fedelmente la luce di quel Sole eterno e quante

emanazioni di sapienza, scaturite da quell'Oceano di

saggezza divina, pervasero tutti gli esseri! In tutte le città

teologi e dignitari si levarono a ostacolarli e a reprimerli e

perpetrarono atti di malizia, invidia e tirannia nell'intento

di sopprimerli. Quante di quelle anime sante, di quelle

264

1 Corano XI, 112.

159

essenze di giustizia, accusate di tirannia, furono messe a

morte! E quante incarnazioni di purezza che mostravano

soltanto vera sapienza e integrità di azioni subirono una

morte atroce! E tuttavia, al momento estremo, questi

esseri benedetti invocarono il Nome di Dio e si librarono

nel regno della sottomissione e della rassegnazione. La

forza e l'influenza trasformatrice che Egli esercitava su di

loro era tale, che cessavano di nutrire qualsiasi altro

desiderio che non fosse quello della Sua volontà sposando

la loro anima al Suo ricordo.

Rifletti: chi può mostrare in questo mondo un potere

così trascendente, un'influenza così penetrante? Tutti

questi cuori immacolati e queste anime santificate

risposero all'appello del Suo decreto con perfetta

rassegnazione. Invece di lamentarsi, rendevano grazie a

Dio e nelle tenebre dell'angoscia mostravano solo radiosa

sottomissione al Suo volere. È evidente quanto dovesse

essere implacabile l'odio, amara l'inimicizia e la malizia di

tutti i popoli della terra contro questi compagni.

Consideravano le persecuzioni e le sofferenze inflitte a

questi esseri santi e spirituali mezzi di salvezza, prosperità

e durevole fortuna. Dal tempo di Adamo il mondo ha mai

visto tale tumulto, un'agitazione così violenta? Oltre a

tutte le torture che patirono e alle molteplici sofferenze

che sopportarono, furono oggetto d'obbrobrio e di

esecrazione universale. Si direbbe che la pazienza fosse

rivelata soltanto in virtù della loro forza d'animo e la

fedeltà unicamente dai loro atti.

265

Rifletti in cuor tuo su questi grandiosi avvenimenti,

così che tu possa comprendere l'importanza di questa

Rivelazione e scorgerne la gloria stupenda. Allora, per

grazia del Misericordioso, lo spirito di fede sarà infuso nel

tuo essere e sarai posto a dimorare sul seggio della

certezza. L'unico Dio Mi è testimone! Se tu riflettessi un

266

160

attimo, riconosceresti che, oltre a tutte queste verità

dimostrate e alle prove su esposte, le negazioni,

maledizioni ed esecrazioni proferite dagli uomini della

terra sono di per se stesse la prova più convincente e

l'evidenza più sicura della fedeltà di questi eroi dell'arena

della rassegnazione e della rinunzia. Ogni qual volta

mediterai sui cavilli sollevati da tutti, teologo, dotto o

ignorante, diverrai più saldo e costante nella Fede, poiché

tutto ciò che è avvenuto è stato profetizzato da coloro che

sono Miniere della sapienza divina e Ricettacoli

dell'eterna legge di Dio.

Quantunque non Ci fossimo prefissi di ricordare le

tradizioni dei tempi passati, pure, per l'amore che ti

portiamo, ne citeremo alcune che si applicano al Nostro

argomento; il che però non sarebbe necessario, essendo

quanto abbiamo già esposto sufficiente per il mondo e per

tutto ciò che esso contiene. Di fatto, tutte le Scritture e i

loro misteri son condensati in questa breve esposizione.

Tanto che se vi fosse una persona che riflettesse un

momento in cuor suo, scoprirebbe, da tutto quello che è

stato detto, i misteri delle Parole di Dio e comprenderebbe

il significato di qualsiasi cosa sia stata manifestata da quel

Re ideale. Ma siccome gli uomini differiscono per

comprensione e stadio, vogliamo ripetere alcune

tradizioni che possono infondere costanza nelle anime

dubbiose e serenità nelle menti turbate. Con ciò la

testimonianza di Dio sarà completa e perfetta, tanto per i

potenti quanto per gli umili.

267

Tra le tradizioni v'è questa: « E quando lo Stendardo

della Verità sarà manifestato, i popoli dell'Oriente e

dell'Occidente lo malediranno ». Occorre bere il vino

della rinunzia, scalare sublimi vette di distacco e

osservare la meditazione cui si riferiscono le parole

268

161

« un'ora di riflessione è preferibile a settant'anni di pio

culto », per poter scoprire il segreto del comportamento

miserabile degli uomini, di quegli uomini che, nonostante

l'amore e il desiderio intenso per la Verità ch'essi

dichiarano, quando Egli Si manifesta, maledicono i

seguaci della Verità. Questa tradizione fa fede di questa

verità. È chiaro che la ragione di tale comportamento

dipende dall'abolizione di regole, usi, abitudini e riti ai

quali erano stati assoggettati. Ma se la Beltà del

Misericordioso avesse assecondato le regole e gli usi

correnti fra gli uomini e ne avesse sanzionato le pratiche,

quei conflitti e quelle malvagità non si sarebbero verificati

nel mondo. Questa eccelsa tradizione è confermata e

sostanziata dalle parole che Egli ha rivelate: « Il giorno in

cui il Chiamante chiamerà per una dura bisogna »1.

Il divino appello dell'Araldo celeste, da dietro il Velo

della Gloria, che invita gli uomini ad abbandonare

completamente tutte le cose cui sono attaccati, contrasta

coi loro desideri; e questa è la causa del verificarsi di

dure prove e di turbamenti violenti. Considera i modi

degli uomini. Ignorano queste tradizioni ben fondate, tutte

adempiute, e si attaccano a quelle di incerta validità e

chiedono perché non si siano adempiute. Eppure quello

che era per loro inconcepibile si è manifestato. I segni e

le prove della Verità risplendono come il sole meridiano e

ancora gli uomini si aggirano perplessi e senza mèta nel

deserto dell'ignoranza e della stoltezza. Nonostante tutti i

versetti del Corano e tutte le tradizioni riconosciute che

indicano una nuova Fede, una nuova Legge e una nuova

Rivelazione, questa generazione aspetta ancora di vedere

il Promesso che dovrebbe sostenere la Legge della

Dispensazione Muhammadica, e gli Ebrei e i Cristiani si

attengono allo stesso cavillo.

269

1 Corano LIV, 6.

162

align=left>Fra le parole che predicono una Legge nuova e una

Rivelazione nuova ci sono questi passi della « Preghiera

di Nudbih »: « Dov'è Colui Che è destinato a rinnovare i

precetti e le leggi? Dov'è Colui Che ha l'autorità di

trasformare la Fede e i Suoi seguaci? ». Egli ha anche

rivelato nello Zíyárat:1 « Pace sulla Verità rinnovata ».

Abú-‘Abdi'lláh, interrogato riguardo al carattere del

Mahdí, rispose: « Egli farà ciò che ha fatto Muhammad, il

Messaggero di Dio, e abbatterà qualsiasi cosa vi sia stata

prima di Lui, come il Messaggero di Dio ha abbattuto gli

usi di coloro che L'hanno preceduto ».

270

Vedi come, nonostante queste tradizioni e altre simili,

obiettino stoltamente che le leggi rivelate nel passato non

si debbano alterare in nessun modo. Eppure scopo di ogni

rivelazione non è compiere una trasformazione radicale

nell'intero carattere dell'umanità, trasformazione che si

manifesti esteriormente e interiormente, che influenzi la

vita interiore e le condizioni esteriori? Poiché, se il carattere

dell'umanità non dovesse cambiare, l'inutilità delle

Manifestazioni universali di Dio apparirebbe evidente.

Nell' « Aválim », libro autorevole e ben conosciuto, si

legge : « Si manifesterà un Giovane di fra i Baní- Háshim

Che rivelerà un Libro nuovo e promulgherà una legge

nuova »; poi seguono queste parole: « La maggior parte

dei Suoi nemici saranno teologi ».In un altro passo si

racconta di Sádiq figlio di Muhammad che si espresse

così: « Apparirà un Giovane fra i Baní-Háshim Che

ordinerà alla gente di giurarGli fedeltà. Il Suo Libro sarà

un nuovo Libro ed Egli inviterà la gente a impegnare la

propria fede su di esso. Severa è la Sua rivelazione verso

gli Arabi. Se Ne sentiste parlare, accorrete a Lui ». Come

hanno seguìto bene le direttive degli Imám della Fede,

Fari di certezza! Benché sia chiaramente detto: « Se

271

1 Tavola di Visitazione rivelata da ‘Ali.

163

sentirete dire che è apparso un Giovane dei Baní-Háshim

Che invita la gente a un nuovo Libro divino e a nuove,

divine leggi, correte a Lui », pure tutti hanno dichiarato

infedele questo Signore dell'essere e L'hanno accusato di

eresia. Non sono accorsi a quella Luce Háshimita, a quella

Manifestazione divina, se non con spade sguainate e cuori

colmi di malvagità. Inoltre osserva come nei libri sia stata

esplicitamente indicata l'inimicizia dei teologi. Nonostante

tutte queste tradizioni evidenti e significative, tutte queste

allusioni infallibili e inoppugnabili, la gente ha respinto

l'immacolata Essenza della sapienza e dei santi detti e si è

rivolta ai seguaci della ribellione e dell'errore. Ad onta di

queste tradizioni autorevoli e di queste parole rivelate,

ripetono soltanto quello che è loro suggerito da desideri

egoistici. E se l'Essenza di Verità rivelasse ciò che è contrario

alle loro tendenze e desideri, Lo accuserebbero immediatamente

d'essere infedele e protesterebbero dicendo:

« Ciò è contrario ai detti degli Imám della Fede e delle

luci risplendenti. Niente di simile è previsto dalla nostra

Legge inviolabile ». Così anche oggigiorno questi miseri

mortali hanno fatto e fanno simili vane dichiarazioni.

E ora considera quest'altra tradizione e osserva come

siano state predette tutte queste cose. Nell' « Arba`in » è

detto: « Uscirà dai Baní- Háshim un Giovane Che rivelerà

nuove leggi. Chiamerà a Sé le genti, ma nessuno ascolterà

il Suo appello. La maggior parte dei Suoi nemici saranno

teologi. Non obbediranno ai Suoi comandi, ma

protesteranno dicendo: "Ciò è contrario a quello che ci

hanno tramandato gli Imám della Fede" ». Oggi tutti

ripetono queste stesse parole, completamente ignari

ch'Egli è insediato sul trono di « Egli fa tutto quel che

vuole »1 e siede sul seggio di « Egli ordina tutto quel che

Gli piace »2.

272

1 Corano III, 40 ( n.d.e. ).

2 Corano V, 1 ( n.d.e. ).

164

Nessun intelletto può comprendere la natura della Sua

Rivelazione, né sapienza afferrare tutta la portata della

Sua Fede. Ogni detto ë sottoposto alla Sua sanzione e tutte

le cose hanno bisogno della Sua Causa. Fuorché Lui, tutto

è creato dal Suo comando e agisce ed esiste per la Sua

legge. È il Rivelatore dei misteri divini e l'Espositore

dell'antica saggezza celata. Così nel « Biháru'l-Anvár »,

nell' « Aválim » e nel « Yanbú » di Sádiq, figlio di

Muhammad, si narra che questi si espresse con queste

parole: « La Sapienza è composta di ventisette lettere.

Tutte quelle che i Profeti hanno rivelato sono soltanto due.

Nessuno, finora, ne ha conosciute di più. Ma quando il

Qá'im Si leverà, farà sì che le rimanenti venticinque siano

rivelate ». Considera: Egli ha dichiarato che la Sapienza

consiste in ventisette lettere e che tutti i Profeti, da Adamo

al « Suggello », sono stati Rivelatori di due sole lettere,

con le quali sono stati inviati. Disse ancora che il Qá'im

rivelerà tutte le rimanenti venticinque. Vedi da ciò quanto

grande e sublime sia il Suo stadio! Il Suo rango eccelle su

quello di tutti i Profeti e la Sua Rivelazione trascende la

comprensione e l'intelletto di tutti i loro prescelti. Una

align=left>Rivelazione che non fu neppure conosciuta o, comunque,

in osservanza all'imperscrutabile decreto di Dio, non fu

palesata dai Profeti di Dio, dai Suoi Santi e dai Suoi elettiquesta

Rivelazione uomini malvagi e depravati hanno

cercato di misurare con menti inadeguate, insufficiente

sapienza e comprensione. Se non fosse conforme alla loro

misura, la respingerebbero immediatamente. « Credi forse

che i più fra di loro odano o intendano? No, non sono che

simili a armenti, anzi, si allontanano più di loro dal retto

sentiero »1.

273

1 Corano XXV, 44.

165

Ci domandiamo: come spiegano la summenzionata

tradizione, tradizione che predice in termini inoppugnabili

la rivelazione di cose imperscrutabili e il verificarsi di

eventi nuovi e meravigliosi nel Suo giorno? Avvenimenti

così stupefacenti accenderanno una lotta tanto aspra fra gli

uomini che tutti i teologi e i dottori condanneranno a

morte Lui e i Suoi compagni, e tutti i popoli della terra insorgeranno

contro di Lui. Come è stato detto nel « Káfí »,

nella tradizione di Jábir, nella « Tavola di Fátima », a

proposito del carattere del Qá'im: « Mostrerà la perfezione

di Mosè, lo splendore di Gesù e la pazienza di Giobbe. I

Suoi eletti saranno umiliati durante la Sua vita, le loro

align=left>teste offerte in dono come quelle dei Turchi e dei

Dailamiti. Saranno uccisi e arsi. Saranno colti da timore;

sgomento e paura riempiranno di terrore i loro cuori. La

terra sarà tinta dal loro sangue. Le loro donne gemeranno

e si lamenteranno. Questi, invero, sono i miei amici! ».

Osserva: neppure una lettera di questa tradizione è rimasta

incompiuta. Nella maggior parte dei luoghi è stato sparso

il loro sangue benedetto; in ogni città sono stati fatti

prigionieri, sono stati esposti al ludibrio nelle province e

alcuni sono stati arsi col fuoco. Eppure nessuno si è

soffermato a riflettere che, se il Qá'im promesso avesse

rivelato le leggi e i riti di una Dispensazione precedente,

perché mai simili tradizioni sarebbero state tramandate e

perché lotte e conflitti sarebbero giunti a un grado tale da

portare gli uomini a considerare l'uccisione di questi

compagni un obbligo loro imposto e a ritenere la

persecuzione di queste anime sante un mezzo per ottenere

i più alti favori?

274

Inoltre osserva come le cose avvenute e le azioni

perpetrate siano state tutte menzionate in tradizioni

precedenti. Come è stato detto nel « Rawdiy-i-Káfí »,

riguardo a « Zawrá' ». Nel « Rawdiy-i-Káfí » si racconta

275

166

di Mu’ávíyih figlio di Vahháb al quale Abú-`Abdi'lláh

disse: « Conosci Zawrá'? ». Risposi: « La mia vita ti sia

sacrificata! Si dice che sia Baghdád ». « No » replicò, e

poi aggiunse: « Sei entrato nella città di Rayy? »1, e io di

rimando: « Sì, vi sono entrato ». Al che chiese: « Sei stato

al mercato del bestiame? ». « Sì » risposi. Disse: « Hai

visto la montagna nera sulla destra della strada? È Zawrá'.

Fra i figli di alcuni di costoro, ne saranno uccisi ottanta,

tutti degni di esser chiamati califfi ». « Chi li ucciderà? »

chiesi. Rispose: « I figli di Persia! ».

Queste sono la condizione e il fato dei Suoi compagni,

predetti in tempi passati. E ora osserva come, secondo

questa tradizione, Zawrá' non sia altro che la terra di

Rayy. In quel luogo i Suoi compagni furono messi a

morte dopo grandi sofferenze e tutti questi esseri benedetti

patirono il martirio per mano dei Persiani così come è

detto nella tradizione. Questo lo hai udito e tutti lo

attestano. Perché, allora, questi uomini striscianti come

vermi non si soffermano a meditare su queste tradizioni,

tutte chiare come il sole nella piena gloria del mezzogiorno?

Per quale ragione si rifiutano di abbracciare la

Verità e lasciano che certe tradizioni, il cui significato non

sono riusciti ad afferrare, impediscano loro di riconoscere

la Rivelazione di Dio e la Sua Beltà, trattenendoli negli

abissi infernali? Ciò è da imputare soltanto alla miscredenza

dei teologi e dei dottori del tempo. Di questi Sádiq,

figlio di Muhammad, ha detto: « I maestri di religione di

quel tempo saranno i teologi più malvagi sotto la volta del

cielo. Da loro è venuto il male e a loro ritornerà ».

276

Supplichiamo i dotti del Bayán di non seguirli in tale

comportamento e di non infliggere, al tempo del

Mustagháth, a Colui Che è l'Essenza divina, Luce paradi-

277

1 Antica città nei pressi della quale è costruita Teheran.

167

siaca, Eternità assoluta, Principio e Fine delle Manifestazioni

dell'Invisibile, ciò che è stato perpetrato in quest'epoca.

Li preghiamo di non attenersi al loro intelletto, alla

loro comprensione e dottrina e di non disputare col Rivelatore

della Sapienza celestiale e infinita. Eppure, nonostante

tutti questi ammonimenti, vediamo un orbo, condottiero

di uomini, ergersi contro di Noi con estrema cattiveria.

Prevediamo che in tutte le città la gente insorgerà

per sopprimere la Bellezza benedetta; che i compagni di

quel Signore dell'essere, finale Desiderio di tutti, sfuggiranno

all'oppressore cercando asilo nel deserto, mentre

altri si rassegneranno e con assoluto distacco sacrificheranno

la vita sul Suo cammino. Mi sembra di vederne uno,

al quale, per la sua ben nota devozione e pietà, gli uomini

si sentiranno obbligati a obbedire e al cui comando

reputano necessario sottomettersi, che insorgerà per

colpire proprio la radice dell'Albero divino e, mettendo in

opera tutto il suo potere, si sforzerà di resisterGli e di

opporGlisi. Tale è il modo d'agire degli uomini!

In ogni modo vogliamo sperare che la gente del Bayán

sia illuminata, si libri nel regno dello spirito e vi risieda,

discerna la Verità e riconosca con chiaro intuito

l'ingannevole menzogna. Oggigiorno, però, si diffondono

tali sentori di gelosia che - giuro per l'Educatore di tutti gli

esseri visibili e invisibili - dal principio della creazione

del mondo - che pur non ha principio - fino ad oggi mai si

erano sollevati, né più si solleveranno per l'avvenire tanto

odio, invidia, malignità. Poiché uomini che non hanno

mai aspirato la fragranza della giustizia hanno issato lo

stendardo della sedizione e fatto lega contro di Noi.

Vediamo da ogni parte minacciose lance e in ogni

direzione scorgiamo punte di frecce. Ciò benché non Ci

siamo mai gloriati di nulla, né abbiamo cercato di

anteporCi a chicchessia. Siamo stati per tutti il compagno

più cortese, l'amico più tollerante e affezionato. Fra i

278

168

poveri abbiamo cercato la loro compagnia e, fra gli eccelsi

e i dotti, siamo stati umili e sottomessi. Giuro su Dio, sul

vero, unico Dio! Per quanto gravi siano stati i mali e le

sofferenze inflittiCi dalla mano del nemico e dalla gente

del Libro, pure, tutto svanisce nel nulla al confronto di

quello che abbiamo subìto per mano di coloro che si

professano Nostri amici.

Cos'altro diremo? L'universo, se guardasse con occhio

di giustizia, non potrebbe sopportare il peso di queste

parole! Nei primi giorni dopo il Nostro arrivo in questo

paese, scorgendo i segni di imminenti avvenimenti,

decidemmo di ritirarCi prima che accadessero. Ci

recammo nel deserto e là, isolati e soli, per due anni

conducemmo vita di completa solitudine. Dai Nostri occhi

scorrevano lacrime d'angoscia e nel cuore sanguinante

ondeggiava un oceano di atroce sofferenza. Più di una

sera non avemmo di che sostentarCi e più di un giorno il

Nostro corpo non trovò riposo. In nome di Colui Che ha

il Mio essere fra le Sue mani! Nonostante questi rovesci di

afflizioni e le incessanti calamità, l'anima Nostra era

colma di gioia beata e tutto il Nostro essere provava una

felicità ineffabile, poiché, nella solitudine, non

conoscevamo torto o vantaggio, salute o malattia di

nessun'anima. Soli, comunicavamo col Nostro spirito,

dimentichi del mondo e di quanto contiene. Non

sapevamo però che l'intreccio dei fili del destino divino

sfugge alle più vaste concezioni mortali e che le frecce del

Suo decreto trascendono i più arditi disegni umani.

Nessuno può sfuggire al cappio ch'Egli tende e

nessun'anima può affrancarsi se non sottomettendosi al

Suo volere. Per la giustizia di Dio! Il Nostro ritiro non

contemplava ritorno e la Nostra separazione non sperava

riunione. Unico scopo del Nostro esilio era quello di

evitare di divenire ragione di discordia fra i fedeli, fonte

di turbamento per i compagni, ragione d'oltraggio per una

279

169

qualsiasi anima, o causa di sofferenza per un qualsiasi

cuore. Oltre a queste non avevamo altre intenzioni e al di

align=left>fuori di questo non avevamo altro fine. Eppure ognuno

tramava secondo il proprio desiderio e seguiva le proprie

vane fantasie, finché dalla Mistica Sorgente venne

l'appello che Ci ordinò di ritornare là donde eravamo

venuti. Sottomettendo la Nostra volontà alla Sua, Ci

conformammo alla Sua ingiunzione.

Non v'è penna che possa narrare ciò che vedemmo al

Nostro ritorno! Eran trascorsi due anni durante i quali i

Nostri nemici avevano lottato incessantemente e

assiduamente per sterminarCi, come tutti possono

testimoniare. Nonostante ciò, nessuno dei fedeli si era

levato a difenderCi, nessuno si era sentito disposto ad

aiutarCi e liberarCi. No, invece di difenderCi, quali piogge

di continui dolori le loro parole e i loro atti hanno riversato

sulla Nostra anima! Restiamo fra loro, la vita in

mano, interamente rassegnati al Suo volere; con l'amorosa

assistenza di Dio e con la Sua grazia, possa questa Lettera

rivelata e manifestata immolare la vita in sacrificio sul

sentiero del Punto Primo, il Verbo più eccelso! Per Colui

per il Cui comando lo Spirito ha parlato, se non fosse stato

per questo desiderio intenso della Nostra anima, non Ci

saremmo trattenuti in questa città neppure un momento di

più. « A Testimone ne basta Dio solo! »1. Concludiamo il

Nostro argomento con queste parole: « Non v'è né potere

né forza che in Dio! »2 « Siamo di Dio e a Lui ritorneremo

»3.

align=left>280

Coloro che hanno cuori atti a capire, coloro che hanno

bevuto il vino dell'amore, che non hanno soddisfatto

neppure per un momento i loro piaceri egoistici, vedranno

281

1 Corano IV, 79.

2 Corano XVIII, 39.

3 Corano II, 156.

170

splendere come il sole nella sua gloria meridiana questi

segni, testimonianze e prove che dimostrano la verità di

questa stupenda Rivelazione, di questa Fede trascendente

e divina. Rifletti come la gente abbia respinto la Beltà di

Dio e si sia attaccata al proprio cupido piacere.

Nonostante tutti i versetti perfetti, le infallibili allusioni

rivelate nella « Più Potente Rivelazione », Pegno di Dio

fra gli uomini, e ad onta delle evidenti tradizioni, ognuna

delle quali è più palese della più esplicita parola, gli

uomini ne hanno ignorato e ripudiato la verità e si sono

attenuti invece alla lettera di certe tradizioni che, secondo

align=left>il loro intelletto, hanno trovato incompatibili con le loro

aspettative e il cui significato non hanno saputo afferrare.

Hanno così infranto ogni speranza e si sono privati del

puro vino del Gloriosissimo e delle limpide acque

incorruttibili della Beltà immortale.

Considera che le tradizioni hanno specificato perfino

l'anno in cui quella Quintessenza di Luce apparirà, eppure

gli uomini restano distratti e non cessano per un solo

istante d'inseguire egoistici piaceri. Secondo la tradizione,

Mufaddal domandò a Sádiq: « Qual è il segno della Sua

manifestazione, o mio maestro? ». Egli rispose: « Nell'anno

sessanta, la Sua Causa si manifesterà e si

proclamerà il Suo Nome ».

282

Com'è strano! Nonostante i riferimenti chiari ed espliciti,

la gente ha evitato la Verità. Per esempio, i dolori, la

prigionia e le afflizioni inflitti a quell'Essenza di virtù divina,

sono stati menzionati nelle antiche tradizioni. Nel

« Bihár » si dice: « Nel nostro Qá'im vi saranno quattro

segni di quattro profeti, Mosè, Gesù, Giuseppe e Muhammad.

Il segno di Mosè è timore e attesa; di Gesù, ciò che

fu detto di Lui; di Giuseppe, prigionia e dissimulazione; di

Muhammad, la rivelazione di un Libro simile al Corano ».

Nonostante questa convincente tradizione che predice con

283

171

parole inequivocabili gli avvenimenti presenti, non si è

trovato nessuno che abbia dato ascolto alla profezia e,

penso, nessuno l'ascolterà in avvenire, eccetto colui che il

Signore vorrà. « In verità, Dio farà ascoltare chi vorrà,

ma Noi non faremo ascoltare coloro che sono nella tomba

».

Ti è noto che gli Uccelli Celestiali e le Colombe

dell'Eternità parlano un doppio linguaggio. Uno, il linguaggio

esteriore e privo di allusioni, non è nascosto e

velato, affinché sia lampada di guida e luce di luminoso

faro, per cui i viandanti possano raggiungere le altezze

della santità e i ricercatori avanzare nel regno dell'eterno

ricongiungimento. Così sono le limpide tradizioni e i versetti

evidenti già menzionati. L'altro è velato e nascosto,

align=left>perché qualsiasi cosa celata nel cuore dei malvagi possa

svelarsi e il loro intimo essere palesarsi. Così parlò Sádiq,

figlio di Muhammad: « Dio invero li vuole provare e

vagliare ». Questa è la norma divina, questa è la Pietra di

Paragone di Dio con la quale Egli saggia i Suoi servi.

align=left>Nessuno capisce il significato di quelle parole, tranne

coloro che hanno certezza nel cuore, le cui anime hanno

trovato il favore di Dio, le cui menti si sono allontanate da

tutto fuorché da Lui. In questi detti il significato letterale,

che generalmente la gente comprende, non è quello che si

è inteso esprimere. Così è detto: « Ogni conoscenza ha

settanta significati, uno soltanto dei quali è conosciuto

dagli uomini. E quando il Qá'im apparirà, rivelerà agli

uomini tutto ciò che rimane ». Egli disse pure: « Pronunziamo

una parola e con essa Ci riferiamo a uno e

settanta significati; ognuno dei quali possiamo spiegare ».

284

Menzioniamo queste cose soltanto perché la gente non

sia turbata da certe tradizioni e parole che ancora non si

sono avverate letteralmente e possa così attribuire la

propria incertezza a mancanza di comprensione da parte

285

172

propria e non alle promesse inadempiute delle tradizioni,

poiché il significato inteso dagli Imám della Fede è ad essi

ignoto, come è dimostrato dalle stesse tradizioni. Gli

uomini non devono perciò permettere che tali parole li

privino dei doni divini, ma devono chiedere lume a coloro

che ne sono i Rivelatori riconosciuti, così che i misteri

celati possano venir loro chiariti e palesati.

Noi però non scorgiamo nessuno al mondo che,

agognando sinceramente la Verità, cerchi la guida delle

Manifestazioni divine per risolvere i problemi oscuri della

sua Fede. Tutti risiedono nel paese dell'oblìo e sono

seguaci della gente della malvagità e della ribellione. In

verità, Dio renderà loro ciò che loro stessi fanno e li

dimenticherà come loro hanno ignorato la Sua Presenza

nel Suo Giorno. Tale è il Suo Decreto per coloro che Lo

hanno negato e tale sarà per quelli che hanno respinto i

Suoi segni.

286

Concludiamo il Nostro argomento con le Sue parole -

esaltato Egli sia - « E a chi si chiuda al ricordo del

align=left>Misericordioso, destineremo un demone a inseparabile

compagno »1. « E chi si distoglierà dal Mio ricordo, avrà

miserabile vita »2.

287

Così è stato rivelato in altri tempi, se comprendeste!

288

Rivelato dal « Bá » e dal « Há »3.

289

Pace a colui che tende l'orecchio alla melodia

dell'Uccello Mistico che chiama dal Sadratu'l-Muntahá!

290

Gloria al nostro Signore, l'Altissimo.

291

1 Corano XLIII, 36.

2 Corano XX, 124.

3 B e H , cioè Bahá.

173

GLOSSARIO E NOTE

'Abdu'lláh. Padre del profeta Muhammad, membro della famiglia

di Háshim, la più nobile delle tribù arabe coreiscite, diretto discendente

di Ismaele.

'Abdu'lláh-i-Ubayy. Capo del partito dell'opposizione contro

align=left>Muhammad, detto «principe degli ipocriti».

Abramo. Vedi Genesi XI-XXV; Le Lezioni di San Giovanni

d'Acri, pp. 28-31. Gli studiosi fissano la data della sua esistenza fra il

2100 e il 2000 a.C. Considerato da Ebrei, Cristiani e Musulmani Amico

di Dio e Padre dei Fedeli.

Abú-'Abdi'lláh. Titolo del sesto Imám, Ja'far-i-Sádiq (il Veritiero),

pronipote dell'Imám Husayn, morto nel 765 d.C., avvelenato dal califfo

abbaside Mansur.

Abú-'Ámir. Monaco, oppositore di Muhammad.

Abú-Jahl. Letteralmente, «Padre dell'Ignoranza», soprannome attribuito

dai Musulmani a un implacabile nemico del Profeta.

'Alí. Genero del Profeta, primo dei dodici Imám.

AIif. Lám. Mim. Queste e altre lettere senza nesso appaiono all'inizio

di ventinove sure del Corano.

align=left>Amaleciti. Espulsi in tempi antichissimi da Babilonia, si disseminarono

in Arabia, Palestina, Siria e fino nel lontano Egitto, al quale dettero

diversi Faraoni.

Athím. In arabo, «peccatore».

'AváIim. Compendio di tradizioni sciite.

Báb. Letteralmente «Porta», Qá'im e Mihdí dell'Islám, precursore di

align=left>Bahá'u'lláh, fondatore della Fede Bábí, nato a Shíráz il 20 ottobre 1819

e martirizzato a Tabríz il 9 luglio 1850.

174

Baghdád. Fondata dal califfo Mansúr nel 762 d. C. sulle rive occidentali

del fiume Tigri nel sito di un villaggio cristiano, fu per 500 anni

sede del governo abbaside.

Bahá. Letteralmente «Gloria, Splendore», titoli di Bahá'u'lláh

(Mirzá Husayn-'Alí) prima della Sua Dichiarazione.

Bahá'u'lláh. Letteralmente «Gloria, Luce, Splendore di Dio», titolo

attribuito dal Báb nel Bayán Persiano al fondatore della Fede Bahá'í,

nato a Teheran il 12 novembre 1817 e trapassato a Bahjí ('Akká) il 29

maggio 1892).

Baní-Háshim. La famiglia alla quale apparteneva Muhammad.

Bathá. La Mecca.

Bayán. Letteralmente «Dichiarazione», la principale opera

dottrinaria del Báb, così descritta in Dio passa nel mondo (pp. 24-5)

«monumentale compendio delle leggi e dei precetti della nuova

Dispensazione e... tesoro che racchiude la maggior parte dei riferimenti

e dei tributi del Báb e anche i Suoi ammonimenti - concernenti Colui

Che Dio manifesterà…

questo libro, di circa ottomila versetti, occupa una posizione centrale

nella letteratura bábí e deve essere considerato primariamente un inno al

Promesso piuttosto che un codice di leggi e ordinanze destinate ad

essere una guida permanente per future generazioni». Il Báb scrisse

anche il Bayán Arabo, più breve e meno importante del precedente.

Bihár. Vedi Biháru'l-Anvár.

Biháru'l-Anvár. Compendio di tradizioni sciite.

Caifa. Sommo sacerdote ebraico, presidente del tribunale che giudicò

e condannò Gesù.

Caino e Abele. Figli di Adamo ed Eva. Vedi Genesi IV e Corano

V, 27 e segg.

Califfi. Letteralmente «successori, vicari». Gli Sciiti sostengono

che i successori del Profeta debbano essere membri della Sua famiglia,

ma non usano il titolo di Khalífih o «Califfo». Il Sultano di Turchia

assunse questo titolo all'inizio dei XVI secolo.

Cherubini. Nella Bibbia i Cherubini sono diversi dagli angeli:

align=left>questi sono i messaggeri di Geova, quelli si trovano ovunque Egli

175

appaia. Per esempio: «Cavalcava (Iddio) un cherubino» (Salmi XVIII,

11). Figure di due cherubini furono sbalzate in oro e poste sul coperchio

dell'Arca della Testimonianza nel Luogo Santissimo (cfr. Esodo XXV,

17-22). Tradizioni più recenti includono i Cherubini nei nove ordini

degli angeli.

Colonna Cremisi. Allusione alla religione di Bahá'u'lláh arrossata

dal sangue versato dai martiri.

Copti. Discendenti da antica stirpe egiziana, miscredenti ai tempi di

Mosè. I Sept erano le tribù di Israele.

Elisir Divino. Riferimento simbolico all'Elisir degli alchimisti che

doveva trasformare i metalli vili in oro.

Erode. Erode I il Grande. Edomita di nascita, allevato come Ebreo,

nominato dal Senato Romano Re di Giudea nel 40 a. C., fece ricostruire

il Tempio di Gerusalemme.

Faraone. Titolo dei re dell'Egitto. Il Faraone dell'oppressione

sarebbe, secondo la maggior parte degli studiosi, Ramsete Il (circa 1340

a.C.), mentre suo figlio Menephtah sarebbe stato il Faraone dell'Esodo.

Si tratta comunque di opinioni incerte, poiché la data di nascita di Mosè

risalirebbe al 1520 a.C.

Fatima. Figlia di Muhammad e Cadigia, sposata ad 'Alí, cugino di

Muhammad, gli dette tre figli. Uno morì nell'infanzia; dagli altri due,

Hasan e Husayn, originarono tutti i discendenti del Profeta, conosciuti

con il nome di Siyyid.

Fenice. Mitico uccello del quale si diceva esistesse un solo

esemplare, che si consegnava volontariamente alle fiamme per rinascere

subito dopo dalle sue stesse ceneri.

align=left>Gabriele. Il più nobile di tutti gli angeli, lo Spirito Santo. È suo

compito trascrivere i decreti divini; per mezzo suo il Corano fu rivelato

a Muhammad.

Giuseppe. Figlio di Giacobbe e, nel Corano, profeta ispirato.

176

Há. La lettera «h», il cui valore numerico è 5, talvolta usata per

designare simbolicamente Bahá'u'lláh. Vedi Le Sette Valli e Le Quattro

Valli p. 73.

Hájí Mirzá Karírn Khán. Sedicente possessore di vasto sapere,

autore del libro Irshádu'l-'Avám (La Guida degli Ignoranti).

Hamzih. «Principe dei Martiri», titolo dato allo zio di Muhammad.

Hijáz. Regione del sud-ovest dell'Arabia, considerata terra santa dai

Musulmani, perché vi si trovano le città di Medina e della Mecca, nonché

altri luoghi connessi con la storia di Muhammad. La «lingua

dell'Hijáz» è l'arabo.

Húd. Profeta inviato alla tribù di 'Ád, discendente di Noè, menzionato

nel Corano nei seguenti versetti VII, 65-72; XI, 50-60; XXVI, 123-

140; XLVI, 21-5.

Husayn. Terzo Imám, figlio di 'Alí e Fatima.

Ibn-i-Súríyá. Sapiente rabbino del tempo di Muhammad.

Imám 'Alí. Cugino e primo discepolo di Muhammad, marito di

Fatima, figlia di Muhammad e, attraverso il figlio {Husayn, avo di

Siyyid 'Alí-Muhammad, il Báb.

'Imrán. Padre di Mosè e Aronne. Vedi Corano III, 33 e segg.,

Esodo VI, 20.

'Iraq. Nel 1862, quando questo libro fu rivelato, territorio

dell'Impero Turco; ora repubblica araba indipendente con capitale a

align=left>Baghdád.

Ka'b-Ibn-i-Ashraf. Complottò la morte del Profeta assieme al Suo

peggiore nemico, Abú-Sufyán.

Ka'bih. Caaba. Letteralmente «cubo», tempietto cubiforme situato

al centro della moschea della Mecca, recante murata in una delle pareti

la Pietra Nera.

Káfí. Importante raccolta di tradizioni sciite; il passo citato nel

paragrafo 274 del testo è autorevolmente riportato da Jábir, discepolo

dell' Imám Ja'far-i-Sádiq.

177

Karbilá. Città sull'Eufrate a circa 90 km a sud-ovest di Baghdád

dove nel 680 d.C. fu martirizzato l'Imám Husayn, figlio di 'Alí e Fatima.

Karím. Letteralmente «nobile».

Kawthar. Fiume del paradiso, dal quale scaturiscono tutti gli altri

fiumi; parte delle sue acque sfociano in un grande lago sulle cui rive

riposano le anime dei fedeli che hanno superato il terribile ponte che

attraversa il centro dell'inferno.

Khaybar. Oasi in Arabia, all'epoca di Muhammad abitata prevalentemente

da Ebrei.

Kúfih. Città situata sulla riva destra dell'Eufrate, ora

completamente scomparsa.

Lettere dell'Unità. Gli Apostoli del Profeta Muhammad.

Leviathan. Mostro marino non identificabile, che si diceva avesse

forma di balena o di serpente.

align=left>Magi. Casta di sacerdoti e saggi dell'antica Persia.

Manifestazione. La natura del Profeta o Manifestazione di Dio è

così descritta nelle Spigolature dagli Scritti di Bahá'u'lláh a pp. 74 – 5 :

«Poiché non può esserci nessun legame o rapporto diretto che unisca

l'Unico vero Iddio con la Sua creazione e non esiste nessuna

somiglianza fra il transitorio e l'eterno, il contingente e l'Assoluto, Egli

ha disposto che in ogni età e dispensazione un'anima pura e immacolata

sia resa manifesta nei regni dei cieli e della terra... Queste essenze di

distacco queste realtà risplendenti, sono i canali della grazia di Dio che

tutto pervade. Guidati dalla luce infallibile di saggezza e investiti di

sovranità suprema, essi sono incaricati d'adoperare l'ispirazione delle

loro parole, l'effusione della loro grazia infallibile e le brezze

santificanti della loro rivelazione, per purificare ogni cuore bramoso e

ogni spirito ricettivo dalle impurità e dalla polvere delle cure e delle

limitazioni terrene».

Mecca. size=1>La capitale dell'Arabia, luogo di nascita di Muhammad, sito

della Ka'bih (Caaba), la città più santa dell'Islam.

Medina. Letteralmente «città», così detta per aver dato rifugio a

Muhammad. Originariamente nota col nome di Yathrib (v.), vi è sepolto

Muhammad ed è luogo santissimo, secondo soltanto alla Mecca.

178

Midian. (Madian) Città e regione sul Mar Rosso, a sud-est del

monte Sinai, occupate dai discendenti di Madian, figlio di Abramo e

Chetura. Vedi Genesi XXV, 1-4; Corano VII, 85.

Mi'ráj. Viaggio notturno di Muhammad con Gabriele.

Mosè. Secondo i Musulmani, uno dei sei grandi Profeti. Vedi

Esodo IV, 16 ove Dio dice a Mosè: «... e tu farai per lui le veci di Dio»,

e Esodo VII, 1: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio per il faraone».

Mosè guidò l'esodo dall'Egitto presumibilmente attorno al 1440 a.C.

Mufaddal. Contemporaneo dell’Imám Sádiq, autore di una profezia

sull'«anno sessanta» (il 1844 d.C., corrispondente al 1260 A.H.).

Muhammad. Profeta dell'islam e Rivelatore del Corano, nato

nell'agosto del 570 d.C., dichiarò la Sua missione nel 613 e nel 622

riparò a Medina. Vedi Le Lezioni di San Giovanni d'Acri, pp. 35-44.

Mullá 'Abdu'l-Kháliq-i-Yazdí Rabbino, dopo aver accettato

l'Islam aderendo alla Scuola Shaykhí, fu convertito alla Fede Bábí da

Mullá Husayn.

align=left>Mullá 'Alíy-i-Baraqání. Zio di Táhirih, uno dei più eruditi e

celebri membri della comunità Shaykhí, convertitosi alla Fede Bábí

divenne il più zelante e capace propagatore della nuova Fede a Teheran.

Mullá 'Alíy-i-Bastámí. «Lettera del Vivente», inviato dal Báb nel

1844 da Shíráz in missione speciale, protomartire della nuova Fede.

Mullá Báqir. Fratello di Mullá-Mihdíy-i-Kandí, martirizzato a

Tabarsí.

Mullá Husayn. Primo credente bábí, prima «Lettera del Vivente»,

detto dal Báb «Bábu'l-Báb», cioè «Porta della Porta». Nato nel 1813,

per nove anni discepolo di Siyyid Kázim, capo della Scuola Shaykhí,

per altri sei seguace del Báb, fu martirizzato nel forte di Shaykh Tabarsí

il 3 febbraio 1849.

Mullá Mihdíy-i-Khu'í. Compagno di Bahá'u'lláh e tutore dei

bambini della Sua casa, martirizzato a Tabarsí.

Mullá Muhammad-'Alíy-i-Zanjání. Soprannominato dal Báb

Hujjat, uno dei più abili e temuti campioni della nuova Fede (vedi Dio

passa nel mondo, pp. 44-45).Alla testa dei Bábí assediati a Zanján, fu

martirizzato assieme a 1800 compagni durante quello che Lord Curzon

definì «un terribile assedio e una tremenda carneficina».

179

Mullá Ni'matu'lláh-i-Mazindarání. Bábí martirizzato a Tabarsí.

Mullá Yúsuf-i-Ardibílí. «Lettera del Vivente», martirizzato a

Tabarsí.

Mustagháth. Letteralmente «Colui Che è invocato», riferimento

align=left>all'apparizione di Bahá'u'lláh all'epoca annunciata dal Báb.

Nabucodonosor. Re di Babilonia, nel 595 a.C. conquistò

Gerusalemme, nel 588 la distrusse e obbligò la maggior parte dei suoi

abitanti a trasferirsi in Caldea.

Nadr-lbn-i-Hárith. Oppositore di Muhammad.

size=1>

Nimrod. Descritto nei commentari musulmani come persecutore di

Abramo.

Noè. Patriarca cui i Musulmani danno il titolo di Profeta di Dio.

Vedi Genesi VI, 9 e segg. e Corano XI, 25-48; LXXI, 1-28.

Nudbih. Preghiera di, Lamentazione dell’Imám 'Alí.

Paradiso. Giardino celestiale, stato di beatitudine. «L'Usignolo del

Paradiso» indica la Manifestazione di Dio; «il fruscio delle foglie del

Paradiso», la Sua Rivelazione; «l'amore di Dio» è il Paradiso stesso.

Párán. Catena montuosa a nord del Sinai e a sud di Seir,

considerata sacra perché luogo di rivelazione profetica. Non lontano da

Párán, a nord-ovest di Edom, si trova Teman. (Vedi Abacuc III,

3).Mosè usò i nomi di Párán e di Seir per alludere rispettivamente a

Muhammad e a Gesù.«Egli disse: 'Il Signore venne di Sinai, e apparve

loro di Seir, Egli risplendè dal Monte di Párán, e venne dalle decina di

migliaia de' Santi, avendo alla Sua destra il fuoco della Legge per loro'»

(Deuteronomio XXXIII, 2).Qui Mosè predice l'avvento di tre rivelazioni

e di tre profeti, l'ultimo dei quali è Bahá'u'lláh. Nel deserto di Pàràn

Ismaele dette origine al popolo arabo (Genesi XXI, 21).

Pentateuco. I primi cinque libri della Bibbia.

Pietra Filosofale. Sostanza immaginaria instancabilmente ricercata

dagli alchimisti, perché ritenuta capace di trasformare i metalli vili in

oro.

Qá'im. Il Promesso dell'Islam sciita.

180

Qayyúmu'l-Asmá'. Commentario della Sura di Giuseppe, rivelato

dal Báb nel 1844 e tenuto dai Bábí in grande considerazione. (Per un

breve riassunto del suo contenuto vedi Dio passa nel mondo, pp. 22-3).

Qiblih. La direzione verso la quale bisogna rivolgere il viso durante

la preghiera. Per i Musulmani è la Caaba (v.) che si trova alla Mecca

(Corano II, 142-5).

Quintessenza. Immaginaria «quinta essenza del cielo», in aggiunta

ai quattro elementi della terra, e quindi ultima e più nobile essenza delle

cose.

Qur'án. Il Corano, letteralmente «recitazione». Sacra scrittura

dell'Islam, rivelata dal profeta Muhammad. I suoi versetti sono raggruppati

in capitoli detti sure. Composto da 77.974 parole e poco più lungo

del Nuovo Testamento, fu rivelato in un periodo di 21 anni. Riordinato

dopo la morte del Profeta, si ritiene che Egli Stesso lo abbia suddiviso

in Sure dando alla maggior parte di queste il titolo con cui oggi sono

align=left>conosciute. La più nota traduzione italiana è quella di Alessandro

Bausani (Edizione Sansoni) che ha avuto il Premio dell'Accademia dei

Lincei.

Rayy. Antica città persiana presso la quale fu eretta Teheran.

Ridván. Nome del custode del Paradiso, usato da Bahá'u'lláh per

indicare il Paradiso stesso.

Rik'át. Prostrazioni.

Rúz-bih. Successivamente detto Salmán, Persiano convertito al

Cristianesimo. Avendo udito che un Profeta stava per apparire in

Arabia, vi si recò, incontrandovi Muhammad Che Si stava recando a

Medina; riconosciutoNe lo stadio, divenne musulmano.

Sádiq. Sesto Imám degli Sciiti.

Sadratu’l-Muntahá. Albero di cedro, che gli antichi Arabi

piantavano al termine delle carovaniere come guida per i viandanti.

Simbolicamente esprime la mèta finale dell'uomo e cioè la

Manifestazione di Dio nel Giorno della Sua apparizione.

Sadrih. Letteralmente «ramo».

Sálih. Antico Profeta arabo, menzionato in Corano VII, 73-8 e

identificato da taluni commentatori con l'omonimo personaggio citato in

181

Genesi XI, 12-4.

Salsabíl. Letteralmente «dolcemente scorrente». Termine usato per

indicare una sorgente del Paradiso.

Sámirí. Negromante impiegato da Faraone per competere con

Mosè. Costruttore del vitello d'oro - invece che Aronne - secondo la tradizione

islamica.

Shaykh Ahmad. Primo dei due precursori del Báb, nato nel 1753,

fondatore della Scuola Shaykhí, autore di 96 libri, morto nel 1831.

Sheba. La biblica Saba, città dell'Arabia meridionale, simbolo di

dimora, focolare domestico.

Shí'ih o Sciita. La questione della successione vede l'Islam diviso

in due scuole di pensiero. L'una, quella degli Sciiti, ritiene la reggenza

un fatto spirituale deciso dal Profeta e dai Suoi successori. L'altra,

quella dei Sunniti, sostiene che la successione debba dipendere dalla

scelta popolare. Il Califfo dei Sunniti è il palese e visibile Difensore

align=left>della Fede. L'Imám degli Sciiti è divinamente predestinato e dotato di

saggezza e autorità sovrumane.

Shiráz. Capitale della provincia persiana del Fárs; città natale del

Báb e luogo della Sua Dichiarazione nel 1844.

Shoeb. Shu'ayb, sacerdote madianita (Vedi Esodo 11,16-21), padre

della moglie di Mosè, detto Jetro in Genesi IV, 18.

Sinai. Monte sul quale Iddio dette le leggi a Mosè. Vedi Corano

VII, 143 e Esodo XIX.

Sirát. Letteralmente «ponte, sostegno». Simbolicamente indica la

religione di Dio.

Siyyid Husayn-i-Turshízí. Mujtahid (dottore della legge musulmana),

uno dei sette martiri di Teheran.

Siyyid Kázim. Principale discepolo di Shaykh Ahmad e suo

successore. Fra i suoi allievi vi furono Mullá Husayn e altri eminenti

Bábí. Morì il 3l dicembre 1843.

Siyyid Yahyá soprannominato Vahíd. Illustre ed eruditissimo

align=left>teologo, divenuto bábí e martirizzato dopo l'assedio di Nayríz il 29

giugno 1850 dieci giorni prima del Báb.

182

Súfí. Ordine di mistici musulmani.

«Suggello dei Profeti». Titolo di Muhammad.

Sura. Letteralmente «sequenza di cose in fila», come i mattoni di

un muro. Sura, termine usato esclusivamente per indicare i 114 capitoli

del Corano.

Tavola. Termine che indica un'epistola sacra contenente una rivelazione.

Il Corano menziona le Tavole di Mosè: «E scrivemmo per Lui,

sulle Tavole, di tutte le cose un'ammonizione e per tutte le cose un ammonizione

precisa» (VII, 145).

Taff. Terra di, La piana di Karbilá nelle cui vicinanze fu

martirizzato l'Imám Husayn.

Thamúd. Antica tribù cavernicola stanziata al confine di Edom,

quasi sterminata da Chedorlaomer, il conquistatore elamita. I sopravvissuti

si rifugiarono sul monte Seir ai tempi di Isacco e Giacobbe.

Tradizioni. Autorevoli raccolte di detti ispirati e atti del Profeta,

che hanno valore prescrittivo fra i Musulmani in aggiunta alla

rivelazione contenuta nel Corano.

'Urvatu'l-Vuthqá. Letteralmente «la più salda impugnatura»,

simbolo della Fede di Dio.

Volontà Prima.«La prima cosa che emanò da Dio è quella realtà

universale... che le genti di Bahá chiamano Volontà Prima» (Le Lezioni

di San Giovanni d'Acri, p. 258).

Yahyá. Giovanni Battista, precursore di Cristo, fatto decapitare da

Erode.

Yanbú. Compendio di tradizioni sciite.

align=left>Yathrib. Antico nome preislamico della città che fu poi chiamata

Madínatu'n-Nabí, o più brevemente Medina (v.), la città del Profeta.

Zaqqúm. Albero delle regioni infernali.

Zíyárat. Tavola della Visitazione rivelata Imám 'Ali.

183

INDICE ANALITICO

(I numeri si riferiscono al numero di paragrafo)

Abele, sacrificio miracoloso, prova del rango profetico di Muhammad, 158

Abramo

Amico di Dio, 12, 68

align=left>Manifestazione dopo Húd, Noè, Sálih, 12

Abú-'Abdi'lláh, interpellato sul Mihdí, 270

Abú-Jahl, oppositore di Muhammad 130

alchimia, 209

'Alí, Comandante dei fedeli

«penetrare i veli della gloria senza aiuto», 176

«Resurrezione» e «Giudizio», 128, 129

'Alí , Imám 179

align=left>Alif, A, prima lettera dell'alfabeto arabo (Corano II,1-2) 225

angeli, simbolismo e interpretazione, 87, 88

Arba'in, raccolta di quaranta tradizioni, 272

Athím, in arabo «peccatore», 210

atomo, attesta la rivelazione della grandissima Luce, 108

'Aválim raccolta di tradizioni, profezie sul Báb, 271, 273

Báb

costanza e coraggio del, 258

epistole ai teologi, 257

fermezza del, 263

influenza penetrante del, 265

perseguitato da teologi e dignitari, 264

potere trascendente del, 264, 265

profezie sul martirio del, 259, 260

sofferenze dei seguaci del, 265, 266

Baghdád, «Dimora della Pace» (Corano X, 25; VI, 127), 189

Bahá'u'lláh

size=1>

desideroso di sacrificarSi per il Báb, 280

ritiro in solitudine di, ragioni del, 279

Baní-Hashim, la famiglia di Muhammad; genealogia del Báb, 271, 272

184

Bayán

ammonimenti alla gente del, 102

esortazioni alla gente del, 277, 278

destini del mondo previsti nel, 2

Parola di Dio, 220

certezza

città della, 218, 219, 220

rinnovata ogni mille anni, 220

Parola di Dio, 220

cielo

interpretazione del simbolismo

nel Nuovo Testamento, 67, 75, 80

nel Corano (LXXXII, 1; LV, 29; LI, 22), 47, 75, 76

comprensione

di Dio, 3

dei Suoi Profeti, 5

della Sura di Húd, 6

align=left>Corano

Alif. Lám. Mím (Corano II, 1-2), 225

conferma della Causa di Gesù, 21

fortezza inespugnabile, 221

guida fino al giorno della Resurrezione, 225

infallibile, 222

negazione delle Manifestazioni nel, 5

align=left>Parola di Dio, 220

prova della fede nel, 9

sapienza rivelata nel, 157

testimonianza di Dio per l'oriente e l'occidente, 233

tutti devono seguirlo fino all'«anno sessanta», 222

creazione, size=1>unità, scopo essenziale della, 29

Davide, 56

digiuno, 41

Dio

causa del diniego dei Profeti di, 4, 5, 6; 7

eccelsa Essenza di, inconoscibile, 105

fiducia in, 3

align=left>grazia, incessante, onnipresente, 15

Libro di, 4

«La mano di Dio è ora chiusa» (tradizione ebraica), 148

185

nomi e attributi di,

apparenti nelle Sue Manifestazioni, 111

manifestati in tutte le cose, 110

pervenire alla presenza di, 150, 151, 152

saggia la fede degli uomini nella Sua Manifestazione, 59, 61, 62, 63

testimonianza di, erroneamente giudicata dal sapere umano, 15

distacco, size=1>3

Ebrei

si oppongono a Gesù, 18

si oppongono a Muhammad, 147 148, 149

Faraone

avvertito dell'avvento di Mosè, 69

riferimento a, (Corano XL, 26 e segg.), 13

opposizione a Mosè, 13, 58

parente di, crede in Mosè, 13

fermezza, 262

Fatima, Tavola di, 274

Figlio dell'Uomo

align=left>interpretazione di «Segno nel Cielo», 67, 75

fine, che non ha fine, 172, 179, 180

Gabriele, 117

Gesù Causa di, confermata nel Corano, 21

errata interpretazione cristiana delle profezie di, 26, 27

Legge della Qiblih, 56

opposizione di Israele, 18

potere e sovranità di, 145, 146

profetizza il ritorno della Manifestazione, 20, 22

Qá'im, segni del, 283

rafforzato dallo Spirito Santo (Corano II, 253), 192

ricchezza nella povertà, 142

spiegazione delle profezie di, 29, 30, 31, 32

Vangelo, Parola di Dio, 220

Giorno del Giudizio, (Corano L, 20), 123

Giovanni Battista

Yahyá, figliolo di Zaccaria (Corano III, 39), 71

predice Gesù, Verbo di Dio, 71

Giuseppe

Qá'im, segno del, 283

Corano XL, 34, 237

186

Hamzih, «Principe dei Martiri», zio di Muhammad (Corano VI, 122), 130

Húd

Dispensazione successiva a Noè, 10

riferimento a (Corano XXXV, 39), 10

Sura di, 6

size=1>

Husayn

figlio di 'Alí, 180

«Fui con mille Adami», 180

martirio e santità di, 139, 140, 141

«Principe dei Martiri», 252

Corano XI, 18, 136

'Imrán, padre di Mosè, 58

Islám, difficoltà dei primi tempi, 243

Israele, punizioni di, e loro ragioni, 18

Jábir, tradizionale profezia sugli attributi del Qá'im, 274

Káfí profezia sugli attributi del Qá'im, 274

«Rawdiy-i-Káfí, 275

Karím, in arabo «onorevole», 210

align=left>Karím Khán, Hají Mirzá, 204

Kawthar della Presenza Divina, 240

Lám, (Corano II, 1-2), 225

Luna, vedi sole, luna e stelle

Magi, alla ricerca di Gesù (Matteo II,1 e segg.), 71

Maldicenza, spegne la luce del cuore e distrugge la vita dell'anima, 215

Manifestazioni

differiscono d'intensità, 111

difficoltà e persecuzioni delle, 48

dotate di costanza, 246

align=left>duplice linguaggio delle, 284

duplice stadio delle, 162 192 199

grazia onnipresente delle, 15

influenza trasformatrice delle, 164, 165, 166, 167, 168

diniego delle, 4, 5, 14, 15, 16, 200, 201, 237, 241

manifestano nomi e attributi di Dio, 110, 111, 152, 197

potere senza aiuto, 48

riconoscere le, significa pervenire alla presenza di Dio, 152, 182, 183

187

rinnegate oggi dai capi, ragioni per cui sono, 29

sovranità, potere e sapere delle, provenienti da Dio, 107

servitori di Dio, 197

sovranità eterna delle, 104, 118, 132, 133

Suggello dei Profeti, 197

teologi scherniscono i seguaci delle, 247

tutti esistono per opera del volere delle, 110

unità delle, (Corano II, 285; LIV, 50), 162, 163, 192, 193, 199

Maria, madre di Gesù

dolori di, alla nascita di Gesù (Corano XIX, 23-8), 60, 61

Mím, (Corano II, 1-2), 225

Mi'ráj, ascensione di Muhammad, 204, 205

Mosè

align=left>eterna maestà e potere di, 13

fugge a Midian dopo aver ucciso un uomo, 58

parente di Faraone, credente in, 13

opposizione di Faraone a, 13

Pentateuco, Parola di Dio, 220

profezie sull'avvento di, 69

rango profetico di, 58

riferimenti a, (Corano XL, 28; XXVIII, 20), 13, 58

segni del Qá'im, 283

Muhammad

ascensione di, (Mi’ráj) (v.), 204, 205

contraffazione del testo della Parola di Dio, 83, 94, 95, 96

Corano, Parola di Dio, 220

Giorno del Giudizio e della Resurrezione, 122, 123, 124, 125

«Io sono tutti i Profeti; Io sono Adamo, Noè e Gesù», 173

«Io sono Gesù», 21

obiezione dei Cristiani a, 90

opposizione degli Ebrei a, 147

persecuzione dei seguaci di, 243

Qá'im, segno del, 283

quattro precursori di, 72

segni dell'avvento di, nei cieli visibili e invisibili, quattro precursori, 72

sofferenze di, 115, 116

align=left>sottomissione delle nazioni alla Fede di, 118

sovranità di, 119

«Suggello dei Profeti» (Corano XXXIII, 40), 182

Mullá Husayn, stadio elevato di, 249

188

Mullá (sacerdoti islamici)

che riconobbero il Báb: 249

Mullá 'Abdu'l-Khaliq-i-Yadzi

Mullá 'Alíy-i-Baraqání

Mullá 'Alíy-i-Bastámí

Mullá Báqir

Mullá Mihdíy-i-Kandí

Mullá Muhammad 'Alíy-i-Zanjání

Mullá Ni'matu'lláh-i-Mázindarání

Mullá Sa'íd-i-Bárfurúshí

Mullá Yúsuf-i-Ardibílí

Mustagháth

«Colui Che è invocato», 257

ammonimento ai seguaci del Bayán, 277

negazione, della Manifestazione, 4, 7, 14, 15, 16, 200, 201, 202

Nimrod, sogno di, prima di Abramo, 68

Noè

negato e afflitto, 8

potere trasformante di, 163

riferimenti a (Corano XI, 38-9; LXXI, 26), 8

Nudbih, preghiera di, (tradizione), 70

nubi, simbolismo e significato di, (Corano, XXV, 25), 81, 82, 83, 84

«oppressione», 30, 31

oro, ottenuto dalla trasmutazione del rame, 166; 167

Parola di Dio

Bayán, Corano, Pentateuco, Vangeli, 220

separa e unisce, 119, 120

Pentateuco

contraffazione del testo del, (Corano IV, 46; II, 75; II, 79), 93, 94, 95~

96

Parola di Dio, 220

Persiani, trucidano i seguaci del Qá'im (profezia), 276

precursori

di Adamo, 68

del Báb, 73

di Gesù, 70, 71

di Mosè, 69

di Muhammad, 72

di ogni Manifestazione, 74

189

preghiera

elemento fondamentale della religione, 40

legge della, 40

principio, che non ha principio, 172, 175, 179, 181

Qá'im

attributi del, 274

eccelle su tutti i Profeti, 273

persecuzioni dei seguaci del, 274

i quattro segni di Mosè, Gesù, Giuseppe e Muhammad, 283

rivela venticinque delle lettere della sapienza, 273

il sorgere del, è il Giorno della Resurrezione, 153

sovranità del, 114, 115

Qayyúmu'l-Asmá', sommo libro del Báb, 259

Qiblih

(Corano II,115; II, 143; LXXIV, 50), 56

direzione della preghiera (Corano II,115,142-5), 55

immodificata dalle Manifestazioni, 56

rame, trasmutazione in oro, 166; 167

ricercatore, attributi del, 214, 215, 216, 217, 218

Rayy, antica città nei pressi di Teheran, 275, 276

resurrezione

(Corano XI, 7; XIII, 5; XVII, 51; L, 15), 122

(Corano XVII, 51)124

Giorno della, (Corano, XXXIX, 67), 52

significato di, 153, 154, 169, 170, 171

nei Vangeli (Giovanni II, 5-7, Luca IX, 60), 126; 127

ritorno, significato di, 160, 161, 169, 170, 171

rivelazione

potere creativo della, 65, 66

Universale, 150

Rúz-bih, 72

sacerdoti, vedi teologi

Sádiq

sesto Imám degli Sciiti, 87 143, 276, 282, 284

profezia sull'anno «sessanta», 282

Sálih M anifestazione successiva a Noè, 11

riferimenti a (Corano VII, 73-8; XI, 61-8), 11

Salmán, discepolo di Husayn, 180

190

Sárnirí, negromante contemporaneo di Mosè, 211

saggezza, 3

sapienza

divina e satanica, 77

divinamente concessa, 3, 49

inaccessibilità della sapienza di Dio, 107

luce che Dio infonde nel cuore di chiunque voglia, 202

il più fitto di tutti i veli, 206; 238

un punto moltiplicato dagli stolti, 202

squillo della tromba dell'Araldo, 217

rivelata nel Corano, 157

settanta significati di, 284

tutto ciò che si può conoscere, 204

umana e divina, 154, 155, 156

ventisette lettere, 273

Siyyid Husayn-i-Turshízí, 249

Siyyid Yahyá, unica e incomparabile figura dei suoi tempi, 249

sole, luna e stelle

(Corano LV, 5), 37

interpretazione e simbolismo, 32, 33, 34, 35, 36, 37 38, 39, 41, 42, 43,

46, 67, 75

scopo dei simboli, 54

stella, 68, 69, 70, 71, 72, 73

teologi

accettazione di questa Dispensazione, 248, 249

avvolti nei veli più densi dell'erudizione, 238

epistole del Báb indirizzate ai, 257

deridono i seguaci della Manifestazione, 115, 232, 247

errata comprensione dei Vangeli, 89, 237

ostruzionismo alla Manifestazione, 89, 90, 91, 177, 200

pochi, accettano la Manifestazione, 17, 35, 177, 256

profezia di Sádiq sulla malvagità dei, 271, 276

«veli di gloria», 176, 206

terra

«sarà cambiata»

simbolismo di, 49, 50, 51, 52

align=left>tradizioni

«il chiamante (Isráfíl) chiamerà per una dura bisogna» (Corano LIV, 6),

268

191

preghiera di Nudbih, 270

«Lo Stendardo della Verità», 268

«tromba», 124

uomo

doni che distinguono l’,108

massima grazia del, «pervenire alla presenza di Dio», 149

unità

conferita dalla Parola di Dio, 220

scopo essenziale della creazione, 29

'Urvatu'1-Vuthqá, la salda impugnatura, 227

Vangeli

Parola di Dio, 220

profezie sulla futura Manifestazione, 22, 23, 25, 27

i teologi cristiani comprendono male i, 237

«veli di gloria», significato di, 176; 177, 178, 179

vita, vera, 129

Yanbù, libro di tradizioni, 273

Zaqqúm, albero infernale, 210

Zawrá, antica città di Rayy, 275, 276

Zíyárat, Tavola della Visitazione rivelata da 'Alí, 270

192

GUIDA ALLO STUDIO

DEL

LIBRO DELLA CERTEZZA

di Horace Holley

Traduzione del Prof. Alessandro Bausani

193

Presentando la sua traduzione del Libro delta Certezza,

Shoghi Effendi lo chiama «questo libro di insuperata eccellenza

fra gli scritti dell'Autore della Rivelazione Bahá 'í».

Considerando l'insieme dell'opera alla luce di questa

descrizione si nota quanto numerosi siano i temi che

Bahá'u'lláh intrecciò assieme, proponendo verità la cui

missione è di dare sicurezza e saldezza all'anima dell'uomo in

quest'era.

Il Libro della Certezza è la chiave allo studio della storia

delle religioni, in quanto stabilisce l'unità di tutte le

successive Manifestazioni di Dio, Fondatori di una religione

indipendente. Rivela la funzione unica della Manifestazione,

il Suo ritorno di età in età e le ragioni del periodico sorgere e

decadere delle religioni.

Il Libro della Certezza permette ai Cristiani di scoprire e

comprendere l'islam, è il punto d'unione dì Cristiani, Ebrei e

Musulmani e pertanto la base di una vera unione di Oriente e

Occidente.

Il Libro della Certezza svela il mistero della ricerca

umana di Dio e il raggiungimento dell'unione con Lui.

Interpreta «profezia» e «simbolo», ponendo fine all'èra della

profezia.

Il Libro della Certezza sostiene una concezione

align=left>dell'Essenza e delle Manifestazioni di Dio che è molto

superiore all'antropomorfismo e ai decadenti sistemi di

«identificazione con Dio» proposti dai Sufi, dagli Indù e dal

«Nuovo Pensiero».

194

Con lo studio e la meditazione di questo sacro testo si ha

conferma nella fede e si acquista chiaro intendimento, in

virtù della Luce che brilla oltre le nubi dei pregiudizi, delle

superstizioni e del materialismo che hanno così oscurato il

pensiero moderno.

Il Libro della Certezza è esso stesso insegnante e guida,

come anche è esso stesso la propria ricompensa. Scopo della

presente guida è soltanto quello di assistere individui e

gruppi a elaborare un metodo di studio utile, indicando alcuni

dei temi dominanti e i loro riferimenti nel testo. Ma requisiti

indispensabili allo studio sono la reverente attenzione dello

studioso stesso e la sua decisione di raggiungere una

conoscenza di prima mano del Libro della Certezza.

N.B. I numeri fanno riferimento ai paragrafi,

non alle pagine.

195

align=left>I. LA VIA DELLA FEDE

A. Coloro che percorrono la via della Fede…………3

B. Considerate il passato…………………………….4-6

C. Gli insulti lanciati contro i Profeti………………..7

- Noè…………………………………..8

- Húd…………………………………..10

- Sálih………………………………….11

- Abramo………………………………12

- Mosè…………………………………13

- Gesù………………………………….18-20

D. L'avvento di ogni vera Manifestazione di Dio

è stato accompagnato da lotte………………14

E. Qualunque causa in giorni passati abbia portato

la gente al diniego………………………………..15

F. I capi della religione hanno impedito agli uomini..16

G. Il vero significato è rivelato solo a coloro

che manifestano l'Essere Eterno…………….17

H. Così Dio li ha ghermiti pei loro peccati…………..18

I. Quando un vero ricercatore si accinga……………214-215

J. Le qualità degli eccelsi……………………………216

K. Soltanto quando la lampada della ricercasia

align=left>Accesa………………………………………217

L. La Città della Certezza……………………………218-220

Riferimenti: paragrafi 3-20 e 214-220.

196

Il. PROFEZIA E SIMBOLO

A. Vado e tornerò a voi………………………………..21

B. Nella Dispensazione del Corano furono confermati

sia il Libro sia la Causa di Gesù.…………….21

Né la persona né gli scritti di Gesù erano diversi

dalla persona e dal Sacro Libro di Muhammad.………………………………………………..

21

C. Considera le caratteristiche di distinzione, variazione

e unità delle varie Manifestazioni.………….21

D. I compagni e i discepoli di Gesù Gli chiesero

quali segni avrebbero indicato il ritorno della 22-23

Sua Manifestazione……………………………….25-32

E. La brezza di vita non potrà durare………………...24

F. Che questi Luminari divini sembrino talvolta

limitati a specifiche designazioni…………………33

G. Il termine «soli»: applicato ai Profeti……………...34

- ai teologi della Dispensazione precedente..35-37

- alle leggi e agli insegnamenti……………..39-42

- «il sole si oscurerà»……………………….42

H. Quando il cielo si spaccherà……………………….47,52

I. La terra sarà cambiata ……………………………..49-51

J. Lo scopo fondamentale di tutti questi termini

Simbolici…………………………………………..54,57

- La Qiblih…………………………………….55-56

- L'incidente di Mosè………………………….58

- Lo stato di Maria…………………………….60

- Fuoco di vendetta e acque di misericordia…..62

197

K. E ora bada, fratello!………………………………..63

L. Colui Che è Causa e Scopo finale di tutte queste

cose è stato manifestato in questo giorno………….64-66

M. Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio

dell'uomo……………………………………………67

- Abramo……………………………………...68

- Mosé…………………………………………69

- Gesù…………………………………………70-71

- Muhammad………………………………….72

- Il Báb………………………………………..73

N. Allora tutte le nazioni della terra faranno cordoglio.75

0. Il termine «cielo» denota elevazione e sublimità…...75

- venire sopra le nubi del cielo………………..75

- il cielo del Comando, della Volontà,

dell'Intento divino…………………………..76

P. Il fulgido mattino della vera sapienza………………76

- sapienza divina e sapienza satanica…………77-78

Q. Il termine «nubi»

- cose contrarie alle vie e ai desideri degli

uomini………………………………………80

- l'annullamento delle leggi…………………...80

- l'esaltazione di fedeli illetterati……………...80

- l'apparizione della Beltà immortale in

immagine d'uomo mortale………………….80-81

- le nubi oscure che si frappongono fra l'occhio

e il divino Luminare.…………………82

R. Se dovessimo chiedere una prova della Sua verità…83

S. Il termine simbolico di «fumo»……………………..85

T. Ben presto i tuoi occhi mireranno gli stendardi

della potenza divina………………………………...86

198

U. Il termine «angeli»………………………………….87-88

V. I seguaci di Gesù non hanno mai capito il senso

recondito di queste parole…………………………...89

W. Tali obiezioni e contraddizioni si sono ripetute

in ogni epoca……………………………………….90-91

X. I segni che dovevano annunciare il rivelarsi della

Dispensazione di Muhammad………………………92-98

Y Alcuni stolti asseriscono che il testo autentico

del Vangelo celestiale non esiste fra i Cristiani…….99

Z. Vedere così chiaramente la Verità da non aver

bisogno di prove………………………………….100-101

A-1.Tutto ha consumazione nei credere in Lui……….102

B-1.Il Corano, fortezza inespugnabile fino all'«anno

align=left>sessanta»………………………………………...221-222

C-1. La sua guida non può mai fallire……………….222-246

D-1. Fra le prove…………………………………….247-252

E-1. Il segno della verità e della menzogna…………253-256

F-1.Hanno specificato perfino l'anno…………………282

- I quattro segni di quattro profeti…………….283

- Un doppio linguaggio……………………...284-285

G-1.Non scorgiamo nessuno che cerchi la guida…….286

Riferimenti: paragrafi 21-102, 221-256, 282-287.

199

III. DIO NELLA MANIFESTAZIONE

A. I Luminari della verità sono invariabilmente

dotati d'irresistibile potenza………………..103-104

B. L'Essenza inconoscibile………………………….105-106

C. Quelle luminose Gemme di Santità appaiono

nella forma del tempio umano……………..107

D. Rivelano potenzialmente tutti gli attributi

e i nomi di Dio……………………………..108

E. L'uomo è una più completa espressione della

Sua gloria ………………………………….110

F. Le Manifestazioni del Sole e della Verità………..110

align=left>G. Tutti i Profeti sono portatori dei Suoi nomi……...111

H. Come mai la sovranità del Qá'im non si è minimamente

palesata?…………………………114-115

I. Chiunque Ne riconobbe la verità e si volse a Lui…121

J. I termini «vita» e «morte»………………………...121

align=left>K. La sentenza dell'«Ultimo Giorno»………….…...122-123

L. «Tromba» e «Resurrezione»……………………...123-128

M. La sovranità di Colui Che è il Re dei re………….132-137

- Considera il potere penetrante dellegocce

del sangue di Husayn……………………….138-140

- Sebbene dimorino nella polvere…………….141

- Questa povertà e questa ricchezza………….142-144

- In apparenza privo di ogni potere…………...145

- I tuoi peccati ti sono rimessi………………...146

200

N. L'intimo significato della parola «Sovranità»…....147

- Dopo Mosè Dio non avrebbe inviato

nessun altro Profeta ……………………..148-149

- Abbiamo assegnato a ciascuno dei

Luminari due stadi………………………..192-195

- Sono una sola persona, una sola anima……..197

- In ogni circostanza hanno pronunziato una

parola conforme alle necessità del momento..199

- I noviluni ……………………………………201

- Lo Spirito …………………………………...202

- Il velo del sapere ……………………………206

- Chieder lume a coloro che hanno il cuore

illuminato …………………………………..213

O. Il Báb ha rivelato specificamente ai teologi di

tutte le città un'epistola……………………………257

P. Si levò a proclamarla con fermezza ………………258

Q. Egli profetizzò il Proprio martirio…………….. 259-260

R. La fermezza nella Fede è testimonianza sicura....262-263

S. Il potere e la supremazia rivelati a tutto il

mondo…………………………………………….264

T. Le negazioni sono la prova più convincente……...266

U. La testimonianza di Dio…………………………..267

- L'abolizione di regole, usi e abitudini……….268

- L'abbandono di tutte le cose…………………269

- Aspettano ancora il Promesso che sostenga

la Legge della Dispensazione precedente…269

- Legge nuova e Rivelazione nuova…………...270

- Scopo di ogni rivelazione……………………271

- Apparirà un Giovane fra i Baní-Háshim….271-272

V. Quando il Qá’im Si leverà…………………………273

201

W. Supplichiamo i dotti del Bayán………………..277-278

X. Ci recammo nel deserto………………………...279-280

Y. Coloro che hanno cuori atti a capire………………281

Riferimenti: paragrafi 103-128, 132-149,192-213, 257-281.

202

IV. LA PRESENZA DI DIO

A. Come si può concepire ch'Egli non possa?………….149

B. Riconoscimento dello Scopo essenziale della

Causa di Dio e della conoscenza del Suo Mistero

è «giungere alla Presenza» di Dio…………………...149

- Il Giorno della Resurrezione…………………150

- La «Più Santa Effusione»…………………….151

- La «Santa Effusione»…………………………152

- Giungendo alla presenza di questi Luminari

benedetti si perviene alla «Presenza di Dio».....152

- Non vi è giorno più prezioso, potente e

glorioso di questo Giorno…………………….153

- Chi non riesce a pervenire alla grazia della

«Presenza divina» come può essere meritatamente

chiamato «dotto»?…………………...155

- Segni del Giorno della Rivelazione…………..156.

- La testimonianza del Corano………………….182

- «Resurrezione» e «pervenire alla Presenza

divina »…………………………………...182-183

- Li rimanda a un termine fisso…………………183

- Sono passati milleduecentottant'anni da quando

è sorta la Dispensazione Muhammadica…..186

- Come le genti del mondo fossero state portate

al rendiconto senza che nessuno se ne

fosse accorto…………………………………..187

C. Quest'Uccello Celeste può svelare innumerevoli

Misteri…………………………………………………191

Riferimenti: paragrafi 149-156, 182-191.

203

V. IL RITORNO

A. Scopo dei Profeti è quello di affermare ilsignificato

spirituale dei termini «vita»,

«resurrezione» e giudizio»………………………129-130

B. Soltanto coloro che si sono volti a Lui arriveranno

a conoscere il Verbo di Dio…………………131

C. Innumerevoli porte di sapienza spalancate…………...157

D. Son venuti a voi Messaggeri prima di me……………158

- Come potevano quelle persone del tempo di

Muhammad esser vissute migliaia d'anni

Prima?……………………………………..158-160

- Se Muhammad era il «ritorno» dei Profeti,

anche i Suoi Compagni devono essere il

«ritorno» dei Compagni di un tempo…………...161

- Tutti i Profeti son considerati un'unica anima

e una stessa persona…………………………….162

- Il «ritorno» dei loro eletti è definitivamente

provato………………………………………….163

- Questa gente fu così trasformata che avrebbe

rinunziato a tutto…………………………….164

- Non hanno illustrato con l'esempio i misteri

della «rinascita» e del «ritorno»?…………….164

- La potenza dell'Elisir divino……………….165-168

- Coloro che precedono il resto dell'umanità

nell'abbracciare la Fede sono il «ritorno» di

coloro che avevano conseguito gli stessi

onori in una Dispensazione precedente………...170

- Considera la rosa………………………………..170

- Osserva il ritorno delle stesse qualità…………...171

204

E. I mondi dell'unità e della diversità, della varietà

e dell'unicità, della limitazione e del distacco……….171

- Il termine «Suggello dei Profeti»…………….173

- Il «primo» e l'«ultimo»……………………….173

F. In quella Corte tutti questi nomi sono del tutto

Inesistenti…………………………………………174-175

G. Penetrare i veli della gloria senza aiuto……………...175

- Hanno seguito ciecamente i capi della loro

Religione……………………………………..176

- Inoltre fra i «veli di gloria» vi sono termini

come…………………………………………..177

- Quanti misteri ancora insoluti………………..179

- «Fui con mille Adami»…………………...179-180

Riferimenti: paragrafi 129-131, 157-180.

Autor: Bahá’u’lláh - Kategorie: Scritture Bahá’í - Strany: 0 - Kapitoly: 0
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